Giorno dopo giorno dentro ai suoi ''pizzini''. Il boss dei boss, Bernardo Provenzano, non ha perso le sue abitudini

02 novembre 2006

Bernando Provenzano, rinchiuso nel carcere di Terni dall'aprile scorso, conduce una vita ''assolutamente normale'', ha detto il direttore della casa circondariale umbra, Francesco Dell'Aira.
Passa le sue giornate da solo, ovviamente, in una cella di un'area appositamente riservata nell'ambito della sezione dove sono rinchiusi i detenuti sottoposti al regime previsto dall'articolo 41 bis, il cosiddetto carcere duro.
Gli unici contatti che ha sono quelli con gli agenti della la polizia penitenziaria e con i familiari che gli fanno visita una volta al mese.

E non ha abbandonato le sue vecchie abitudini, l'ex ''primula rossa di Corleone'', che recluso dentro la sua cella continua a vergare i suoi ''pizzini'', per anni usati per dare ordini e gestire i traffici illeciti di tutta la Sicilia, oggi per annotare tutto ciò che gli accade nel carcere.
Non era certo la vita di un ''uomo libero'' quella che conduceva fuori dalla prigione, di conseguenza possiamo immaginare che non sia difficile per lui continuare la sua vita lontano da tutto. Quindi, continua a leggere la sua Bibbia e appunta su dei bigliettini quello che gli accade nel corso della giornata, dalla visita con il medico a ciò che mangia, realizzando una sorta di diario quotidiano.

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02 novembre 2006

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