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Un passo avanti e una marcia indietro

"No all'aumento dell'Irpef", o meglio, "Non ci resta che aumentare l'Irpef"

30 luglio 2013

"Non mi piace questo aut aut del governo nazionale sull'aumento dell'addizionale regionale Irpef, chiediamo al governo nazionale di rivedere la questione". Giusto qualche giorno fa, il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, durante una conferenza stampa a Palermo si era espresso così parlando del ddl del governo che prevede un aumento dell'addizionale regionale Irpef per consentire il pagamento dei crediti vantati delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione. "È impraticabile aumentare le tasse, riteniamo che vada ridiscussa", aveva concluso il governatore.
Per evitare un aumento dell'addizionale regionale Irpef "la proposta che faremo al governo nazionale è quella - aveva aggiunto Crocetta - di ridurre le quote dei trasferimenti statali destinati alla Sicilia, trattenendone una quota ogni anno, in questo modo si avrebbe un sistema di garanzia". "In alternativa valuteremo - aveva concluso - con le parti politiche e sociali le cose da fare".

La presa di posizione contro l’Irpef del governatore ha però indispettito uno dei suoi assessori di punta, l’assessore all’Economia Luca Bianchi. "Questo disegno di legge è frutto di un percorso condiviso da tutti e culminato con l’approvazione in giunta. Se viene stravolto, diventa un problema. Ne va della mia credibilità", ha detto Bianchi subito dopo le affermazioni di Crocetta. L’assessore all’Economia ha dunque, idealmente, fissato dei paletti nel suo rapporto con Crocetta, lasciando intuire d’essere pronto anche a lasciare la giunta: "Crocetta fino a ora è stato al mio fianco, condividendo le mie scelte. Ma questo è un passaggio fondamentale. Entrerei in profonda contrarietà se passasse una linea diversa".

Quindi, piccole e pericolose crepe tra il presidente e l’assessorato più importante? Assolutamente! Crocetta ha subito escluso contrasti con l'assessore Bianchi, precisando che "non è una proposta del governo regionale ma di quello nazionale. E' proprio con quest'ultimo che intendiamo negoziare fino in fondo la possibilità di utilizzare altri strumenti poiché, è nostra valutazione che attualmente la pressione fiscale sia diventata insostenibile e, pertanto, siamo molto più favorevoli al fatto che il governo nazionale conceda alla Sicilia il prestito per il pagamento delle imprese trattenendolo dai trasferimenti destinati alla Regione". Per il presidente, inoltre, "è ovvio che se tale misura non venisse accettata dal governo centrale, a quel punto, le forze parlamentari siciliane e le forze sociali dovranno decidere se accettare il provvedimento, che in ogni caso mette in circolazione un miliardo di euro immediatamente per l'economia siciliana in contropartita di un piccolo incremento, oppure rinunciare a tale misura fondamentale per lo sviluppo". Impostazioni per le quali, ha assicurato Crocetta, "ragioniamo con la giunta e con Bianchi, con cui siamo in perfetta sintonia".

Un parziale passo indietro diventato adesso un vera propria marcia indietro. Il governo siciliano, infatti, ha infine accettato l'aumento dell'addizionale regionale Irpef, inserita nel ddl del governo nazionale.
"Il governo non ci fornisce alcuna alternativa all'incremento dell'addizionale regionale Irpef - ha detto il governatore della Sicilia Rosario Crocetta parlando ieri con i cronisti a Palermo -. Incrementare l'addizionale è una scelta del governo nazionale, non di quello regionale e mi pare molto difficile che il governo nazionale cambi impostazione su questo. Ne ho parlato stamattina con il sottosegretario Fassina, la tesi della ragioneria generale dello Stato è che i trasferimenti alle Regioni sono trasferimenti incerti e quindi non può passare una manovra finanziaria su un dato incerto, quindi non vediamo alternativa, rispetto a questo". "Decidano le forze economiche - ha aggiunto -. Non possiamo permetterci di rifiutare un miliardo di euro cash, che producono dei risultati enormi nell'economia siciliana".

