Ancora malasanità in Sicilia? Nuovi decessi e nuovi sospetti negli ospedali di Palermo e di Messina

Altri due decessi anomali fanno sospettare come causa la malasanità

28 settembre 2005

AGGIORNAMENTO
Sanità, un'altra morte sospetta a Gela

GELA (CALTANISSETTA) - Una casalinga di Gela, Maria Grazia ingegnoso, di 48 anni, è deceduta, nel pomeriggio di ieri, nell'ospedale Vittorio Emanuele, durante la fase di preanestesia, per essere sottoposta a un intervento chirurgico, programmato il giorno prima dai medici per un sospetto tumore all'addome.
La donna ha accusato disturbi respiratori e gli anestesisti, come da protocollo, hanno proceduto alle operazioni di rianimazione, ottenendo il risveglio della paziente. Qualche istante dopo, però, avrebbe avuto un arresto cardiaco che le ha causato la morte. Sono stati gli stessi chirurghi e anestesisti, così come la direzione aziendale dell'ente ospedaliera, a chiedere il cosiddetto «riscontro diagnostico» per conoscere l'esatta causa del decesso.
Si tratta di una vera e propria autopsia che viene eseguita da un anatomopatologo incaricato dall'ospedale, in una sorta di indagine in regime di «autotutela». Maria Grazia Ingegnoso era stata ricoverata lunedì in chirurgia perchè accusava forti dolori addominali. Dopo averla sottoposta ad una serie di analisi cliniche e accertamenti radiologici, i sanitari avevano deciso l'intervento all'addome. In preanestesia sono sorte le complicazioni che l'hanno portata alla morte.
La donna lascia il marito e due figli, uno di 21 anni, l'altro di 18. Nessuno dei familiari ha chiesto fino ad ora l'apertura di un'inchiesta giudiziaria, forse in attesa dell' esito degli accertamenti disposti dall'ospedale. [La Sicilia, 28 Settembre 2005]

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Altri due casi di sospetta malasanità in Sicilia; altre due inchieste della magistratura a Messina e Palermo. Nella città dello Stretto l'indagine della Procura riguarda la morte di una donna di 68 anni, dopo un intervento chirurgico, sfociata in un avviso di garanzia nei confronti di otto medici. Nel capoluogo siciliano, invece, un uomo è morto dopo essersi fatto togliere il gesso ad una gamba. Il paziente è deceduto mentre veniva riportato in ambulanza al Buccheri La Ferla, lo stesso ospedale dove era stato curato.

La vittima è Giovanni Vaccaro, di 51 anni: dopo aver trascorso 30 giorni con l'ingessatura, a causa di una frattura, lunedì l'ha fatta togliere e poi è tornato a casa. Vaccaro abita a poca distanza dall'ospedale. Ma quando è rientrato nella sua abitazione si è sentito male ed ha chiamato una ambulanza. Sulle cause della morte la Procura ha aperto un'inchiesta, affidata al Pm Roberta Buzzolani.
Il magistrato affiderà ad un medico legale l'incarico di eseguire l'autopsia, mentre ha delegato alla polizia il compito di identificare i medici e gli infermieri che hanno rimosso il gesso, per una eventuale iscrizione, a garanzia dei sanitari, nel registro degli indagati.
Sulla morte di Vaccaro, la direzione sanitaria dell'ospedale precisa che quando il paziente è giunto al pronto soccorso trasportato da un'ambulanza del 118 ''era già in arresto cardio-respiratorio''. ''Sono state praticate per ben 40 minuti tutte le manovre rianimatorie richieste del caso - si legge in una nota - purtroppo si è dovuto accertare il decesso''.
''Il paziente - aggiunge la direzione sanitaria - nella stessa mattinata di lunedì era presente in ospedale, presso il nostro ambulatorio, per la rimozione del gesso applicato circa un mese fa a seguito di un intervento di riduzione chirurgica di una frattura alla gamba. Il ricovero in quella occasione era stato di poco superiore a una settimana, con decorso regolare''. ''Successivamente alla dimissione - conclude la nota - il paziente è stato regolarmente seguito presso gli ambulatori ortopedici del nostro ospedale fino all'ultimo controllo di ieri. La magistratura ha acquisito tutta la documentazione clinica del paziente e, all'esito dell'esame autoptico, potranno essere più chiare le circostanze del decesso''.

L'ospedale Buccheri La Ferla lo scorso agosto è stato al centro di un'altra inchiesta legata alla morta di Angela Pagano, 39 anni, la donna incinta al nono mese di gravidanza che non ha trovato posto nel presidio per mancanza di posti letto e dopo una lunga ricerca è poi morta al Policlinico di Palermo per una emorragia interna.

A Messina, intanto, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati altri otto medici nell'ambito di una inchiesta sulla morte di Rosaria Puliatti, 68 anni, deceduta il 20 settembre scorso al Policlinico di Messina, dopo una colangiografia endoscopica, un esame necessario prima di essere sottoposta ad intervento chirurgico per eliminare una calcolosi alle vie biliari. Il pm Adriano Sciglio ha aperto l'inchiesta a seguito della denuncia dei figli della donna che hanno chiesto di accertare eventuali negligenze da parte dei medici.
Gli otto indagati sono gastroenterologi, chirurghi e anestesisti. Rosaria Puliatti si era sentita male dopo l'esame e nonostante la gravità delle sue condizioni era stata sottoposta ad intervento chirurgico con il metodo tradizionale e non per via endoscopica. La situazione della donna è quindi peggiorata ed è stata trasferita nel reparto di Rianimazione dove è poi morta. Nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia.

Nel Policlinico di Messina la settimana scorsa si era registrato un altro caso eclatante: la morte di un ragazzo di 12 anni, Davide Campo, in seguito a una anestesia. Una terza inchiesta è stata aperta, sempre nel messinese, in seguito al decesso di Miriam Bucalo, anche lei di 12 anni, avvenuto nell'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. A causare la morte della bambina sarebbe stata un'emorragia retroperitonale provocata, secondo alcune indiscrezioni, dalla rottura di alcuni vasi durante l'intervento. In questa inchiesta risultano indagati quattro medici. Il decesso di Davide Campo sarebbe dovuto invece ad una lesione al polmone destro che avrebbe provocato un collasso polmonare, da addebitare probabilmente a errate manovre in fase di ''ventilazione-rianimazione'' del paziente. Per questa vicenda la procura ha indagato dieci medici.

Fonte: La Sicilia

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28 settembre 2005

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