Alla Ricerca di...

Il governo tira fuori dal ''cilindro'' 200 milioni di Euro per Università e Ricerca per trattare con Rita Levi Montalcini

13 novembre 2006

Basta poco, anzi pochissimo per vanificare le scelte e i programmi di governo. Un tentennamento di un solo senatore e...
Nei giorni scorsi la protesta della senatrice premio Nobel Rita Levi Montalcini, era stata lapalissiana e motivata da fatti congrui e difficilmente discutibili. Potremmo, e dovremmo essere tutti pronti a fare qualche sacrificio per il bene comune, e in particolare per il bene dei nostri figli, ma quando il sacrificio viene richiesto, anzi, imposto ad un settore che già da anni patisce l'insensatezza politica, beh, la situazione diventa insostenibile e divenat umanamente impossibile non levare la protesta (leggi).
''Se rimarranno i tagli alla ricerca, non voterò la Finanziaria''. Queste le parole, chiarissime, di Rita Levi Montalcini.

Un tonfo al cuore per il governo, che con l'imminente manovra economica proprio non riesce a tenersi dalla sua parte nessuno, né nemici, né amici.
Cosa fare dunque? Presto detto: un emendamento alla Finanziaria con il quale predisporre fondi per quasi 200 milioni di Euro per le assunzioni negli atenei e negli enti di ricerca.
Davanti ad una risposta tanto pronta, la Montalcini ha ritirato la sua minaccia: ''Molto bene, se è davvero così ritiro la minaccia di non votare la legge Finanziaria''. La senatrice a vita ha comunque precisato di voler acquisire maggiori informazioni prima di dare un giudizio definitivo. ''Se è come spero - ha detto il Nobel - sarei molto contenta e ritirerei la minaccia di non votare la manovra. Si tratterebbe di una svolta. In questo modo - ha aggiunto - si dà speranza alle nuove generazioni''.
La Montalcini ha anche espresso soddisfazione per l'intenzione di fissare, per le assunzioni dei ricercatori, criteri per le valutazioni che terranno conto dei titoli conseguiti e delle attività svolte: ''E' molto importante - ha detto - perché bisogna assumere in base al merito e non all'appartenenza a gruppi di potere''.

Quindi i soldi si sono trovati... Nelle Università e negli Enti di Ricerca si darà il via a un piano straordinario di assunzioni e saranno anche fissati criteri per le valutazioni che terranno conto dei titoli conseguiti e delle attività svolte. Il governo ha dunque deciso di stanziare, nel prossimo triennio, complessivamente 177,5 milioni: 140 milioni per le assunzione nelle università e 37,5 milioni per quelle di ricercatori in enti di ricerca. L'emendamento cambia anche le norme relative al turn over nelle università: per il 2007 c'è un paletto al 90% e le ulteriori assunzioni (pari al 10%) che potranno essere autorizzate dal governo.
''In attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori - è scritto nell'emendamento - il ministro dell'Università, sentite le rappresentanze degli atenei, avvia un reclutamento straordinario di ricercatori, con criteri di valutazione dei titoli didattici e dell'attività di ricerca, garantendo celerità, trasparenza e allineamento agli standard internazionali''. Anche per i ricercatori degli enti di ricerca pubblici ci sarà un bando di concorso straordinario che valuterà ''i pregressi rapporti di lavoro, i titoli scientifici e l'attività di ricerca svolta''. E' inoltre prevista una deroga alle assunzioni a tempo: se il ricercatore ha già un contratto temporaneo, ma ha già vinto un concorso per l'assunzione dal 2008, potrà vedersi rinnovare nel 2007 il contratto a tempo.
Il governo, inoltre, stanzia 20 milioni di euro nel 2007 e 30 nel 2008 per la ''stabilizzazione di ricercatori, tecnologi e personale impiegato in attività di ricerca'' nonché all'assunzione di coloro che hanno già vinto un concorso. E' un emendamento del governo a prevedere la costituzione di un apposito fondo contro la ''fuga dei cervelli'' ma anche dei precari che lavorano negli enti di ricerca.

Quindi i soldi si sono trovati... Il pronto intervento del governo per frenare la ferrea opposizione di Rita Levi Montalcini, non ha soddisfatto né il ministro dell'Università, Fabio Mussi, né il Cnr, che davano per scontate queste risorse nominate all'improvviso, e chiedevano ben altro, ossia: che la Finanziaria non sottraesse un euro ai fondi del ministero.
''Non ci sono soldi aggiuntivi per l'Università e la Ricerca, dal momento che la somma di 177 mln di euro era già prevista'', ha precisato il ministro dell'Università e Ricerca. Si tratta, ha detto Mussi, ''di una parte importante della manovra già prevista dal governo''. Il ministro ha poi precisato che resta ''aperta la questione del taglio del 20% dei consumi intermedi dell'università e degli enti di ricerca e degli effetti sugli enti di ricerca degli accantonamenti previsti dall'articolo 53, pari a 207 milioni''.
I tagli che lamenta Mussi (circa il 14% del budget) sono quelli contro i quali si sono ribellati un po' tutti i suoi colleghi di governo. Dalla Turco (Sanità), alla Melandri (Sport) e alla Bonino (Commercio estero). Qualche limatura l'hanno ottenuta Amato per la sicurezza e D'Alema per la Farnesina.
Mussi otterrà ancora qualcosa? ''Siamo alla caccia di altre risorse'', facevano sapere ieri sera fonti di governo. Gran parte delle richieste arrivate in questi giorni dalla maggioranza, e in particolare dall'ala radicale, stanno in novanta emendamenti. Rifondazione ha ottenuto l'esenzione per i bambini dai ticket ospedalieri, i Verdi avevano chiesto più risorse per il trasporto pubblico locale e il rinnovo del contratto del settore (avranno rispettivamente 90 e 60 milioni di euro), il Pdci ha puntato tutto sull'assunzione dei precari nel pubblico impiego. Intanto, la Montalcini si è detta pronta a trattare...

 

 

 

 

 

 

 

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13 novembre 2006

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