Il nuovo sindaco della città dello Stretto è Francantonio Genovese, candidato dell'Unione

Genovese ha vinto con il 54,56% delle preferenze

13 dicembre 2005

Messina ha un nuovo sindaco. Alla fine dello scrutinio, il candidato dell'Unione Francantonio Genovese ha vinto con 64.760 voti (54,56%) contro i 53.939 (45,44%) del candidato del centrodestra Luigi Ragno.
L'affluenza finale segna un calo degli elettori di oltre il 18% rispetto al primo turno: 121.306 i messinesi che hanno votato, pari al 59,9%.

Il candidato dell'Unione ha 37 anni ed è vice coordinatore siciliano della Margherita. Laureato in giurisprudenza ha interessi imprenditoriali diversificati in Sicilia. E' sposato con una pedagogista, Chiara Schirò, di 37 anni, ed hanno due figli: Luigi di 9 anni, e Angela di 5. La sua passione extrapolitica è il calcio: è infatti tifoso della Juventus. Genovese ha respirato politica in casa sin da piccolo: suo padre Luigi è stato un senatore della Dc e con lo stesso partito suo zio Nino Gullotti è stato più volte ministro.
''Questo voto - ha detto l'esponente della Margherita - rappresenta la voglia di cambiare di Messina, un segnale vero di un'alternativa credibile per il riscatto della città. Voglio credere che questo che arriva dalla città dello Stretto sia un segnale positivo per il centrosinistra in Sicilia, dimostrando che uniti si vince perché si può governare''.

Il rivale Luigi Ragno, candidato della Cdl, ha già espresso sportivamente gli ''auguri di buon lavoro al sindaco Francatonio Genovese''. Ragno ha telefonato a Genovese per fare le congratulazione al neoeletto. ''Messina ha bisogno di un sindaco - ha detto Ragno -. Noi non abbiamo avuto il tempo di spiegare il nostro progetto alla città''.
Grande disappunto per il coordinatore regionale per la Sicilia di Forza Italia, Angelino Alfano: ''Venti punti percentuali di affluenza in meno alle urne sono la causa della sconfitta della Cdl a Messina. Quando i votanti calano del 20 per cento - rileva Alfano - il prezzo più alto lo pagano sempre i candidati della Cdl. Così è stato anche a Messina, dove la Cdl aveva trionfato per il consiglio comunale e dove oggi registriamo una spiacevolissima sconfitta''. ''Al netto di ogni demagogia - ha concluso - l'attuale sindaco è stato eletto e governerà avendo avuto il voto di circa un messinese su quattro. Questa è la regola del ballottaggio e a questa regola la Cdl paga un alto prezzo''.

''Con la vittoria di Genovese si apre una nuova stagione della politica siciliana'', ha dichiarato Rita Borsellino, candidata dell'Unione alle prossime elezioni regionali. ''Anche in città come Messina, ritenute roccaforti del Polo e dove tutti gli uomini del centrodestra, compreso il presidente del Consiglio - conclude - hanno voluto essere presenti in prima persona, consegnando a questo voto un significato politico''.

Il nuovo sindaco di Messina, rispondendo ai giornalisti, ha poi parlato anche del rapporto con il Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo: ''Abbiamo avviato un dialogo con la base, comunque il contatto va rafforzato perché rappresenta un valore importante nel governo della città, e in futuro della Regione e del Paese''. A chi gli ha fatto notare che la maggioranza nel Consiglio comunale è di centrodestra, Genovese ha spiegato che ''questo non sarà un problema: il Consiglio - osserva - sarà certamente dalla parte dei cittadini''. ''Il mio primo atto da sindaco? Lo deciderò insieme alla maggioranza'', ha concluso il nuovo primo cittadino della Città dello Stretto.

Raffaele Lombardo: ''Senza di noi la Cdl non vince''
''Siamo rispettosi della scelta dei messinesi. Ne prendiamo atto. Messina dimostra che senza l'Mpa il centrodestra non vince''. Con queste parole Raffaele Lombardo (Mpa) ha commentato l'elezione di Francantonio Genovese a sindaco di Messina. ''Non va dimenticato peraltro - ha rilevato Lombardo, il cui movimento al primo turno correva con un proprio candidato - che Ragno perde al primo turno anche perché clamorosamente tradito da un pezzo della sua coalizione. Ci eravamo schierati a Catania ribaltando le previsioni della vigilia, avevamo legato quell'impegno straordinario all'accoglimento di alcuni punti programmatici dai quali dipendeva a nostro avviso lo sviluppo della nostra terra. Avevamo richiesto una correzione di rotta nella politica economica del governo. A quei temi però - ha concluso Lombardo - è stata riservata una sostanziale indifferenza, e di questo non potevamo non tenerne conto''. [La Sicilia]

- Ecco come cadde la città «imprendibile», di Gian Antonio Stella (Corriere.it)

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13 dicembre 2005

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