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La politica, le talpe e la mafia. Salvatore Aragona: ''Portavo a Cuffaro le richieste della mafia''

La deposizione del medico Salvatore Aragona al processo dell'ex assessore comunale Domenico Miceli

15 dicembre 2004

Uno dei processi all'interno dell'inchiesta  delle ''Talpe alla Dda di Palermo'', che vede fra gli indagati il governatore siciliano Salvatore Cuffaro, è quello dell'ex assessore comunale di Palermo dell'Udc Domenico Miceli, accusato di concorso in associazione mafiosa.
Di seguito pubblichiamo la deposizione al processo del medico Salvatore Aragona, imputato nell'inchiesta sulle Talpe, per le presunte collusioni tra mafia e politica.


"Portavo a Cuffaro le richieste della mafia"
''Io e Miceli eravamo intermediari presso Cuffaro delle richieste di Guttadauro''. Lo ha detto il medico Salvatore Aragona, deponendo al processo all'ex assessore comunale dell'Udc Domenico Miceli, accusato a Palermo di concorso in associazione mafiosa.
Salvatore Aragona è stato arrestato a giugno del 2002 insieme all'imputato, al medico Vincenzo Greco ed all'ex segretario di Vito Ciancimino, Francesco Buscemi, nell'ambito dell'inchiesta su collusioni tra mafia e politica, nata dalle intercettazioni effettuate dal Ros dei carabinieri nell'abitazione del presunto capomafia di Brancaccio Giuseppe Guttadauro.

Il teste ha poi ripercorso, davanti ai giudici della terza sezione del tribunale, la genesi della candidatura alle elezioni regionali del 2001 di Miceli nell'Udc. ''Il primo obiettivo di Guttadauro - spiega Aragona - era candidare l'avvocato Salvo Priola. Io mi feci più volte portavoce presso Cuffaro di questo desiderio ma il presidente non voleva neppure sentirne parlare''.
''Quando chiesi a Cuffaro se voleva incontrare Priola per chiarire mi rispose di no - aggiunge - e mi disse: 'Io sono prudente, estremamente prudente'. Io capii che, in un momento tanto delicato visto che sapevamo dell'inchiesta in corso il presidente non riteneva opportuno incontrare una persona che era stata condannata per mafia''.

Aragona ha parlato a lungo dei rapporti tra il capomafia Guttadauro e Miceli, e tra Cuffaro e Miceli. ''Cuffaro aveva con Miceli uno stretto rapporto politico ed umano - ha detto -, lo stesso Guttadauro che con Miceli si conosceva da tempo''. Secondo il teste: ''Cuffaro è sempre stato perfettamente a conoscenza del fatto che Miceli incontrava Guttadauro e che sia io che Mimmo parlavamo con lui delle dinamiche elettorali''.

Il testimone ha anche raccontato in aula di due incontri avuti con il senatore di Fi Marcello Dell'Utri e con l'ex ministro Dc Calogero Mannino. A Dell'Utri il medico espose problemi interni al partito ad Altofonte mentre con Mannino tentò di perorare la causa della candidatura di Miceli. Ma l'ex ministro, che aveva avuto contrasti politici col padre dell'imputato, fece capire che, nonostante apprezzasse il candidato, non l'avrebbe appoggiato.

Fonte: La Sicilia 14 Dicembre 2004

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15 dicembre 2004
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