Catania e la sua Sant'Agata

La città barocca distrutta dalla lava e rinata dalle sue ceneri come l'Araba Fenice

30 gennaio 2017
catania-e-la-sua-sant-agata

Culto, devozione, folklore si fondono in una festa unica al mondo, la Festa di Sant'Agata, patrona di Catania. Oltre ad essere una celebrazione intensamente seguita dai catanesi sin dal Medioevo, la festa è una delle principali al mondo per partecipazione popolare. Si calcola infatti, che nei tre giorni di festeggiamenti (dal 3 al 6 febbraio) siano più di un milione le presenze nelle vie della città lungo le quali si muove "la Vara" che porta in processione il busto reliquiario contenente le spoglie della Vergine e Martire Agata. La prima giornata, il 3 febbraio, inizia con la lunga e solenne processione per l'Offerta della cera, cui partecipano le più alte autorità cittadine civili, religiose e militari, che si muove dalla Chiesa di Sant'Agata alla Fornace sino alla Basilica Cattedrale. L'indomani, giorno 4, i catanesi si recano di buon ora alla Basilica Cattedrale per il primo incontro con la Santa. L'atmosfera è fortemente emotiva. Il parroco della Basilica consegna ai devoti le Sacre Reliquie da portare in processione. Sant'Agata viene trasportata dai devoti infagottati nel "sacco", che probabilmente rimanda alla tunica bianca dell'antico rito in onore di Iside, del cui culto Catania fu sede. Il fercolo posto su una vara e ricoperto di gioielli procede tra battimani e sventolii di fazzoletti bianchi, attraversando Porta Uzeda e via Dusmet.

Un passaggio atteso è quello che va da piazza Carlo Alberto, dalla fiera, sino a piazza Stesicoro. Questi per i catanesi sono luoghi di culto perchè qui Sant'Agata subì il carcere e il martirio, e dove, dopo atroci sofferenze, morì. Le migliaia di devoti tirano di corsa il pesante fercolo per tutta la salita dei Cappuccini, fermandosi a metà per rendere omaggio al Sacro Carcere e poi a Sant'Agata la Vetere, la prima Cattedrale di Catania e primo luogo di sepoltura della Patrona. Il giro riprende più tardi per i quartieri popolari di via Plebiscito, Fortino, S. Cristoforo, infine i grandi fuochi d'artificio prima del rientro attraverso la Porta Uzeda nella Basilica Cattedrale. Neppure il tempo di qualche ora di sonno, perché nella tarda mattinata di giorno 5, si celebra il pontificale presieduto da un prelato inviato appositamente. Al tramonto ha inizio la seconda parte del giro della Patrona per il centro della città, nella Catania antica. Il fercolo procede molto lentamente per via Etnea, il "salotto" di Catania. Undici candelore parate a festa aprono la processione, i devoti inneggiano alla Santa.

Poi il corteo interminabile si muove verso piazza Borgo per i fuochi d'artificio. Verso le 8,30 del mattino, dopo una notte di processione, il Fercolo si presenta all'appuntamento con il momento della festa tradizionalmente più spettacolare, ma anche più pericoloso, e cioè la cosiddetta "acchianata di San Giuliano", nella quale la Vara viene tirata di corsa dai devoti lungo la ripida salita pavimentata in basolato lavico. Ci vogliono forti braccia e gambe salde per tirare le tonnellate e tonnellate della "Vara". Ma è un segno d'amore e di devozione che non può mancare. E come una volta, farla in un'unica tirata, significa trarne dei buoni auspici per l'intero anno.

Le tappe del nostro itinerario

TappaPiazza Duomo

Un tour della città non può che cominciare dall'arteria viaria principale, Via Etnea, il salotto buono della città dove si trovano la maggior parte dei locali e dei monumenti. Chi volesse visitarla dovrebbe quindi iniziare proprio da qui, da Piazza Duomo, dedicata alla patrona della città Sant'Agata. Il Duomo custodisce infatti le sacre reliquie della Santa, quelle del cardinale Dusmet, che i catanesi venerano come fosse un santo anche se non è ancora salito agli onori degli altari e quelle del grande compositore Vincenzo Bellini.
Il Duomo fu fatto costruire nel 1091 dal conte Ruggero il Normanno, fu distrutto dal terremoto del 1693 e ripreso dall'architetto Giovanni Battista Vaccarini nel 1736. Al centro di Piazza Duomo è adagiata la Fontana dell'Elefante o 'Liotru', costituita da un elefante in pietra lavica di età romana cui i catanesi sono molto affezionati tanto da essere diventato il simbolo della città.

