Fatta la legge si faranno ora i trasgressori. A cosa porterà la nuova legge ''ex-Cirielli''?

Qualcuno dice che la legge ex-Cirielli porterà l'Italia alla ''bancarotta''

12 dicembre 2005

La legge che, si diceva, avrebbe salvato Cesare Previti dai suoi processi, era inaccettabile fondamentalmente per la forte impronta ad personam che portava addosso. Una legge inqualificabile. Anche per alcuni uomini della maggioranza di governo la ex-Cirielli, essendo una buona legge (lo hanno sempre detto) non poteva essere cestinata per colpa di quell'antipatico appellativo con la quale ormai tutti la conoscevano, ''Legge salva-Previti'', quindi con uno speciale emendamento che non salvava Previti, sono riusciti a farla passare, e per diverse persone l'inqualificabile legge è diventata buona e giusta.

Ci sono però altre persone che continuano a dire che la ex-Cirielli non solo non è una buona legge, ma che si tratta addirittura di un vero e proprio ''obbrobrio''. ''Un obbrobrio'' che avrà ''effetti devastanti'', cancellando il 50 per cento dei processi e che perciò porterà alla ''bancarotta''.
Questo è il duro atto d'accusa che il primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli, ha lanciato alla ex-Cirielli.
Il primo presidente della Cassazione ha lamentato il fatto che le toghe siano state del tutto ''emarginate dal dialogo'' con i politici. ''In Parlamento - ha ricordato Marvulli - si è discusso per un anno questa legge, la maggioranza ha dipinto sempre i magistrati come i sovrani di non so bene cosa... Ma perché non siamo stati ascoltati prima? Noi siamo stati in grado di offrire a tutti i dati sugli effetti, abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità. Ma siamo stati emarginati dal dialogo. Perché non si ascolta la voce degli operatori del diritto prima di sedersi al tavolo della politica?''.
Il magistrato ha auspicato quindi una riflessione non solo sulla ex-Cirielli ma anche sulla legge sulla legittima difesa che ha definito ''un'aberrazione'' e sulla proposta Pecorella sulle impugnazioni ''che stravolge il giudizio in Cassazione''.

Il problema della ''bacarotta'', comunque, già all'indomani dell'approvazione della ex-Cirielli era stato presentato dal ministro della Giustizia Roberto Castelli, che analizzando gli effetti della nuova legge, ossia  un ulteriore sovraffollamento delle carceri, aveva sottolineato l'assoluta mancanza di finanziamenti per farvi fronte.
''Una stima prudenziale sugli effetti a medio termine della Cirielli, dimostra che potrebbero essere alcune migliaia i detenuti in più che andranno ad affollare le carceri'', disse Castelli, precisando inoltre che ''una stima precisa non è possibile perché non siamo in grado di prevedere quanti detenuti torneranno a delinquere, ma la stima è nell'ordine delle migliaia''. ''Sono mesi - ha poi aggiunto il ministro - che sto chiedendo risorse finanziarie senza ottenere risultati, se continua così non mi assumo responsabilità per quanto potrà accadere''.

F.M.

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12 dicembre 2005

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