L'Assemblea Regionale Siciliana approva il bilancio 2004, ma la maggioranza si spacca

E' bastata l'approvazione di un emendamento presentato dal Prc per spaccare la maggioranza

19 dicembre 2003
L'ARS (Assemblea Regionale Siciliana) ha approvato ieri, il bilancio 2004 con una celerità tale da far pensare che compattezza ed equilibrio regnino sovrani all'interno del gruppo di maggioranza. La celerità con la quale è stato approvato il bilancio, pari a circa 22 miliardi e 600 milioni di euro, è riconducibile anche alle recenti modifiche del regolamento che favoriscono un più veloce e ordinato svolgimento dei lavori d' aula. “Sarebbe auspicabile che analoga efficienza possa determinarsi nel corso della discussione della legge finanziaria-  afferma Salvo Fleres, vicepresidente vicario dell'Ars - così da ottenere il significativo risultato della approvazione degli strumenti contabili e di spesa della regione entro il 31 dicembre. Efficienza e compattezza sono le risposte adeguate per quella opposizione che continua a proporre politiche di spesa demagogiche e fortemente discutibili da tutti i punti di vista".
Rispetto ai 22 miliardi 638 milioni e 492 mila euro del bilancio di competenza, la manovra di cassa ammonta complessivamente a 15 mld 869 mln e 515 mila euro. Pari a 4 mld 413 mln e 593 mila euro è la quota inscritta in bilancio delle risorse assegnate dallo Stato e dall'Unione europea. In totale, dunque, il bilancio 2004 è pari a 11 mld 425 mln e 922 mila euro.

Attenzione però alle acque quiete! L'efficienza e la compattezza di cui parla Flores infatti, sembrano fermarsi alla superficie. Scendendo un po’ più in basso iniziano a manifestarsi i primi malumori. E' bastata l'approvazione di un emendamento, presentato dal Prc, che prevede l'estensione dei benefici della legge 24 del 2000 per la fuoriuscita dei lavori socialmente utili, per creare una spaccatura proprio in seno alla maggioranza.
Il primo a protestare è stato l'assessore regionale al Bilancio Alessandro Pagano di Forza Italia che ha abbandonato i lavori in fretta e furia.
L' emendamento estende i benefici della legge 24 alle assunzioni effettuate, oltre che dagli altri enti utilizzatori, anche dalla Regione o dagli enti sottoposti alla sua vigilanza, come i Comuni o le Ausl.  In questo modo si realizza una equiparazione tra tutti gli enti, si concretizza ancor più la possibilità di fuoriuscita dal precariato e non si aggrava la spesa che rimane contenuta nella previsione della legge 24. Quindi "non si comprende il nervosismo di Pagano.- affermano Francesco Forgione e Santo Liotta, deputati di Rifondazione Comunista - Probabilmente, l' assessore non ha ben compreso lo spirito dell' emendamento, che invece, ha trovato il sostegno di Sala d' Ercole o forse l'obiettivo dell'Assessore era quello di lasciare migliaia di lavoratori in mezzo alla strada".

Si tratterebbe infatti, di precari dipendenti dalla Regione, dalle Ausl e dai Comuni e per i quali la Regione già finanzia le retribuzioni. "La maggioranza - commenta il capogruppo DS all'Ars, Lillo Speziale - è divisa su tutto: pensioni, privatizzazioni, adesso persino sugli Lsu. L'abbandono dell'Aula da parte dell'assessore Pagano, in aperto contrasto con il vicepresidente Castiglione che è anche suo collega di partito, è il segnale più evidente di una maggioranza che annaspa e si dimostra inadeguata a governare la Sicilia, specie nel corso di un passaggio delicato come l' approvazione della legge finanziaria".

Si tratta infatti, di emendamenti estensivi che permetteranno l'avvio delle procedure di stabilizzazione, in linea con la legge Biagi, agli enti locali e alle società sottoposte a vigilanza da parte della regione, comprendendo così anche i costituenti Ato (Ente D'Ambito territoriale Ottimale) per i rifiuti e le risorse idriche. Un provvedimento che consentirà di far uscire dal precariato molti Lsu, creando vere occasioni di lavoro."La finanziaria del governo Cuffaro non riesce ad aggredire i nodi strutturali che producono il deficit di bilancio,- afferma Giovanni Barbagallo, capogruppo della Margherita all' Ars - non elimina i processi degenerativi della spesa e non aiuta lo sviluppo". "La finanziaria – gli fa eco il coordinatore regionale della Margherita, Franco Piro - è fondata su spese certe ma su entrate praticamente inesistenti, dal momento che non ci sono provvedimenti che giustifichino la validità delle entrate. Inoltre, all'interno del bilancio la voce che indica il ricorso al mercato e che ammonta a 258 milioni di euro è inesatta, non tiene conto delle manovre di attualizzazione e cartolarizzazione di oltre 850 milioni e che porterebbero la cifra di ricorso al mercato a 1 miliardo e 130 milioni. La Regione inoltre viola la Costituzione, perché usa i ricavati dei mutui non per finanziare investimenti, ma per le spese correnti".

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19 dicembre 2003

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