Mafia e pubblica amministrazione: le proposte della Cisl Sicilia a partire dalla gestione territoriale

26 ottobre 2005

La Regione trovi il coraggio di ''tornare indietro sui meccanismi di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici. In primo luogo nel settore della sanità''. A richiederlo è Paolo Mezzio, segretario della Cisl Sicilia, che ieri mattina è intervenuto al seminario su ''Mafia e pubblica amministrazione'' organizzato dal Centro Pio La Torre, dall'Anci e dall'Università di Palermo e Messina.
Mezzio ha sollecitato a ''ripensare l'intero sistema degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dell'ambiente, dei rifiuti e delle risorse idriche''. Il leader Cisl ha puntato l'indice su ''quelle scelte compiute dalla Regione in questi anni'', che non aiutano la battaglia contro le infiltrazioni criminali. ''È in questo senso - ha puntualizzato - che penso ai meccanismi della esternalizzazione e della privatizzazione di beni e servizi pubblici. E agli interessi che si stanno concentrando sul fronte dell'ambiente, dei rifiuti e delle risorse idriche''. Il primo passo in direzione della prevenzione e di una maggiore protezione della cosa pubblica dal rischio criminale, ha insistito il segretario Cisl, dovrebbe essere ''lo stop delle macchine. E un marcia indietro. A partire dagli Ato''.

Mezzio ha anche parlato di riscossione dei tributi. La Finanziaria regionale, ha rilevato, proroga fino al 31 dicembre 2006 la concessione del servizio. All'articolo 15, il testo in discussione all'Ars stabilisce che per il prossimo anno, per un volume di riscossione pari a quanto incassato nel 2004 più un 5%, in pratica tra gli 81,563 e i 90 milioni, Monte Paschi Serit riceverà ''una remunerazione di 46,682 milioni''. Come dire, più della metà delle somme che recupererà. Una cifra che appare ''spropositata'', ha commentato Mezzio. Nonostante la precisazione della norma, che la somma è ''pari a quella prevista per gli anni 2004 e 2005''.
Il segretario Cisl, inoltre, ha toccato il tasto dei ''luoghi di lavoro, nel pubblico, come ambito di democrazia e palestra civile''. Ma la pubblica amministrazione, s'è augurato, dovrebbe diventare ''veramente trasparente ed efficiente''. ''Una terra di diritti e doveri e non di favori e clientele''. Il concreto accesso alle informazioni, la celerità delle procedure, i tempi di autorizzazione, ''non sono neutrali - ha sottolineato - rispetto alla pratica dei diritti di cittadinanza e all'esercizio democratico dell'attività d'intrapresa''.

Umberto Ginestra

- www.cislsicilia.net

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26 ottobre 2005

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