''Chi delegittima i giudici non commemori Falcone'', l'appello di 200 intellettuali

23 maggio 2003

 

Berlusconi a commemorare Falcone? Meglio di no. A due giorni dall'anniversario della strage di Capaci, il 23 maggio di undici anni fa, Palermo si mobilità su più fronti per salvaguardare la memoria del giudice, ucciso dalla mafia insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, con cortei, convegni, tavole rotonde, premi e incontri con gli studenti.

Fra le iniziative anche un appello - firmato a titolo individuale da circa 200 "cittadini democratici di tutto il paese" (Dario Fo e Franca Rame in testa, ma anche Rita Borsellino, Elio Veltri, Paolo Sylos Labini) - che denuncia il "clima di estrema tensione" e gli " attacchi ripetuti alla magistratura" che oggi rischiano di compromettere il significato della ricorrenza.

"Appare inopportuna -recita l'appello -ogni presenza, anche istituzionale, di chi in questi mesi si è reso protagonista di un'azione finalizzata alla delegittimazione dell'operato della magistratura, utilizzando l'attività legislativa per la elaborazione di norme riguardano più alla risoluzione di interessi personali che alla collettività". I valori per cui Falcone diede la vita, denunciano i firmatari, rischiano oggi la dispersione, "con conseguente oscuramento dei principi fondamentali della nostra costituzione, ripetutamente attaccati da chi vuole trasformare gli assetti fondamentali della convivenza civile".

Dello stesso tenore la lettera al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi scritta dall'associazione Palermo Anno Uno e dal Centro Documentazione Impastato e firmata da varie associazioni: "gli attacchi alla magistratura hanno toccato un livello inusitato -denuncia la lettera- è inconcepibile che il presidente del Consiglio arrivi a parlare di "giustizia criminale" e di "giudici combattenti" che sarebbero "un cancro da estirpare".

Le associazioni, quasi tutte attive dall'indomani delle stragi, mettono in guardia da una impossibile strumentalizzazione: " in questo clima, non possiamo non allarmarci di fronte a probabili iniziative di commemorazione che avrebbero significato inaccettabile: santificare magistrati morti e delegittimare e criminalizzare i magistrati vivi che non rinunciano a svolgere il loro compito ".

Palermo anno uno per oggi ha organizzato un raduno davanti al Palazzo di Giustizia dalle 15.30 e un corteo che partirà alle 16.30 per giungere all'albero Falcone di via Notarbartolo.

Fonte: La Repubblica - Palermo del 21 maggio 2003

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23 maggio 2003

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