Continuano gli sbarchi in Sicilia. L'ultimo grande sbarco ieri a Pozzallo (RG)

Erano in 295 stipati in un fatiscente barcone

29 ottobre 2005

Nuovo sbarco di immigrati ieri sulle coste siciliane. Un barcone con 295 clandestini, intercettato dopo la mezzanotte a otto miglia da capo Scalambri, nei pressi di Marina di Ragusa, è stato scortato e trainato da una motovedetta della guardia di finanza fino al porto di Pozzallo. Gli immigrati, di nazionalità tunisina, marocchina, egiziana e pakistana, secondo gli inquirenti, erano probabilmente partiti dalle coste della Libia. I migranti sono stati condotti nel centro di prima accoglienza di Pozzallo per le procedure di identificazione. Sullo sbarco indagano la polizia e la guardia di finanza.

Tra i clandestini che viaggiavano sulla carretta del mare intercettata a otto miglia da Capo Scalambri, vi sarebbero anche alcuni scafisti che gli investigatori stanno tentando di individuare. Secondo quanto dichiarato alle autorità di polizia, gli immigrati sarebbero partiti dalla Libia dopo aver pagato da 1.000 a 1.500 euro ciascuno agli organizzatori della traversata. Del gruppo fanno parte cinque donne e una sessantina di minori tra bambini e ragazzi dai 12 ai 16 anni partiti da soli, senza i genitori.
Per due extracomunitari è stato necessario il ricovero in ospedale a causa della fatica e della disidratazione. Dopo gli interrogatori da parte della polizia e della guardia di finanza i clandestini, fatta eccezione per eventuali casi di assistenza umanitaria o di richieste di asilo, saranno avviati nei centri di permanenza temporanea in attesa dell'espulsione.

Uno dei presunti scafisti dello sbarco di extracomunitari nel pomeriggio dell'altro ieri a Pachino, Said Alì Fued, egiziano di 23 anni, è stato arrestato per favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Gli immigrati originari del Pakistan, Kascimir, Tunisia, Algeria e Marocco, sono approdati sul litorale siciliano a bordo di una imbarcazione di 13 metri, su cui sono in corso indagini da parte dell'Ufficio locale marittimo di Portopalo di Capo Passero per risalire alla nazionalità.
Lo scafista è stato individuato da alcuni testimoni che hanno portato prove a suo carico: alcuni lo avevano visto scendere nel vano motore, dove erano stipati altri clandestini, per riparare un guasto avvenuto durante la navigazione, altri lo hanno visto al timone durante le fasi della partenza dalle coste libiche, altri ancora lo hanno visto mentre dava disposizioni ai clandestini imbarcati per riempire i serbatoi con fusti di nafta.
Tra i clandestini intercettati, attualmente ospitati nell'oasi Don Bosco ad Anime Sante di Portopalo di Capo Passero, in attesa di determinazione da parte della Prefettura di Siracusa, c'erano anche sei donne, di cui una in gravidanza che è stata ricoverata d'urgenza nell'ospedale di Noto.

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29 ottobre 2005

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