Arrivederci caro Presidente, a presto gentile donna Franca

''Abbiamo trovato una Sicilia che vuole cambiare''

14 febbraio 2003
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è ripartito per Roma dall'aeroporto di Trapani Birgi dopo la visita di quattro giorni in Sicilia. A salutare il Presidente e la moglie, signora Franca, vi erano alcune centinaia di bambini e ragazzi trapanesi con le magliette bianche, e la banda musicale di Buseto Palizzolo che ha intonato le note di 'Sicilia, Sicilia' e dell'inno di Mameli.

Prima di giungere in aeroporto il Presidente ha visitato per circa un'ora l'isola di Mozia che è disabitata ad esclusione dei custodi. Sull'isola vi è un museo di reperti archeologici.
Peppuccio De Filippi, il proprietario dell'imbarcazione che ha trasportato il Presidente dalla terraferma all'isola, è entusiasta. "Il Presidente è una persona squisita - ha detto De Filippi - era molto interessato all'isola dove non era mai stato. Ero molto emozionato".

De Filippi, che era stato avvisato della probabile gita del Presidente circa 20 giorni fa, ha rimesso in acqua l' imbarcazione che era stata tirata a secco per la stagione invernale.
Carlo Azeglio Ciampi all'ultimo appuntamento pubblico della sua visita di quattro giorni in Sicilia, la più lunga sinora del settennato, ha mostrato grande entusiasmo per la bellezza dei luoghi ("per me la Sicilia è la terra più bella del mondo"), ed anche una diagnosi incoraggiante sull'atteggiamento dei siciliani.

"Finalmente sta diventando dominante l'accoppiata speranza-fiducia rispetto ad un fatalismo cupo che in passato ha frenato ogni idea di sviluppo. Se finisce questo fatalismo, anche la realtà siciliana diventa diversa".
I primi segni di questo cambiamento, ha aggiunto, "già si vedono" e fanno sperare bene, ha detto il presidente della Repubblica, che ha affrontato l'argomento nelle conversazioni di questi giorni con amministratori, imprenditori, sindacalisti, esponenti della cultura.

Molto forte la spinta di Ciampi ai siciliani a rimboccarsi le maniche per mettere più pienamente a frutto "l'enorme patrimonio storico-artistico e naturale, unico al mondo, il più ricco del Mediterraneo" con finalità turistiche e per creare posti di lavoro per i giovani. Questo, ha sottolineato, è "un obbligo morale" che si può perseguire anche riqualificando l'agricoltura.

Con il vino, ha sottolineato Ciampi, la Sicilia ha già imboccato la strada giusta: quella di qualificare il prodotto e di farlo conoscere.
Questa è la linea da seguire anche in altri settori dell'agricoltura. Ma la carta vincente della Sicilia, ha ripetuto più volte Ciampi, è quella della valorizzazione delle sue risorse storico-artistiche millenarie. Ha raccontato il suo sorvolo, stamani, in elicottero delle isole Egadi con grande entusiasmo ed ammirazione. L'elicottero si è abbassato in prossimità di Marettimo. "Non conoscevo questa isola e la sua straordinaria bellezza, con la rocca e il castello, la costa frastagliata e due pianure coltivate che danno proprio l'idea di un'isola piena di vita", ha raccontato.

"Per me visitare la Sicilia - ha aggiunto - è sempre motivo di gioia. Per me è la più bella terra del mondo. Ci sono venuti i fenici, poi i greci e altri popoli. Ma perchè? Perchè si viveva già allora meglio che nei luoghi in cui erano nati, per le caratteristiche naturali e per la dolcezza del clima. La Sicilia è una terra che ti prende. Che ti spinge a dare.
Perciò, tutti i popoli che sono venuti si sono impegnati più che a distruggere a lasciare loro testimonianze".

Con interventi mirati, messi a punto, le presenze turistiche in Sicilia possono aumentare almeno del doppio, ha detto Ciampi, che nei giorni scorsi ha preso in esame progetti di apertura presso Agrigento di uno scalo per le grandi navi da crociera ed anche la costruzione di un aeroporto commerciale per i voli charter. Ieri era, a Mazara del Vallo, dove ha incontrato gli amministratori e gli esponenti della marineria da pesca più grande del Mediterraneo (7 mila addetti di cui un quarto maghrebini) ha toccato con mano, visibilmente, pure la realtà di questa città in cui l' integrazione con la numerosissima comunità africana (in gran parte proveniente dalla Tunisia) e più intensa che in ogni altro comune italiano). "Fate bene a seguire questa strada - ha detto - perchè voi, estremo lembo d'Europa, siete al centro del Mediterraneo, che non è un mare che divide, ma unisce Europa ed Africa. E la vostra missione storica è di realizzare sempre più un ponte di amicizia e di cooperazione fra le due sponde".

In particolare Ciampi ha mostrato di apprezzare l' integrazione nella scuola pubblica di Mazara degli studenti tunisini. "Mi auguro che anche la scuola tunisina - ha aggiunto - abbia dei luoghi in cui insegnare secondo la propria cultura e tradizione". È stata l'occasione anche per ricordare che è dovere dell'Europa impegnarsi non solo per accogliere i maghrebini in Italia, ma anche per portare nei loro Paesi occasioni di lavoro produttivo, in modo da creare mercati, sviluppo e lavoro. "Deve essere - ha detto - un incontro e non uno scontro tra civiltà, all' insegna del dialogo. L'ecumenismo significa proprio questo: nessuno deve avere la tracotanza di dire: la mia religione è quella vera. Perchè le religioni sono fonte di dialogo, di incontro e non di guerra e Mazara del Vallo è un esempio felice di integrazione fra etnie, in particolare con il Maghreb e la Tunisia. A dimostrazione, fra l'altro, che il Mediterraneo è una realtà unica". 

Fonte testo e foto: Giornale di Sicilia

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14 febbraio 2003

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