A Noto (SR) scoppia la polemica sui Mosaici del Tellaro. Contestato lo spazio espositivo

Per il presidente della commissione cultura un'altra occasione buttata al vento

28 luglio 2003
A qualche giorno dall'inaugurazione dell'esposizione dei mosaici della villa romana del Tellaro nella chiesa di san Domenico, sospesa al culto, la querelle sui bellissimi reperti del IV secolo d.C., non accenna a placarsi dopo la "sosta" dell'inaugurazione.

"Non è soltanto questione di illuminazione quello che non va bene - dichiara la presidente della commissione cultura, Cetty Amenta (Ds)- ho, infatti, avuto l'impressione che i mosaici della villa romana del Tellaro siano stati esposti nella chiesa simbolo del barocco netino, fra colonne e stucchi, in un ambiente a loro assolutamente estraneo, per consentire soprattutto all'assessore Granata di applicare al bavero della giacca un'altra medaglia. Persino il professore Pagnano, redattore del progetto di ristrutturazione della villa romana ha mostrato qualche perplessità circa la scelta di anticiparne l'esposizione in sito diverso dalla villa in fase di ultimazione".

La presidente della quarta commissione punta il dito ancora una volta sull'organizzazione. "E l'evento che avrebbe dovuto richiamare a Noto migliaia di visitatori da tutto il mondo? - continua – Per niente. Certo, i turisti di passaggio, attratti dalla magnificenza della chiesa di San Domenico e dal drappo rosso con la scritta "mosaici in mostra" stanno entrando, quando trovano aperto naturalmente, e nel frattempo ammirano questo cosiddetto valore aggiunto, ma non mi pare che per i mosaici ci siano particolare code di visitatori. In occasione dell'inaugurazione, al teatro comunale abbiamo assistito alla performance del soprintendente Voza che, commosso, ha spiegato le varie fasi dei restauri. Abbiamo ascoltato i ringraziamenti dell'assessore Granata, abbiamo scoperto che se non ci fossero stati gli uomini di AN i mosaici non sarebbero mai tornati a Noto, abbiamo sentito il sindaco Accardo dire per la centesima volta che è felice di essere il sindaco di Noto".

"Tuttavia - conclude Cetty Amenta - a parte l'emozione di rivedere i mosaici dopo tanti anni, sono rimasta profondamente delusa e come me parecchia gente. Tutti incontentabili o di sinistra? No davvero. Tutte persone che si mangiano le dita nel vedere buttare al vento occasioni uniche ed irripetibili per il rilancio della nostra bella Noto".

Fonte: Gazzetta del Sud

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28 luglio 2003

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