Tre anni di proroga per i precari siciliani

Approvato il Ddl sui precari che riguarda i contratti di 24 mila lavoratori della pubblica amministrazione in Sicilia

03 dicembre 2013

Il presidente della Regione Rosario Crocetta, insieme al proprio staff e agli assessori, agli Enti Locali Patrizia Valenti, e alla famiglia, politiche sociali e lavoro Ester Bonafede, ha incontrato ieri mattina le delegazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil con cui ha discusso in merito al Ddl per la proroga dei precari e l'avvio del processo di stabilizzazione, elaborato sulla base della circolare del ministro Gianpiero D'Alia. Nel pomeriggio il ddl è stato approvato dalla giunta regionale.
Il nuovo ddl sui precari proroga per 3 anni i contratti di tutti i precari siciliani e consente a tutti gli enti di poter avviare il processo di stabilizzazione. Le risorse necessarie (si tratta di un accordo da 930 milioni di euro) sono tutte a carico della Regione e frutto del risparmio effettuato nell'anno in corso e previsto nel prossimo anno nella lotta contro gli sprechi e il malaffare.

Oltre alle pubbliche amministrazioni è prevista la forma dell'auto impiego e anche l'impiego, su richiesta del precario, in aziende private. Viene istituito un albo unico regionale, fatto di fasce diverse, fascia A e B, C e D e lavoratori Asu. Il primo passo è la definizione dei due bacini unici. Il primo, suddiviso in tre diverse sezioni:quella per i circa 8250 precari delle fasce più basse (A e B) con la sola scuola dell'obbligo, l'altra per i precari delle fasce superiori (C e D), 10 mila 256, e l'ultima per i circa 5000 Asu legati ancora a progetti socialmente utili. Il secondo bacino, invece, è destinato ai 1850 precari della sanità e sarà predisposto dall'assessorato regionale alla Salute in base ad "anzianità anagrafica, anzianità di servizio e carichi familiari".
Il governo ha anche in programma di predisporre due ddl separati per Rmi ed ex Pip, per i quali sono già disponibili delle risorse per la continuazione dei progetti. Nei prossimi giorni il governo incontrerà tutti i gruppi parlamentari, anche di opposizione, per una valutazione complessiva dei testi sottoposti all'approvazione del Parlamento. Gli enti locali, nel frattempo, dovranno procedere alla mappatura del personale e redigere le piante organiche per la stabilizzazione dei lavoratori.

I sindacati, che si sono detti "soddisfatti a metà", avevano chiesto alla Regione un incontro con il ministero, perché preoccupati che alcuni punti dell'accordo possano confliggere con la circolare D'Alia, ma la proposta non è passata.
"La proroga di tre anni per i precari e l'inizio del processo di stabilizzazione sono contenuti importanti del disegno di legge della Regione, ma bisogna che continui il confronto per verificare alla fine quale testo uscirà dall'Ars e i regolamenti attuativi. Ma soprattutto, prima di cantare vittoria, è necessario aspettare il parere del commissario dello Stato", ha affermato Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia. "Adesso il governo Letta dovrebbe dare una mano per favorire l'approvazione della legge da parte del commissario Aronica e salvare finalmente i ventimila precari".

- IL TESTO DEL DDL SUI PRECARI (pdf)

Intanto i dipendenti dell’Anfe di Enna continuano il loro sciopero della fame… - Da ieri mattina i dipendenti dell'Anfe regionale di Enna sono in assemblea permanente nella sede dell'ente di formazione e hanno iniziato lo sciopero della fame a oltranza per protestare contro il mancato pagamento di dieci stipendi e la totale mancanza di prospettive.
Da loro è partita la piena solidarietà per i colleghi palermitani che stanno protestano pacificamente nella sede dell’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione.

I dipendenti di Enna, con un comunicato, fanno sapere: "L’assessore Scilabra deve prendere atto che non c’è più tempo per imparare. Qui si rischia una rivolta sociale di persone per bene esasperate da tanta incompetenza. Siamo delusi ed offesi dalle parole pronunciate dal Presidente Crocetta, dai suoi assessori e dalla sua maggioranza, che parlano di tutela della dignità dei lavoratori, lavoro sicuro per tutti e stipendio assicurato ogni fine mese. Purtroppo la verità è esattamente opposta ai proclami. Noi non siamo dipendenti in attesa di giudizio che, ogni giorno devono dimostrare al Presidente Crocetta ed all’opinione pubblica la completa estraneità ai fatti incresciosi e talora penalmente rilevanti che hanno interessato il settore della formazione professionale. Se il Governo Regionale, come è plausibile, ha già in mente un progetto per una pseudo-riforma, di certo può in questo momento rendere disponibili le risorse per consentire ai lavoratori una boccata di ossigeno. Non fermeremo la protesta in assenza di atti concreti".

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03 dicembre 2013

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