"In merito alle notizie diffuse dalla alcune agenzie di stampa - ha aggiunto il governatore - secondo cui il governo avrebbe fatto marcia indietro sulla contrarietà all'aumento dell'irpef per il finanziamento del decreto di pagamento delle imprese, voglio precisare che questa notizia è totalmente infondata. Nel corso della conferenza stampa ho detto che la ragioneria generale dello Stato ha rifiutato la proposta della Regione Siciliana di riduzione dei trasferimenti dello Stato a favore della medesima e che tale ragioneria ritiene più adatta la misura dell'irpef. Il Parlamento regionale in atto non può che trovarsi di fronte a una decisione: dover scegliere tra incremento dell'irpef o pagamento alle imprese. Per quel che mi riguarda continuo a trovare insieme all'assessore all'Economia, completamente assurda la misura di implementazione Irpef, per cui, il fatto che il nostro ddl permanga nei termini in cui è stato presentato non vuol dire affatto che abbiamo rinunciato alla speranza di modificarlo, tant'è che proprio mercoledì prossimo, insieme all'assessore all'Economia e al segretario regionale del PD, incontrerò il Sottosegretario Fassina, per tentare di trovare una soluzione alternativa all'aumento dell'addizionale irpef. Trovo assurdo, infatti, aumentare l'irpef in questa fase di grande difficoltà economica, in una regione a cui è stato già imposto di aumentare al massimo tale tassazione".

"Il ddl presentato - ha argomentato ancora Crocetta - è tecnicamente quasi obbligatorio, la permanenza di tale proposta legislativa non vuol dire, affatto, che il governo regionale la guardi con entusiasmo. Tale misura ci viene chiesta dal Governo nazionale e noi cercheremo di cambiarla fino in fondo. Valuteremo assieme a Bianchi e ai gruppi parlamentari, tutte le soluzioni possibili per evitare l'incremento dell'irpef".
Crocetta ha anche detto che si tratterà di una "misura temporanea". "Siamo fiduciosi che non sarà una misura permanente, potrà durare meno di 6 mesi, ma vanno fatte le verifiche necessario prima. Si tratta di un incremento non significativo per l'economia delle aziende e dei cittadini siciliani, mentre è notevolmente significativo l'incremento di sviluppo che avremmo da questo miliardo di euro contante, che verrebbe ad entrare nelle casse degli imprenditori siciliani e contribuirà al risanamento anche più complessivo del bilancio della Regione".

Nonostante le spiegazioni e le puntualizzazioni, lo scontro con il Partito democratico non si è potuto comunque evitare. "Noi siamo contrari - ha sottolineato il segretario regionale Giuseppe Lupo - all'aumento dell'addizionale Irpef in Sicilia perché avrebbe un effetto negativo sui consumi e quindi sull'economia e l'occupazione. I siciliani pagano già l'addizionale Irpef più alta d'Italia e quindi un ulteriore aumento graverebbe pesantemente sui cittadini. E' necessario un incontro urgente tra il governo regionale e il ministero dell'Economia per verificare se ci possono essere soluzioni alternative per il pagamento dei debiti alle imprese".
Dello stesso parere è il presidente del gruppo Pd all'Ars, Baldo Gucciardi: "Bisogna continuare a cercare soluzioni diverse. Domani incontreremo l'assessore all'Economia Bianchi e cercheremo altre strade, per potere dare i soldi alle imprese senza gravare sulle tasche dei siciliani".

Il Movimento 5 Stelle trova addirittura scellerato l’aumento dell’addizionale Irpef. "Ancora una volta, come in occasione del Muos - hanno affermato i deputati M5S all’Ars - Crocetta smentisce se stesso, prendendo sempre decisioni che marciano in direzione opposta agli interessi dei siciliani. Aumentare l'addizionale Irpef è una scelta scellerata di cui non possono fare le spese, come sempre, i cittadini che pagano le tasse. Si pensi, piuttosto, ad una rimodulazione dell'aliquota, diminuendola ai redditi più bassi ed aumentandola ai redditi più alti".
"Se si vogliono trovare risorse - hanno aggiunto i deputati stellati - si cominci a guardare all'enorme mole di denaro che annualmente viene assorbita per pagare i premi di produttività dei dirigenti regionali di una Regione che è tutto fuorché produttiva, o agli investimenti a pioggia per operazioni come i cantieri di servizio e cantieri scuola che nascondono solo grosse operazioni clientelari".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, GdS.it]

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30 luglio 2013
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