Denuncia choc dell'associazione Meter di Don Fortunato Di Noto a Interpol e Polizia postale

29 dicembre 2006

Maxidenuncia di Don Fortunato Di Noto a Interpol e Polizia postale: 532 siti, 1.250 bambini
di Antonino D'Anna (Affari Italiani, 29 dicembre 2006)

Denuncia choc di Meter, l'associazione antipedofilia fondata e guidata da don Fortunato Di Noto. Che anticipa ad Affari la segnalazione inoltrata alla polizia Postale italiana e l'Interpol di Lione. Si tratta di un corposo dossier contenente gli indirizzi (tra portali e semplici siti) di 532 siti Web pedopornografici con all'interno almeno 1.250 bambini fotografati in atteggiamenti più o meno erotici. ''E' tutto un sistema di scatole cinesi'' - dice il sacerdote ad Affari, che fa un esempio: ''In queste notti i miei cari volontari stanno facendo un lavoro enorme per denunciare come attraverso un solo portale (che già contiene altri 54 portali) sono coinvolte migliaia di bambine da 5 a 14 anni di età''. E commenta: ''Stiamo contando ad uno ad uno i volti dei piccoli. E' un impianto di produzione industriale mai vista prima''.
Nell'ordinato squallore delle pagine, osserva don Fortunato nella segnalazione spedita alla polizia postale, ''E' impressionante la sistematizzazione ordinata delle foto, dell'età, dei video, delle misure corporali, dei set fotografici''. Le bambine coinvolte, di tutto il mando (europee, americane, russe, messicane, colombiane, ucraine, austiache, francesi, inglesi, non si escludono le italiane) ''attraverso la conta dei volti si aggirerebbero, per difetto, a circa 1.250''. Con un'amara sorpresa: ''La novità - continua il sacerdote - è data dal fatto che è impiantato per la pedofilia femminile nella maggior parte dei casi''.
Insomma, sembra una piaga quasi senza fine. Uno studio elaborato dopo 4 anni di ricerche sottolinea che la violenza contro i minori di 18 anni esiste in tutti i paesi, tutte le società e tutti gruppi sociali. E almeno 106 paesi ancora permettono le punizioni fisiche nelle scuole. Abusi sessuali colpiscono 150 mln di bambine (14% della popolazione infantile del pianeta), e 73 mln di bimbi (7%).1,8 milioni nel giro della prostituzione e della pornografia (commerciata online) 1,2 milioni vittime del traffico dei minori.(Rapporto ONU 2006).

Ma non basta. Come segnala Meter, oltre alla pornografia e alla pedofilia, su cui generalmente si accentra l'attenzione quando si parla dei pericoli in internet, ci sono altri pericoli nel cyberspazio: l'esaltazione della violenza e della crudeltà, la disinformazione e l'istigazione all'odio, la pubblicità di tabacco e alcool, siti che raccolgono e vendono informazioni private sui nostri figli e sulla nostra famiglia, che usano le strategie di marketing interattivo.
Occorre allora proteggere i ragazzi. Perché i contatti sessuali facili e l'azione diseducativa dei mass media hanno reso possibile un nuovo accesso sessuale al bambino. Il tutto accentuato con l'avvento di internet, grazie alla facilità d'uso di reperire materiale video/fotografico di materia di reperire materiale video/fotografico di materia ritraente ritraente minori.
Che cosa manca in tutto questo? La presa di coscienza del fatto che i pedofili, oggi, non sono più singoli. Sempre Meter, nel rapporto che Affari pubblica integralmente (clicca qui - Prima e Seconda parte), vivono in community e non si nascondono più. Anzi, cercano a tutti i costi di far sapere che ci sono e che cosa compiono, cercando di giustificare il loro operato e la loro presenza.
Una cura? Don Fortunato lo dice chiaramente: ai figli bisogna ''Spiegare la cautela nella comunicazione ad altri dei loro dati personali, accompagnarli nella navigazione e incoraggiarli a navigare con amici e fratelli più grandi, prepararli all'evenienza dell'incontro di cose sgradevoli e dannose sulla rete e chiedere loro di parlarne con voi o con altri amici e fratelli''. Questo perché ''Le chat room possono essere divertentissime ma che occorre essere protagonisti e responsabili e non subire passivamente situazioni di disagio o fastidio'', conclude.

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29 dicembre 2006

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