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Per difendere le Grandi Opere dalla Mafia nasce Servizio per l'Alta sorveglianza

Il servizio vigilerà affinché né infiltrazioni mafiose, né irregolarità gravi inquinino le Grandi Opere

01 maggio 2004

Contro ''infiltrazioni'' mafiose, per scongiurare il rischio che un nuovo cantiere possa attirare chi intende ''riciclare denaro di provenienza illecita'', o ancora per evitare ''irregolarità gravi'', ma anche vigilare sulla tutela dell'ambiente. A tutto questo servirà il ''Servizio per l'Alta sorveglianza delle grandi opere'', istituito con due decreti firmati dai ministeri dei trasporti, dell'Interno e della Giustizia e pubblicati oggi in Gazzetta ufficiale.

L'obiettivo è appunto quello di evitare infiltrazioni mafiose nelle ''Grandi Opere'', con uno strumento in grado di ''prevenire la minaccia'', intervenendo, se necessario, anche per garantire la ''sicurezza fisica dei cantieri'' e seguendo passo passo la realizzazione delle opere. A guidare il servizio, si legge sulla Gazzetta Ufficiale, sarà un unico direttore, alle dirette dipendenze del Ministro delle Infrastrutture. Accanto a lui, una squadra di tecnici, che avranno anche il compito di redigere una relazione annuale sulle attività svolte e gli obiettivi conseguiti. Ma non solo: oltre all'attività conoscitiva sulla provenienza dei capitali e sulle persone che opereranno in sub appalto, alla sorveglianza sull'esecuzione dei progetti e la realizzazione delle opere, il Servizio controllerà anche che venga rispettata la tutela ambientale del territorio interessato dalle opere e che siano seguite tutte le norme sulla sicurezza del lavoro e la tutela dei lavoratori. E potrà, inoltre, richiedere la collaborazione delle forze di polizia oltre a indicare, se necessario, ''prescrizioni a tutela dell'incolumità fisica dei cantieri e degli addetti'', con telecamere e recinzioni.

Tutto il personale del Servizio avrà un nulla-osta di segretezza. Al Viminale, come dispone il secondo decreto, verrà poi costituito un comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, del quale faranno parte rappresentanti dei ministeri dell'Interno e delle infrastrutture; componenti della Dia e dell'autorità per la vigilanza sui lavori pubblici.

Fonte: Ansa Trasporti e Infrastrutture

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01 maggio 2004
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