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E' ricominciata la scuola... del malcontento. Primo giorno di Scuola e di polemiche in Lombardia

La Sicilia sarà l'ultima Regione che aprirà le aule giorno 23 settembre

08 settembre 2004

Oggi è suonata la campanella per  il primo giorno di scuola in Lombardia, prima regione italiana che ha chiamato sui banchi gli studenti. La Sicilia sarà l'ultima con le lezioni che cominceranno giorno 23 settembre.
Un primo giorno immerso già in un clima di polemiche, per le numerose cattedre ancora senza un insegnante titolare, e per il dilemma ancora presente "riforma sì, riforma no", "tutor sì, tutor no".
Sono ancora tra i 1300 e i 1500 i posti da sistemare solo a Milano e provincia, ma l'ufficio regionale scolastico è sicuro che entro la fine della settimana tutto sarà a posto. ''E' un inizio di anno scolastico con una partenza un po' in affanno ma entro breve sarà tutto regolare", ha detto Mario Dutto, direttore dell'ufficio regionale scolastico lombardo, tranquillizzando i genitori.

"Abbiamo completato le graduatorie permanenti - ha annuncia qualche giorno fa il ministro Letizia Moratti all'assemblea di Assolombarda - abbiamo assunto 15mila tra docenti e amministrativi, prosegue l'operazione delle assegnazioni delle supplenze annuali che sarà conclusa regione per regione prima dell'inizio delle lezioni". La ministra ha colto l'occasione per annunciare la firma di un protocollo d'intesa con le aziende: "Il mondo delle imprese non è solo economia e lavoro. L'impresa è anche cultura e proprio per questo il made in Italy può riportare l'Italia ad un nuovo rinascimento".

Lo slogan sul "rinascimento" ha subito attirato le critiche delle organizzazioni sindacali sui temi riforma e assunzioni, e quelle tutte politiche dell'opposizione.
"Il rinascimento vagheggiato dalla Moratti assomiglia molto al medioevo", commenta il verde Mauro Bulgarelli, "grazie all'accordo firmato gli studenti non andranno più a visitare gli Uffizi, ma i musei delle aziende, come quello della Pirelli o della Richard Ginori".

E la conferma che la strada della riforma è tutta in salita è arrivata puntuale l'altro ieri. I sindacati della scuola hanno abbandonato il tavolo delle trattative sul tutor, una delle figure centrali del progetto Moratti, e sull'anticipo scolastico alla scuola materna.
"Abbiamo scoperto che i fondi previsti dall'atto d'indirizzo sono ipotetici per il 2004 e inesistenti per l'anno successivo - commenta Enrico Panini segretario della Cgil - un aumento di 9 euro lordi per ogni tutor, e non siamo entrati neanche nel merito delle competenze e delle funzioni della nuova figura professionale. Poi, neanche un soldo per l'anticipo dell'ingresso alla scuola materna, col risultato che i bambini dovrebbero essere solo parcheggiati senza l'assistenza indispensabile a quell'età".

Mica buone, dunque, le premesse per questo nuovo anno scolastico che sicuramente verrà negativamente movimentato da conflitti, rivendicazioni e proteste, a partire dalle graduatorie permanenti, dalle quali sono arrivate le 15mila assunzioni e che serviranno per scegliere i centomila supplenti annuali. I sindacati denunciano: sono state fatte troppo in fretta, ci sono migliaia di errori nei punteggi, dovranno essere riviste durante l'anno scolastico creando disagi a famiglie e studenti. Ventimila i ricorsi presentati ed entro due mesi il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sulla legittimità dei nuovi punteggi, approvati dal Parlamento lo scorso 27 luglio. Insomma il balletto dei docenti continua.
Altro punto dolente gli insegnanti di sostegno. In molte città, Napoli, Bari, Palermo, i tagli sono stati pesanti e non sono mancate le proteste di insegnanti e genitori che sono scesi più di una volta in piazza.

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08 settembre 2004
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