MATURITA' NOVA. Cambia il governo e muta la maniera di diventare maturi... a scuola

20 dicembre 2006

Dal prossimo anno scolastico, per quasi mezzo milione di studenti italiani cambieranno le regole per diventare maturi. La Camera ha infatti dato il proprio via libera al nuovo disegno di legge che modifica gli esami di Stato, firmato dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, con il voto favorevole della maggioranza (275 sì) e quello contrario delle opposizioni (220 no).

Una riforma - per ridare credibilità ad un esame che rischiava di ridursi in molti casi ad una specie di formalità, ha detto Fioroni -, che riserva parecchie novità.
Una delle novità riguarda le commissioni che torneranno ad essere a maggioranza 'esterna'. Dopo la parentesi berlusconiana, che ha fatto la fortuna degli istituti paritari, la commissione giudicatrice sarà composta al massimo da 6 professori, tre interni e tre provenienti da altre scuole generalmente della stessa provincia. A guidare gli esami sarà un presidente, anch'egli esterno, che dovrà seguire i lavori di due classi o al massimo 70 alunni. Tramonta, in questo modo, l'era del presidente-notaio costretto, fino all'anno scorso, a seguire i lavori anche di venti classi contemporaneamente.
Torna anche lo scrutinio di accesso agli esami: sarà necessario aver superato tutti i debiti accumulati negli anni per poter sostenere la maturità. Lo sbarramento all'accesso, comunque, non entrerà in vigore quest'anno, come spiegano le disposizioni transitorie e finali del testo.
L'ammissione agli esami, di fatto abolita dalla riforma Berlinguer del 1999, tornerà, dunque, a rappresentare il primo scoglio da superare ritornando ad essere motivo di batticuore per alunni e genitori: soltanto coloro che mostreranno di possedere la preparazione adeguata potranno accedere agli esami.

Anche le prove d'esame, negli istituti tecnici, professionali e in quelli d'arte, subiranno dei cambiamenti: la seconda prova scritta (quella di indirizzo) si svolgerà in laboratorio e potrà durare anche più giorni. Un modello simile a quello attualmente in vigore per i licei artistici e gli istituti d'arte che svolgono la seconda prova in tre giorni.
Rimane comunque confermata la scansione delle tre prove scritte più l'orale. Comunque, oltre ai contenuti dell'ultimo anno, saranno valutate anche le basi di cultura generale. È previsto poi il raccordo con l'università per l'avvio di appositi percorsi di orientamento. Una novità, quest'ultima, che sarà inserita nei due decreti delegati che scaturiranno dall'esame. L'altro riguarda le borse di studio per i meritevoli.

Sono previste regole più severe, da subito, per gli ''ottisti'', quelli che saltano l'ultimo anno e accedono direttamente all'esame (serve l'8 in tutte le discipline in quarta, la media del 7 negli anni precedenti, e non devono essere stati bocciati) e per i candidati esterni cosiddetti ''puri'', quelli che non hanno seguito neanche un giorno di lezione che potranno sostenere l'esame solo in un istituto che sia nel comune di residenza o, laddove non ce ne siano, in scuole pubbliche o paritarie della propria provincia o, al massimo, della regione.
Agli esami saranno poi ammessi solo ''gli alunni delle scuole parificate nelle quali continuano a funzionare corsi di studio fino al loro completamento''. Scatta così il giro di vite contro i diplomifici, che ogni anno raccolgono candidati da tutta Italia garantendo loro promozioni facili.

- Ddl Camera 19/12/2006

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20 dicembre 2006

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