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Aumentano gli omicidi in Italia

In Italia gli omicidi non conoscono crisi, il fenomeno ha infatti registrato nel 2004 un incremento del 9,7%

28 settembre 2004

In Italia, come già succede in America, sarà l'odio l'elemento causale preponderante nell'aumento degli omicidi, omicidi ''verso persone che non hanno fatto nulla, ma sono solo diverse da noi''.
Questo in sintesi, ciò che ha affermato Francesco Bruno, criminologo e direttore del master in Scienze forensi dell'Università La Sapienza di Roma, presentando il rapporto "Eures (Ricerche economiche e sociali) 2004 sull'omicidio volontario", sottolineando peraltro il rischio terrorismo per il Paese e l'aumento degli omicidi legati alla criminalità organizzata e agli stranieri.
''Più andiamo verso una società multietnica e multiculturale - ha spiegato Bruno - più aumenta l'odio e, quindi, la possibilità di essere vittima dei cosiddetti 'crimini dell'odio', verso extracomunitari, omosessuali, handicappati e anziani. Crimini che stanno aumentando anche in Italia e che cresceranno''.

In Italia è avvenuta, negli ultimi anni, una vera e propria inversione di rotta per gli omicidi: sono aumentati e allo stesso tempo sono ritornati, raddoppiando, quelli di mafia.
In un anno, il fenomeno ha infatti registrato un incremento totale del 9,7%, passando dai 600 casi registrati nel 2002 ai 658 censiti nel 2003.
L'aumento più consistente riguarda gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata: +83,3% registrato nello stesso arco di tempo. Nello specifico, i "regolamenti mafiosi" sono passati dagli 84 del 2002 ai 154 nel 2003.

Questa l'avvilente fotografia scattata dall'Eures, che sottolinea come tale tendenza emerge "dopo numerosi anni in cui il fenomeno omicidiario in Italia ha segnato un andamento decrescente, toccando, secondo l'Istat, la punta minima di 639 casi nel 2002".
Allo stesso modo, sottolinea l'Eures, negli ultimi anni l'omicidio di stampo mafioso è apparso come fenomeno "in forte decremento", toccando proprio nel 2002, con 84 vittime, la punta più bassa degli ultimi anni (-40% rispetto al 2001). Il 2003 segna, invece, "una netta inversione di tendenza".
La criminalità organizzata si conferma come fenomeno localizzato quasi interamente al sud e in particolare in quattro regioni considerate "a rischio mafioso" dove è avvenuto, sottolinea l'Eures, l'89% di tutti gli omicidi attribuiti alla mafia.
La Campania (con 57 vittime di camorra, pari al 37% di quelle del crimine organizzato), seguita dalla Puglia (con 38 vittime, in prevalenza della Scu e delle altre consorterie emergenti, pari al 24,7%), la Calabria (con 26 vittime della 'ndrangheta, pari al 16,9%) e la Sicilia (con 16 vittime di "Cosa nostra", pari al 10,4%).

- Il silenzio delle armi

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28 settembre 2004
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