Lago Santa Rosalia e Foce del Fiume Irminio

Luoghi di florida vegetazione e regno di varie specie tipiche della macchia mediterranea

11 novembre 2016
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In una cava naturale sui Monti Iblei, in un contesto naturale molto suggestivo, è adagiato il Lago Santa Rosalia, formatosi in seguito allo sbarramento delle acque del Fiume Irminio. Circondato da colline interamente ricoperte da boschi, il lago è ricco di ambienti e paesaggi veramente unici e le sue sponde, molto frastagliate e piene d'insenature, sono luoghi ideali per poter esercitare la pesca a spinning in zone riparate dal vento. Tutto il paesaggio delle cave presenta scorci e panorami spettacolari, ed in mezzo ad una di queste che va da Monte Lauro fino alla foce del Fiume Irminio si trova il lago, uno tra i più ampi dell'intera Sicilia.
Come dicevamo si tratta di un lago artificiale, formatosi in seguito alla costruzione di una diga sull'Irminio, un'opera che sucitò numerose proteste da parte di gruppi ambientalisti per l'impatto ambientale sul paesaggio. Con il passare del tempo però, il bacino si è inserito perfettamente nel contesto paesaggistico divenendo meta privilegiata di numerose specie di uccelli migratori che qui trovano cibo in abbondanza.

Le tappe del nostro itinerario

TappaLago Santa Rosalia

Lo specchio d'acqua si trova a pochi chilometri da Ragusa ed è facilmente raggiungibile dalla Strada statale 194 che prosegue per Ibla e poi per Giarratana. Dopo circa 15 km si percorre un ponte dal quale il lago appare in tutta la sua bellezza.
L'invaso è un ecosistema ricco di flora e di fauna, dove nidificano il corvo imperiale, il gheppio, il nibbio. Nella bella stagione, ma anche in autunno, qui sostano i pivieri tortolini che, dopo aver nidificato nelle tundre nordiche, migrano verso l'Africa. Sempre in primavera arrivano divese specie ornitologiche provenienti dall'Africa come ad esempio le quaglie, le tortore, i cuculi, i rigogoli, le upupe, in un mosaico di tinte, di forme e di voli.

La zona è molto frequentata dai pescatori che qui trovano, grazie all'acqua poco profonda e ad una discreta vegetazione, diverse speci di pesci come il persico-trota, la trota iridea, il triotto e la carpa che regna sovrana. E' importante però che i provetti pescatori, per non incorrere in una multa, si muniscano di una licenza governativa di pesca e del tesserino segnacatture per le trote qualora ne vogliano trattenere degli esemplari, dato che se ne possono catturare al massimo 10 al giorno e non più di 30 alla settimana.
Il Lago Santa Rosalia raggiunge una profondità che va dai due  metri vicino la sponda per arrivare a circa 20 metri nella zona centrale. Nel periodo invernale, quando l'Irminio si ingrossa, il bacino si espande arrivando a sommergere alcuni salici che crescono nelle zone limitrofe.
L'invaso si può ammirare da vicino, a piedi o in bicicletta, lungo una stradella che percorre un ampio tratto del suo perimetro costeggiato da alte conifere. Vale la pena fermarsi ad osservare i punti in cui le diramazioni del lago si incanalano in stretti valloni e, lungo la riva, gli edifici rurali parzialmente sommersi dalle acque.

TappaRiserva del Fiume Irmino

Parte delle acque del Fiume Irminio riescono a superare la diga attraverso le paratie e continuare a scorrere sino a Marina di Ragusa, dove danno luogo alla Riserva della Macchia Foresta del Fiume Irminio. Lungo il complesso di dune sabbiose prossime alla foce del fiume Irminio sopravvive, ancora oggi, uno degli ultimi lembi di 'macchia-foresta', presenti in Sicilia. Questa vegetazione composta da un intrico di arbusti e piccoli alberi con le chiome modellate dall'azione del vento, presenta un elevato valore naturalistico, in quanto doveva essere, in passato, diffusa in molti  litorali siciliani. Proprio perchè contiene un patrimonio naturale di tale valore l'area protetta, con il D.A. n. 352/89, è stata affidata in gestione alla Provincia Regionale di Ragusa ed il territorio è stato individuato come ''riserva naturale speciale biologica''. Alla foce dell'Irminio la macchia costituisce una striscia larga qualche decina di metri che scorre parallela alla costa per qualche chilometro.
Per chi volesse visitare questi luoghi di rara bellezza il punto di partenza si raggiunge, da Ragusa, prendendo la provinciale per Marina di Ragusa e, superato l'abitato, proseguendo per 7 km in direzione di Donnalucata. Lungo il percorso sono presenti i cartelli di segnalazione turistica 'Riserva naturale Macchia Foresta del fiume Irminio'. Lasciato il mezzo all'ingresso, si seguono le indicazioni interne, imboccando il sentiero che circoscrive l'intera riserva, che si snoda in un fitto canneto, tra archi naturali di selvaggia bellezza per circa 4,5 km. Penetrando all'interno delle dune si rimane stupiti nell'osservare la rigogliosa vegetazione, composta prevalentemente, nelle zone più esposte ai venti salmastri, dal ginepro coccolone. Vi sono esemplari secolari di questa specie dal caratteristico tronco strisciante sulla sabbia.

Nelle zone meno esposte al sole troviamo invece, il lentisco. Qui la vegetazione impenetrabile è costituita da diverse specie tipiche della macchia mediterranea: l'euforbial'asparagol'assenzioil thèl'efedra che dominano il paesaggio. Il fiume scorre lungo l'altipiano ragusano formando una stretta vallata delimitata da pareti alte e verticali di natura calcarea.
Lungo le sponde è possibile osservare la fauna tipica di questi ambienti costituita da insetti tra cui le variopinte libellule ed una specie rara di coleottero vivente solo in Sicilia. Tra i rettili è interessante la presenza della testuggine palustre che, durante l'estate, può essere osservata vicino ai corsi d'acqua e del colubro leopardino, un serpente che si riconosce facilmente per le sue caratteristiche macchie rosso mattone contornate di nero su uno sfondo uniforme color sabbia. Tra canneti, lentischi, palme nane, timo e tamerici, diverse specie di uccelli palmati (usignolo, pendolino, tarabusino, la folaga e la gallinella d'acqua) si alternano a quelli migratori (aironi, cormorani, gabbiani, anatre, martin pescatore). Spostandosi lungo i sentieri della riserva è possibile rilevare la presenza del coniglio selvatico e della volpe, che sono le specie di mammiferi più frequenti. Uscire dalla fitta macchia di vegetazione, comunque non è difficile e non si corre il rischio di perdersi se si percorre il sentiero principale che riporta al punto di partenza lungo lo stesso sentiero d'andata.

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