Dalla Regione Sicilia nessun riconoscimento per le coppie di fatto

Nel disegno di legge del governo sulla famiglia, nessun emendamento riguardante le coppie di fatto

31 luglio 2003
La settimana scorsa , il disegno di legge del governo sulla famiglia è stato approvato, dalla giunta regionale, a conclusione di una lunga giornata di vivaci dibattiti e qualche momento di tensione anche all'interno della maggioranza.

Su 68 deputati presenti in aula, 51 hanno votato a favore, 16 contro ed uno si è astenuto.
Prima che si votasse, il presidente della Regione Cuffaro, esclusa ogni possibilità di mediazione, aveva dichiarato: "Nella Costituzione italiana esiste una sola famiglia: quella fondata sul matrimonio. Altre esperienze, come la convivenza e la cosiddetta famiglia di fatto, sono frutto di libertà personale: ciascuno ha diritto di impostare come crede la propria vita di relazione. Di tale libertà ho pieno rispetto, ma le cose vanno chiamate con il loro nome. Il legislatore non può riferirsi a situazioni di fatto che, come tali, presentano un confine incerto, in grado di condurre su un terreno franoso l'applicazione di tutta la legge".

Il risultato del voto ha chiuso la querelle, ma la battaglia dell'opposizione è proseguita nel tentativo di creare varchi per qualche emendamento più favorevole alle coppie di fatto. Duro il commento del deputato della maggioranza Fleres (FI): "Il testo non può discriminare le famiglie siciliane sulla base dei loro elementi costitutivi. Confermo la mia fiducia al Governo ed alla maggioranza, ma questa legge impone valutazioni etiche prima che politiche. Si deve tenere conto dell'evoluzione che il concetto di "famiglia" sta subendo nella coscienza dei singoli, nella considerazione sociale, nelle stesse riforme contenute nelle leggi statali più recenti, oltreché nella giurisprudenza costituzionale e nelle sentenze dei giudici della Corte di Cassazione". "Questa legge - ha commentato Fleres subito dopo il voto finale - così come è stata concepita, fa compiere alla Sicilia un salto indietro di almeno 50 anni, allontanandola dai valori universali dei diritti umani e dall'Europa. Si tratta del trionfo dell'ipocrisia, dell'approssimazione e del bigottismo. Non avendo dato significato partitico al mio voto di astensione, dato il valore etico del provvedimento resta comunque intatta la mia fiducia nei confronti del Governo e della maggioranza".

Duro scontro anche sull'articolo sei, nel quale è stato accolto un emendamento di Bartolo Sammartino (An) e di Alberto Acierno (Nuova Sicilia), primi firmatari, che prevede un bonus di mille euro per ogni nascituro nelle famiglie meno abbienti.

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31 luglio 2003

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