Allarme zecche in Sicilia.

Gravi forme di rickettiosi registrati su due pazienti provenienti da Modica e Naro

06 agosto 2001

 Sono stati dimessi da poco dopo essere arrivati entrambi in coma all'ospedale Buccheri La Ferla di Palermo, con insufficienza renale e respiratoria già conclamata e la necessità immediata di entrare in dialisi.

Si tratta di un anziano contadino proveniente da Naro e di un quarantottenne di Modica, rimasti per circa un mese in terapia intensiva, dopo essere stati morsi da zecche e contagiati da una grave forma di rickettiosi, che da un paio d'anni si manifesta in Sicilia, e che può essere anche letale o causare danni neurologici permanenti.

Cinque casi gravi nell'estate del '99. Due nel 2000. E due già quest'estate.

I due uomini punti da una zecca infetta sono giunti in ospedale con quadri clinici allarmanti. Il settantenne di Naro è stato ricoverato dopo più di una settimana di febbre altissima all'ospedale di Caltanissetta, dove poi è entrato in coma. Lavorando in campagna, a contatto con cani, i sospetti che avesse contratto la malattia, come è poi risultato dai test positivi, c'erano.

Più difficile capire le ragioni del contagio nel caso dell'uomo di Modica: non era stato a contatto con cani, aveva solo prestato un'opera di pulizia e di sorveglianza notturna nei locali dalle condizioni igieniche precarie di un ex ospizio per malati di mente.

"Due soli casi finora non sono preoccupanti, non ci sono condizioni per parlare di emergenza. Ma il periodo di massimo acume in genere è tra luglio e settembre: occorre dunque non abbassare la guardia", dice Saverio Ciriminna, direttore dell'ufficio speciale dell'assessorato Sanità.

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06 agosto 2001

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