La Sicilia al centrodestra

A Palermo il sindaco è Cammarata, con il 57%; successo a Ragusa ''roccaforte rossa''

27 novembre 2001
Da Palermo a Ragusa, da Trapani ad Agrigento il responso è chiaro e uniforme: la Sicilia replica i risultati delle politiche e quelli delle regionali. La Casa delle liberta fa il tris, vince ovunque, quasi sempre al primo turno. Come a Palermo, dove Diego Cammarata è eletto sindaco con circa il 57% dei suffragi, percentuali raggiunte in passato solo da Leoluca Orlando. Il successo è confermato negli altri 24 comuni ma soprattutto alla provincia di Ragusa, in quella che un tempo veniva considerata come una roccaforte "rossa".

L'altro dato che emerge da queste amministrative (quasi un milione e mezzo i siciliani chiamati alle urne) è la rinascita del centro ex democristiano: i partiti che fanno riferimento a quell' area (Cdu, Ccd, Democrazia europea e Nuova Sicilia) a Palermo sono oltre il 25 per cento. Ad Agrigento superano addirittura il 40 per cento. Il Ccd-Cdu la definisce, attraverso il presidente dei suoi senatori Francesco D'Onofrio, "una grande vittoria". Per Sergio D'Antoni, che ha ormai definitivamente accantonato il sogno di un terzo Polo, possono rappresentare "l'avvio del progetto di un nuovo soggetto politico di 'centrò all'interno della Casa delle libertà". In ogni caso contribuiscono in modo determinante alla generale affermazione del centrodestra e compensano i "travagli" vissuti in queste ultime settimane da Forza Italia a Palermo e in provincia di Trapani.

Ma mentre a Palermo la candidatura alternativa di Francesco Musotto sembra avere danneggiato più l' Ulivo che il Polo e a Trapani il candidato della Casa delle libertà (Girolamo Fazio) è stato eletto con il 60 per cento dei voti, a Marsala e ad Alcamo la spaccatura tra gli "azzurri" ha messo fuori gioco i candidati ufficiali del partito: sono rimasti quindi esclusi dal ballottaggio a Marsala Rino Ferrari e ad Alcamo l' ex ministro socialdemocratico Vincenza Bono Parrino. Solo così ai candidati del centrosinistra è stato concesso un turno d' appello.

Qualche giorno fa Forza Italia aveva commissariato il partito a Marsala, dopo che i dirigenti locali, violando le indicazioni del partito con il sostegno del presidente della Provincia Giulia Adamo e del sottosegretario agli Interni Antonio D' Alì, avevano apparentato la lista di Fi a un candidato sindaco "indipendente". Il candidato "ufficiale" della Cdl, che andrà al ballottaggio con quello del centrosinistra, è risultato così collegato a tutte le liste della coalizione ad eccezione di quella "azzurra". Ma appare probabile una ricomposizione di questa "frattura" al secondo turno.

Nel generale insuccesso dell'Ulivo, che tocca pesantemente Democratici di Sinistra e Margherita, spicca l'unica eccezione di Petralia Soprana in provincia di Palermo dove il candidato Ds, Pietro Puleo, passa al primo turno sia pure con un risicato 50,9 per cento. Ma anche in questo caso sono stati Forza Italia e Alleanza nazionale a risultare detrminanti per far vincere il candidato del centrosinistra: i due partiti, in polemica con il Cdu, si sono infatti defilati dalla coalizione e per "stima personale" hanno scelto l'avversario.

La larga affermazione del centrodestra ad Agrigento fa storia a sè. Aldo Piazza ha ottenuto un consenso plebiscitario con oltre il 76 per cento e ha lasciato il suo avversario Diego Galluzzo a quasi il 21 per cento. Esponente di Forza Italia, Piazza è stato il consigliere comunale più votato in due elezioni consecutive e il vice del sindaco uscente Calogero Sodano, ora senatore. Sodano si è dimesso per candidarsi alle politiche proprio mentre veniva condannato per non avere contrastato l'abusivismo nella Valle dei templi. Sugli abusi edilizi ad Agrigento il confronto politico ha attraversato momenti di tensione e di polemiche. Ma ora Piazza ha promesso che lavorerà per la "riconciliazione". Galluzzo ha invece detto che la città ha perso l'occasione per avviare un "vero cambiamento".

La sconfitta del centrosinistra assume una dimensione significativa alla Provincia di Ragusa. Con oltre il 58 per cento è stato eletto Franco Antoci, candidato del centrodestra appoggiato dal partito di D'Antoni. L'alleanza aveva un valore sperimentale ed è stata premiata dal risultato. Il centrosinistra viene penalizzato anche dalle sue divisioni interne sfociate nella presentazione di ben tre candidature. La Quercia appoggiava Francesco Aiello, sindaco di Vittoria ed ex assessore regionale. La Margherita e i centristi dell'Ulivo puntavano su Carmelo Ruta, sindaco di Modica. Rifondazione comunista aveva indicato infine Salvatore Iannizzotto. La Cdl si era invece ritrovata unita attorno alla candidatura di Antoci. La frammentazione del centrosinistra si è negativamente riflessa sulle liste dell'Ulivo mentre il Ccd, guidato dall'ex presidente della Regione Giuseppe Drago, ha superato il 17 per cento.

L'omogeneità dei dati ma soprattutto il caso di Palermo dimostrano che se cresce il centro ex democristiano non c'è tuttavia spazio per un ipotetico "terzo polo". Sono le valutazioni concordi date alla 'bocciatura" di Musotto a Palermo che, dopo l'uscita da Forza Italia, non cerca comunque "vie di ritorno". Il suo percorso politico proseguirà in forma autonoma. Ma, sottolinea il vice ministro Gianfranco Miccichè con il pensiero rivolto a D'Antoni, al quale potrebbe essere concesso in cambio il seggio di Cammarata, bisogna prendere atto del fallimento delle "tentazioni terzopoliste".

Il futuro di Miccichè non è stato invece definito. Nei giorni scorsi si profilavano le sue dimissioni da coordinatore degli azzurri in Sicilia. Ma dopo i risultati di questa tornata elettorale nulla viene dato per scontato, e Marcello Dell' Utri chiede anzi a gran voce che il vice ministro per l' economia, grande vincitore anche di queste elezioni, continui a guidare il partito nell' isola perchè è "insostituibile".

L'unico comune, infine, dove non si sono registrate sorprese è Acquaviva Platani: un piccolo paesino, al confine tra le province di Caltanissetta e Agrigento, dove ha vinto "l' emigrazione". Non è stato infatti raggiunto il quorum del 50 per cento di votanti, previsto nel caso di un solo candidato a sindaco. Un esito scontato, poichè su 3487 elettori, oltre la metà lavora all'estero. Ma nonostante l' evidente inutilità della consultazione, 52 persone non hanno rinunciato a recarsi alle urne. Tutto rinviato alle prossime amministrative, dunque, nella speranza di riuscire a trovare un secondo candidato.

Fonte: La Sicilia

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27 novembre 2001

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