Sempre in Piazza Duomo c'è il Palazzo del Municipio del Vaccarini e di fronte Palazzo Chierici, opera dell'architetto Alozo di Benedetto dei primi del '700; sulla sinistra vi è la Porta Uzeda, costruita nel 1695 in onore del viceré spagnolo Paceco de Uzeda, come porta d'accesso alla città. A fare da sfondo al caratteristico mercato del pesce, sulla destra, c'è la splendida Fontana dell'Amenano, opera dello scultore Tito Angelini, sotto la quale scorrono le acque del fiume Amenano (che scorrono sotto tutto il centro storico) chiamata dai Catanesi 'a fontana dell'acqua a linzolu'.

TappaPiazza Università

Percorrendo Via Etnea ci si imbatte in Piazza Università, dove si trova il palazzo dell'antica Università di Catania e Palazzo San Giuliano, risalente al 1745. Proseguendo si può ammirare la Basilica della Colleggiata del 1768 che ospita affreschi dello Sciuti e quadri del Sozzi. Ad una decina di metri dalla chiesa troviamo i famosi Quattro canti  di Catania, in cui Via Etnea si incrocia a Via San Giuliano. Si tratta di quattro palazzi, costruiti nello stesso stile architettonico con gli angoli smussati che creano uno spiazzo ottagonale. Fu proprio da un balcone di uno di questi edifici, nell'estate del 1860, che Garibaldi, dopo aver liberato la Sicilia dai Borboni, pronunciò la famosa frase 'O Roma o morte!'. Superati i quattro canti, sulla sinistra troviamo Palazzo Minoriti, sede della Provincia Regionale di Catania e della Prefettura e, a seguire, la Chiesa dei Minoriti opera di F. Battaglia.

TappaPiazza Stesicoro

Proseguendo tra le meravigliose facciate barocche dei palazzi settecenteschi si giunge a Piazza Stesicoro che ospita il monumento dedicato a Vincenzo Bellini del 1882 alla cui base sono rappresentate le quattro opere più importanti dell'artista: la NormaI PuritaniLa SonnambulaIl Pirata. Di fronte vi è l'anfiteatro romano del II Secolo d.C., la cui arena di forma ellittica è seconda per grandezza solo al Colosseo di Roma. Alle spalle la Chiesa di San Biagio, costruita nel luogo del martirio di Sant'Agata.
Risalendo ancora per Via Etnea troviamo lo splendido palazzo barocco delle poste e li accanto Villa Bellini, soprannominato un tempo 'il giardino più bello d'Europa' che si estende per circa 8 ettari con fontane, alberi secolari e statue di uomini illustri catanesi come ad esempio Giovanni Verga. All'illustre scrittore verista la città ha dedicato una delle più belle e luminose piazze di Catania, dove lo scultore Carmelo Mendola nel 1975 ha riprodotto in una fontana il tragico naufragio della Provvidenza descritto nel romanzo 'I Malavoglia'.
Altra fontana che vale la pena di vedere si trova invece in Piazza Giovanni XXIII, vicino alla stazione ferroviaria che rappresenta il ratto di Proserpina dello scultore Giulio Moschetti, raffigurante la dea Proserpina che viene rapita da Plutone su un cocchio trainato da sirene e cavalli.

TappaCastello Ursino

Assolutamente da non perdere è il Castello Ursino, che si erge in Piazza Federico II, e fatto costruire nel 1239 dal re normanno Federico di Svevia. Il castello ha pianta quadrata con quattro torrioni d'angolo e un baglio all'aperto all'interno. Ospita il Museo Civico Comunale che custodisce materiale archeologico di eccezionale interesse. Vi si conservano 8.043 pezzi tra reperti archeologici, epigrafi, monete, sculture, pitture, sarcofaghi fittili greci, romani, mosaici[Leggi "Il Castello Ursino di Catania"]

TappaVia dei Crociferi

Imperdibile anche una passeggiata nella splendida Via dei Crociferi fiancheggiata da sontuose chiese barocche e da palazzi settecenteschi. Qui da ammirare l'arco di San Benedetto (costruito in una sola notte abusivamente per congiungere la badia grande del Monastero delle benedettine con la badia piccola), la Chiesa di San Benedetto, la Chiesa di San Francesco Borgial'ex Collegio dei Gesuiti che ospita  l'Istituto d'Arte e la Chiesa di San Giuliano. Una delle meraviglie del barocco catanese è senza ombra di dubbio Palazzo Biscari, con le sue stanze splendidamente affrescate che vengono ancora utilizzati per feste e matrimoni di gran lusso. Particolare il salone delle feste di stile  rococò dalla complessa decorazione fatta di specchi, stucchi e affreschi dipinti da Matteo Desiderato e Sebastiano Lo Monaco. Sul tetto è ricavato un cupolino centrale, usato per sistemate l'orchestra, e coperto da un affresco raffigurante la gloria della famiglia Paternò Castello di Biscari.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia