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Dissapori tra Regione e Confindustria?

Il governatore Crocetta cerca di appianare la polemica innescata dall’assessore Marino, ma...

11 luglio 2013

"Il Parlamento italiano, lo scorso 24 giugno 2013, ha convertito in legge (n. 71) il decreto emesso dal governo Monti che aveva accolto la richiesta del presidente Crocetta perché venisse dichiarata l'emergenza sull'intero ciclo dei rifiuti per la città di Palermo e limitatamente all'impiantistica per il resto del territorio siciliano. Mi chiedo come sia possibile che in una regione come la Sicilia, che abbanca il 90 % dei rifiuti in discarica, e che vede velocemente esaurirsi le capienze delle stesse, Confindustria e Legambiente siciliane, con una nota congiunta a firma Catanzaro e Fontana, abbiano avuto l’ardire di chiedere al Parlamento Italiano di non convertire in legge il decreto del governo nella parte relativa alla declaratoria di emergenza sull'impiantistica".
Così è nata la polemica, durissima, che vede contrapporsi il governo regionale, nella persona dell’assessore all'Energia Nicolò Marino, e la Confindustria siciliana.
Un attacco durissimo, quello di Marino, soprattutto nei confronti di Giuseppe Catanzaro, numero due della Confindustria di Antonello Montante. Insomma, uno scontro tra il più antimafia degli assessori del crocettiano governo antimafia e uno degli imprenditori simbolo del nuovo corso antimafia dell'associaizone degli industriali. Uno scontro che si consuma su uno dei temi più scottanti, cioè quello dei rifiuti, avanguardia di battaglie antimafia e di sospetti e veleni.

Marino ha attaccato con forza: "Deve quindi dedursi che le associazioni in parola non prediligano impianti di riciclo, compostaggio, pirolisi e così via, o meglio, non prediligano che, una volta tanto, li si faccia subito, probabilmente innamorati delle "vecchie e care discariche" come quella che il dott. Catanzaro gestisce in quel di Siculiana. Fortunatamente per i siciliani il Parlamento italiano non li ha ascoltati e il decreto legge è stato convertito, ma sempre più mi rendo conto quanto sia difficile in questa terra di Sicilia passare al nuovo ed abbandonare le vecchie logiche laddove si siano configurati centri di interesse economico come quelli esistenti nel settore dei rifiuti".
Il quotidiano Live Sicilia ha cercato Catanzaro per avere una risposta all’attacco frontale di Marino, ma il diretto interessato non ha voluto commentare. Le ragioni della posizione di Confindustria e Legambiente, però, erano state ampiamente illustrate in una lettera del 15 maggio scorso, destinata ai presidenti delle commissioni Ambiente di Camera e Senato. Con quella missiva, si metteva in guardia rispetto agli insuccessi delle precedenti gestioni commissariali dei rifiuti in Sicilia, che non hanno "mai contribuito a risolvere alcun problema ma anzi hanno comportato la deresponsabilizzazione degli attori istituzionali competenti in via ordinaria".

Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha tentato di  "raffreddare" lo scontro. "Al di là delle affermazioni dell’assessore Marino che trovano riscontro in un'incomprensione nata a proposito della vicenda sulle attribuzioni commissariali alla Sicilia in materia di discariche, voglio ribadire che il governo regionale non ha nessuna ragione di scontro né con Confindustria né con le altre parti sociali. Ritengo che il dissenso sulla singola questione non possa costituire ragione per una rottura che avrebbe conseguenze disastrose. La Sicilia non ha bisogno di divisioni ma di collaborazioni, dobbiamo mettere insieme il meglio delle forze della Regione per risalire la china, per rafforzare l’azione di risanamento, favorire investimenti, utilizzare la spesa europea, dare fiducia e speranza".

"Confindustria e le organizzazioni sindacali dei lavoratori - ha continuato Crocetta - hanno condotto in questi anni una grande battaglia sul fronte moralizzazione della vita politica e sociale, sulla denuncia del racket, non soltanto concordando protocolli di intesa avanzati diventati modello per tutto il Paese, ma anche attuando quei protocolli. Nessuno può dimenticare che proprio da Confindustria di Caltanissetta e subito dopo da tutta Confindustria siciliana, sono partite le iniziative di espulsione degli imprenditori che pagavano pizzo e nessuno può ignorare che proprio dall’imprenditoria siciliana, è partita rivolta antimafia che ha contaminato il Paese. Credo che sia molto più importante parlare delle cose che ci uniscono piuttosto dei singoli episodi che dividono, solo con questo spirito si potrà stabilire un rapporto corretto tra istituzioni nella reciproca autonomia, con quello spirito di unità che possa portarci a traguardi importanti. Il governo regionale entro la prossima settimana convocherà tutte le parti sociali, Confindustria e le organizzazioni sindacali per illustrare le linee di azione sul crono programma relativo a utilizzo fondi europei e cominciare a concordare con parti sociali, sindaci, associazioni, le nuove linee della programmazione per il 2014/2019. Sono convinto che l’incidente di ieri sia superato, spero di incontrare immediatamente i vertici di Confindustria siciliana per continuare a lavorare insieme".

Tutto apposto, quindi? Mah? L'assessore Marino, da parte sua, non arretra di un passo. Anzi: "Io rappresento la linea del governo. Sia Confindustria a chiarirsi le idee". Parole che arrivano pochi minuti dopo quelle del governatore.
"Il punto è proprio questo - contrattacca Marino - quella lettera forse non avrebbe dovuto firmarla proprio Catanzaro. La nostra riforma infatti apre ai nuovi impianti di smaltimento e compostaggio, portando alla chiusura delle vecchie discariche. Catanzaro gestisce una di queste, a Siculiana". "È la Confindustria - ribadisce l’assesssore ex pm - a doversi chiarire le idee e a prendere una posizione chiara: se condivide la posizione di Catanzaro o quella del governo, del resto già prevista nel programma del presidente Crocetta".
"Una cosa è certa - conclude Marino - le mie parole sono le parole del governo. Io e il presidente Crocetta ci muoviamo in perfetta sintonia. Confindustria ha commesso un errore. E adesso è il caso che risponda: vuole o non vuole l'emergenza sull'impiantistica? La posizione del governo è chiarissima - ribadisce - ed è la mia".

[Informazioni tratte da Corriere del Mezzogiorno, LiveSicilia.it]

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11 luglio 2013
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