A Lampedusa (AG), inghiottiti dal mare in tempesta…

Sulle coste siciliane, ancora un carico di sopravvissuti, con negli occhi il volto della morte

20 ottobre 2003
Per scrivere questo articolo dovrei semplicemente cambiare le cifre di quello scritto appena due giorni fa; le cifre delle miglia di mare e quelle dei… morti.
"Il Canale della Morte". Ecco, nell’immaginario comune, come si chiamerà il Canale di Sicilia. Una nuova Scilla e Cariddi; Un tratto di mare che ingoia  gli uomini e li risputa senza vita.

Si è superato il limite, se può esistere un limite di accettazione quando si parla di vite umane. L’immigrazione clandestina, nei mari della nostra Sicilia, è oramai diventata una sorta di epidemia.
I morti si contano quotidianamente, e i giornalisti inviati nelle isole minori e sulle coste siciliane sono diventati veri e propri corrispondenti dal fronte.
E da questo insostenibile fronte, arriva l’ennesimo bollettino di guerra.

LAMPEDUSA (AG) -  Ieri sera, a sud est di Lampedusa, un peschereccio ha incrociato l'ennesima carretta del mare ed ha dato l'allarme via radio ai mezzi di soccorso. Quando i mezzi della Guardia costiera e della Marina militare sono giunti in zona hanno scoperto che sull' imbarcazione di legno, di non più di sei metri, c'erano 15 somali stremati dalla fatica e, ai loro piedi, 13 corpi senza vita di connazionali stroncati dagli stenti, dalla sete e dalla fame durante una navigazione durata non meno di cinque giorni nel Canale di Sicilia.

I superstiti sono stati trasbordati su una motovedetta e portati d' urgenza al porto di Lampedusa, mentre ai morti rimasti sul fondo della piccola barca, ha pensato l'equipaggio di un'altra motovedetta che ha trainato il natante ed il suo carico di morte.
Ma, c'è il dubbio che le vittime possano essere molte di più. 'Su quella barca eravamo in 85, molti sono morti durante la traversata e i loro corpi sono stati gettati in mare', racconta uno dei sopravvissuti. In base a questo dato, le vittime di questa nuova tragedia nel Canale di Sicilia sarebbero 70. Una delle due donne scampate alla tragedia è stata trovata questa mattina sul barcone che ancora respirava, tra i corpi senza vita dei suoi compagni di viaggio. La donna è stata subito trasferita in eliambulanza all'ospedale Civico di Palermo.

''E' ancora presto per fare bilancio delle vittime - spiega il comandante Niosi - i racconti dei superstiti sono infatti confusi, anche a causa delle loro condizioni. Quando sono stati soccorsi erano stremati dal freddo e dalla fame, alcuni di loro deliravano''.
Ora, si tratta di accertare quanto c'è di vero in queste dichiarazioni. Polizia, carabinieri e volontari del centro di accoglienza di Lampedusa esortano a non tenere conto, almeno per il momento, di frasi e numeri che provengono da persone stressate oltre ogni limite e, probabilmente, ancora incapaci di dare un senso a quanto avvenuto. Bisognerà attendere, dicono, che tutti, uno ad uno, siano interrogati e mettere a confronto ogni loro parola, prima di tirare conclusioni affrettate.
Se quelle frasi smozzicate nascondessero la verità, però, la tragedia assumerebbe proporzioni apocalittiche.

Ricordiamo che si tratta della seconda tragedia dell'immigrazione negli ultimi tre giorni: giovedì notte altri otto somali, tra i quali due bambini, sono morti in circostanze analoghe al largo dell'isola.

F.M.

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20 ottobre 2003

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