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Tutti felici e contenti! Ma a Messina le elezioni comunali le hanno vinte tutti?

Tutti felici fino al ballottaggio, che si terrà l'11 e il 12 dicembre

30 novembre 2005

Sembra che a Messina le elezioni le abbiano vinte tutti. O meglio, sembra che a Messina le elezioni non le abbia perse nessuno a sentire i commenti di tutti i candidati. Tutti sono felici e contenti. Tutti i politici sfilano sorridenti e non ce n'è uno che non pensi di aver vinto.
Per Domenico Nania (An) ''la città rimane di centrodestra''. Francesco Rutelli (Margherita) parla di ''risultati formidabili, con le liste della Margherita che sono sopra il 20%''. Piero Fassino (Ds) sottolinea ''l'eccellente risultato dell'Unione'', mentre per Lorenzo Cesa (Udc) i risultati sono ''la conferma di un trend di crescita nazionale dell'Udc''.
Insomma il ballottaggio a cui gli elettori di Messina hanno rimandato la scelta del loro nuovo sindaco, dopo due anni di amministrazione commissariale, accontenta sia il centrodestra che il centrosinistra.

Per eleggere il sindaco di Messina, dunque, sarà necessario il ballottaggio fissato per domenica 11 e lunedì 12 dicembre, e a sfidarsi saranno il candidato della Cdl, Luigi Ragno, e quello dell'Unione Francantonio Genovese, che sono risultati divisi solo da poche schede di differenza, 180 per l'esattezza. Ragno, esponente di An, ha raccolto il 45,91% dei suffragi (67.200 voti) mentre Francoantonio Genovese, della Margherita, è al 45,79% (67.020).
Il voto per il consiglio comunale ha decretato invece il successo della Casa delle libertà, che conquista la maggioranza dei seggi.
La Cdl ha perso comunque terreno rispetto al 2003 (-10,5%), ma meno di quanto gli esponenti del centrodestra temessero alla vigilia delle elezioni. Il centrosinistra registra invece un incremento del 4,7 per cento rispetto a due anni fa. Da segnalare all'interno dell'Unione uno spostamento di equilibri interni a favore di Rifondazione che ottiene il suo primo consigliere a discapito dei Ds: Nino Urso sarà il primo ''comunista'' dopo la scomparsa del Pci a sedere a Palazzo Zanca.
Secondo il segretario regionale della Margherita, Salvatore Cardinale, ''il voto premia il partito e l'impegno di Francantonio Genovese''. E se per il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, il ricorso al ballottaggio ''blocca la costruzione del Ponte'', l'Udeur con Nuccio Cusumano sottolinea che il partito di cui è capogruppo alla Camera è ''la terza forza del centrosinistra anche a Messina''.

Nunzio Romeo, il candidato sindaco del ''terzo polo'' siciliano, ha ottenuto il 7,36% dei voti. Un pacchetto di consensi che risulta decisivo per il ballottaggio, ma per il momento Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia, conferma che ''l'appoggio alla Cdl ci sarà solo se dal governo nazionale arriveranno atti concreti per la città''. E dà un'indicazione di massima per l'astensione: ''La decisione finale la prenderà un'assemblea pubblica del Mpa venerdì, ma l'orientamento è di invitare i cittadini a non votare se non ci saranno fatti concreti e immediati per la città''.

Gianfranco Miccichè, Ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale, afferma che ''sul voto di Messina occorre fare una seria riflessione da parte nostra sul perché non siamo stati capaci di trasferire l'immutato peso elettorale della coalizione al candidato Luigi Ragno. Sulla soluzione di questo problema si gioca il successo al ballottaggio''. ''Per il resto - aggiunge il ministro - 20 punti di differenza a Catania oggi confermati a Messina mi rendono molto sereno ed ottimista sul risultato di Politiche e Regionali. La sinistra si accontenta e gode. Confermando la morale di un famoso detto i leader di sinistra esultano per avere raggiunto il 37% di coalizione, quasi 20 punti in meno della Cdl. Contenti loro, felici noi''.

Certo, qualcuno deluso c'è stato. Di poco conto, infatti, l'esito del voto per i candidati alla carica di sindaco dei partiti minori dell'estrema destra: Filippo Clementi di Alternativa Sociale con lo 0,51%, e Vincenzo Alastra della Fiamma Tricolore che si è fermato allo 0,43%.
Poveri loro...

F.M.

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30 novembre 2005
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