Complesso Immacolatelle e Micio Conti

Uno degli ultimi lembi boschivi alle falde del vulcano più grande d'Europa

03 giugno 2016
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Foto: www.etnanatura.it

Alle falde dell'Etna e all'interno di un'area di notevole bellezza paesaggistica, si trova la Riserva naturale integrale 'Complesso Immacolatelle e Micio Conti'. L'area protetta, che si estende per circa 70 ettari e che ricade nel territorio dei comuni di San Gregorio di Catania e Aci Castello, è stata istituita nel 1998 al fine di conservare e tutelare l’importante complesso di grotte da scorrimento lavico, colonizzate da popolamenti faunistici trogofili, legati al guano delle numerose colonie di pipistrelli. Alcune di queste cavità sono talmente estese da essere considerate le grotte di origine vulcanica più lunghe del territorio etneo, altre invece, rivestono un importante interesse archeologico in quanto qui sono stati rinvenuti numerosi reperti preistorici, risalenti all'età del Bronzo. Si tratta di tunnel lavici, attraverso i quali il magma può percorrere notevoli distanze, che si sono svuotati in seguito a eruzioni vulcaniche di lunga durata.

Fauna - La riserva ospita diversi habitat caratterizzati da particolari condizioni ecologiche. Ognuno di questi ha consentito l'insediamento di una fauna particolare composta sia da vertebrati che invertebrati. Le grotte rappresentano un mondo a parte dove vive una fauna cavernicola peculiare, che si è adattata alle particolari condizioni dell'ambiente ipogeo. I pipistrelli ad esempio, si rifugiano nelle cavità per svernare o per sfuggire, durante il giorno, alla luce solare. Qui stanno in buona compagnia con diversi invertebrati come ragni, crostacei isopodi, collemboli ed un lepidottero notturno, il noctuide.
L'epigeo delle grotte invece, offre ospitalità a invertebrati come l'ape endemica della Sicilia o vertebrati come diversi rettili tra cui la lucertola campestre, il discoglosso, il gongilo ed il variopinto colubro leopardino, il più bel colubride siciliano. Tra i mammiferi  rilevante è la presenza del quercino e del toporagno, oltre alle abbondanti popolazioni di coniglio, donnola e volpe. Anche l'avifauna è particolarmente rappresentata da specie importanti quali la poiana, la civetta, la coturnice siciliana e l'averla capirossa oltre che numerosi passeriformi e falconiformi come il gheppio, e da strigiformi come l'assiolo e il barbagianni.


Foto: www.etnanatura.it

Flora -  L'area protetta racchiude relitti di vegetazione forestale termofila costituita da querce caducifoglie, vera rarità per il comprensorio dato che si tratta di una delle ultime aree dell'Etna ricoperte da boschi a bassa quota, altrove scomparsi a causa della pressante urbanizzazione. A questi si alterna la macchia mediterranea con l'euforbia arborescente, l'alaterno, l'ogliastro, il terebinto. Nelle zone rocciose la fanno da padrone la rara aristolochia, la calistegia e la brionia, negli spazi aperti e pietrosi si rinviene una vegetazione steppica mentre dai cespugli emerge una graziosa orchidea, la serapias vomeracea. La zona comunque è fortemente antropizzata, quindi ci sono numerose aree coltivate in cui il paesaggio si riempie di rigogliosi oliveti e vigneti.

Le tappe del nostro itinerario

TappaR.N.I. Complesso Immacolatelli e Micio Conti

Il Complesso Immacolatelle e Micio Conti è costituito da un sistema di otto cavità che raggiungono una lunghezza complessiva di circa 1,5 Km (la grotta Micio Conti, la Cantarella, la grotta dei Tedeschil'Immacolatella I, l'Immacolatella II, l'Immacolatella III, l'Immacolatella IV, la grotta del Fico). Si può accedere alle grotte mediante ingressi creatisi, nei secoli, con il crollo delle volte.

TappaGrotta Micio Conti

Nella grotta Micio Conti, subito lo sguardo rimane rapito da particolari striature sulle pareti lasciate dal passaggio della lava e da piccole stalattiti di rifusione, sulla volta. Le quattro grotte Immacolatelle invece, sono caratterizzate da rotoli di lava alla base delle pareti generate dal parziale raffreddamento del tunnel lavico.

TappaGuardiola Cantarella e Grotta dei Tedeschi


Foto: www.etnanatura.it

La grotta dei Tedeschi è un autentico spettacolo naturale per la sua volta dalla quale sprofonda una cascata di apparati radicali, appartenenti alla soprastante vegetazione che dalla superficie penetra all’interno.
Le grotte comunque, non sono l'unica attrattiva della riserva che custodisce uno degli ultimi lembi boschivi, a bassa quota, del territorio etneo e formazioni vegetali a macchia mediterranea di grande interesse naturalistico. Ci sono poi le areee coltivate a oliveti e vigneti, con la presenza di un sistema diffuso di "casudde" in pietra lavica spesso non intonacata, che un tempo costituivano il centro vitale dei fondi, come per esempio la Guardiola Cantarella, una particolare garitta spagnola del 600. I visitatori rimangono stupiti inoltre, da come alcuni elementi del paesaggio siano rimasti immutati nei secoli. Dai custeri (terrazzamenti contenuti da muri a crudo) alle rasole (stradelle pedonali), dalle scalette di collegamento (torrette a forma di ziggurat), ai muri di recinzione, sino ai munzeddi (coni di pietra dovuti alla zappatura stagionale) e alle saie (sistemi di canalizzazione a cielo aperto), sembra che qui il tempo si sia veramente fermato.

TappaLaboratorio naturalistico-ambientale Natura e Scienza


ph. Stelle_e_Ambiente

Nella zona è sorta una struttura polivalente che ospita il centro di gestione della riserva (Gestore: Cutgana - Università di Catania), due aule informatiche, un'ampia sala conferenze ed una biblioteca. Il laboratorio ospita due itinerari didattici che comprendono percorsi tematici come 'Dal Big Bang alla Biodiversità', costituito da 26 pannelli ed 11 video che trattano dell'Universo, della Terra e della Vita, i 'Diorami' che ricostruisce in modo ineccepibile alcuni ambienti della Sicilia, utilizzando campioni vegetali essiccati o ricostruiti in materiale plastico e campioni animali. Nell'Esperimentario si può trovare la trottola magnetica, il disco di Newton, le fibre ottiche, l'orologio di Galileo e la lampada a lava.

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