Causa polemiche

al Teatro Greco di Siracusa la commedia di Aristofane rischia di trasformarsi nella terza tragedia

21 maggio 2002
Dovevano essere due tragedie ed una commedia quest'anno a essere rappresentate nello splendido scenario del Teatro Greco di Siracusa.

Ma l'innesco di una rovente polemica, con critiche e dure prese di posizione, ha rischiato di trasformare la commedia di Aristofane, Le Rane, nella terza "tragedia" in scena.

Tutto è successo per tre grandi pannelli scenografici costruiti per lo spettacolo, che rappresentavano caricature di Berlusconi, Bossi e Fini.
Pannelli che non sono stati più utilizzati per le rappresentazioni.

Ma facciamo un passo indietro, cercando di focalizzare i fatti:
Il Teatro Piccolo di Milano e Luca Ronconi vengono invitati dall'Inda (Istituto Nazionale del Dramma Antico) al Teatro Greco per le annuali messe in scena di rappresentazioni classiche.
Luca Ronconi cura dunque la regia de "Il Prometeo incatenato" di Eschilo, "le Baccanti" di Euripide e "Le rane" di Aristofane.

Il debutto generale, con la tragedia di Eschilo, il 17 Maggio (sigh! un venerdì!) è un grande successo, ci sono sì critiche contro ma troppo flebili e poco incisive. Lo spettacolo, insomma, piace.

Viene il giorno delle Baccanti: altro successo, che vede soddisfatti anche i critici che avevano storto il naso sul Prometeo (ma un particolare provoca qualche fastidio allo spettacolo: musica a palla da una discoteca vicina, disturba attori e pubblico, e Ronconi sospende lo spettacolo).

La trilogia si chiude con "le Rane" di Aristofane, invettiva classica contro il potere.
Un spettacolo praticamente perfetto, se non fosse che si viene a sapere l'indomani che nella scenografia mancava qualcosa e che nel progetto iniziale il regista aveva inserito dei pannelli che rappresentavano le caricature del potere, che attualizzandolo dai tempi dei tiranni aristofanei ai giorni d'oggi, il regista aveva individuato nella attuale classe politica di primo livello.

Apriti cielo!
Si accende un vespaio di polemiche. Chi grida ad una vergognosa censura, chi sostiene sia stata volontà del regista togliere i panelli incriminati, chi, di controcampo, ribatte che lo sbaglio sia stato del politico che ha trovato inopportuno l'utilizzo delle caricature e chi controrrisponde che zittire possibili lamentele o dubbi sull'utilizzo di alcuni messaggi, piuttosto che altri, sia manifestazione di censura ben maggiore.

E comincia il balletto!

Berlusconi bacchetta Miccichè (responsabile di Forza Italia per la Sicilia), sostenendo che "l'arte ha il diritto di scegliere, e di sbagliare, i suoi bersagli".
L'on. Ignazio La Russa si dice contento che la sua faccia sia andata a finire all'interno di una "tragedia" greca.
Per l'assessore regionale Fabio Granata e il sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono, entrambi di An, la scelta di Ronconi da parte dell'Inda ha rimesso il Teatro greco di Siracusa al centro dell'attenzione internazionale e va dunque reso onore al Maestro.
Luca Ronconi in un'ultima dichiarazione afferma che l'eliminazione dei pannelli scenografici non sia stata opera censoria, ma atto volontario, onde  evitare chiassate (!).

Commento:
E' proprio vero che le Tragedie Greche, nonostante il tempo trascorso da quando venivano rappresentate a Epidauro e Atene, fanno discutere ancora ed ancora esprimono oggi tutta la loro sferzante modernità.

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21 maggio 2002

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