I Siciliani di Angelino Alfano

Il vicepremier fonda un suo partito e batte il cavaliere nella conta dei siciliani

18 novembre 2013

Angelino Alfano si stacca dal suo "nume" politico e fonda un suo partito. Nella nuova Forza Italia Angelino non si riconosce e, forte del suo incarico, saluta Berlusconi impegnandosi con un Nuovo centrodetra… E non è solo Angelino. La sfida dei numeri, in Sicilia, al momento la vince proprio lui. Sono infatti 15 i parlamentari (otto senatori e sette deputati) eletti nell'isola che hanno scelto di aderire alla "nuova" identità politica del vicepremier, mentre sono 10 (5 senatori e 5 deputati) i "falchi" che faranno da apripista ai club della nuova Forza Italia.
Con Alfano ci sono alcuni 'big', come l'ex presidente del Senato, Renato Schifani, e i sottosegretari, Giuseppe Castiglione e Simona Vicari.

Berlusconi, invece, può contare sugli ex ministri, Stefania Prestigiacomo e Antonio Martino, ai quali si aggiungono, Saverio Romano, leader del Pid-cantiere popolare che ha sposato il progetto del Cavaliere, e soprattutto Gianfranco Miccichè, pronto a sventolare la bandiera di Forza Italia, la stessa che con la quale portò a compimento il famoso cappotto del 61 a 0 alle politiche del 2001.

Le grandi manovre sono già cominciate. A partire dalla sede regionale: quella del Pdl, che si trova a Palermo, passerà al Nuovo centrodestra. All'Assemblea regionale invece si profila una nuova geografia politica, con l'ennesimo rimescolamento degli equilibri ad appena un anno dall'inizio della legislatura.
"La prossima settimana costituiremo il gruppo parlamentare del Nuovo centrodestra all'Ars", ha annunciato Giuseppe Castiglione, attuale coordinatore del Pdl in Sicilia assieme a Dore Misuraca, entrambi a fianco di Alfano ed entrambi in procinto di abbandonare l'incarico nella segreteria regionale pidiellina.
Sei i deputati che lasceranno il Pdl per aderire al nuovo gruppo: Nino D'Asero, Francesco Cascio, Nino Germanà, Pietro Alongi, Vincenzo Fontana e Vincenzo Vinciullo. Con Berlusconi andranno 4 dei 10 deputati Pdl: Marco Falcone, Giorgio Assenza, Salvatore Pogliese e Giuseppe Milazzo. A FI aderiranno anche Toto Cordaro e Roberto Clemente, deputati che fanno parte del gruppo Pid-Grande Sud, che potrebbe essere sciolto. Bernardette Grasso e Luisa Lantieri non avrebbero ancora deciso cosa fare, anche se sono in corso trattative sia col nuovo partito di Alfano sia con Forza Italia. Nei prossimi giorni nasceranno gruppi di Ncd e Forza Italia anche nei comuni.

Con i nuovi equilibri si riaprirà ancora una volta la questione della rappresentanza nel Consiglio di presidenza dell'Ars. Se Forza Italia sarà rappresentata da Salvo Pogliese, attuale vice presidente dell'Ars, il Nuovo centrodestra, sulla base della vigente composizione, non sarà presente nell'organismo istituzionale e molto probabilmente porrà il tema. E poi ci sono le commissioni parlamentari, in questo caso mettere a posto tutte le tessere del puzzle sarà ancora più complicato.
Il 'Nuovo centrodestra' di Angelino Alfano presto avrà "uno statuto e ovviamente un nuovo simbolo, sarà un partito radicato nei territori perché saranno gli iscritti a scegliere i vertici con congressi veri e primarie, un soggetto completamente differente da Forza Italia che nasce con un leader e con i club pro-Silvio. Dopo il 2 ottobre abbiamo verificato un grande entusiasmo attorno ad Alfano - afferma Giuseppe Castiglione - una leadership giovane che ha tutto in regola per costruire un grande partito dei moderati nell'ambito del Ppe in contrapposizione ai socialisti e a Matteo Renzi". Castiglione annuncia la nascita di gruppi del Ncd nelle Regioni e in tutti i Comuni.
Tra il nuovo partito e l'Udc, prevede il sottosegretario, ci sarà "distinzione", ma la "disponibilità a lavorare tutti in un grande area che abbia i valori e un riferimento chiaro al Partito popolare europeo". Tutto questo, secondo Castiglione, "rafforzerà il bipolarismo in Italia". "L'iniziativa politica che sta costruendo Renzi nel centrosinistra, senza veli e misteri, si ispira ai socialisti europei - osserva il sottosegretario - noi, invece, al Ppe. Finalmente anche in Italia, le due grandi famiglie politiche d'ispirazione europea, avranno due leader giovani, uno è Alfano e l'altro è Renzi. Si va dunque - chiosa Castiglione - verso un solido sistema bipolare, una democrazia matura che non lasci spazio più ai populismi".

Sui rapporti che si creeranno con il governo regionale, Castiglione afferma: "Da Crocetta vogliamo chiarezza sul programma, vogliamo vedere atti concreti: dopodiché saremo disponibili al confronto e al dialogo, aldilà delle diatribe politiche. Sicuramente non chiediamo poltrone né di partecipare al governo".
Quattro le priorità scandite da Castiglione: bilancio e legge di stabilità, stabilizzazione dei precari, riforma istituzionale delle Province e servizi pubblici locali. "Stiamo parlando di provvedimenti da esitare entro il 31 dicembre - avverte Castiglione - Siamo al 16 novembre, mancano sei settimane: non c'è da perder tempo dietro a litigi. Crocetta metta sul tavolo le sue proposte e ci confronteremo".
Da parte sua Crocetta non ha problemi ad aprire un dialogo con Alfano. "Mi sento regolarmente con lui. Potrei dire di averlo anche incoraggiato in quest'azione di rottura e dunque nel suo nuovo percorso. Il mio obiettivo è superare una fase di conflitto che fa parte di un modo di fare politica del passato e con il quale non si esce dalla crisi".
Crocetta spiega che "aveva cercato collaborazione nei grillini (all'Assemblea siciliana il gruppo M5S ha 14 deputati su 90, ndr), ma c'è stato solo a fasi alterne". Recentemente i Cinquestelle hanno presentato una mozione di sfiducia a Crocetta, che il voto d'aula ha respinto. Infine, Crocetta si aspetta "più collaborazione dal governo Letta. Rispetti - dice - lo sforzo di una Regione che in un anno ha tagliato 2,5 miliardi".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Repubblica.it]

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18 novembre 2013

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