I soldi sporchi di Provenzano e Lo Piccolo riclicati dal presidente dei supermercati siciliani del gruppo Sisa

30 ottobre 2006

Venerdì scorso, il Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) della Guardia di Finanza di Palermo, eseguendo un decreto d'urgenza emesso dalla Dda del capoluogo siciliano, ha sequestrato 450 mila euro a Paolo Sgroi, palermitano, presidente del consiglio di amministrazione della SISA Sicilia, sede siciliana dell'azienda alimentare che ha filiali in tutto il territorio nazionale. Sgroi è stato indagato per riciclaggio.
Secondo i magistrati l'uomo avrebbe investito il denaro di boss come Bernardo Provenzano e Vito Roberto Palazzolo, latitante in Sudafrica, recentemente condannato per mafia. Sull'indagine la Guardia di Finanza mantiene uno stretto riserbo.

Il sospetto che gli investigatori stessero indagando sui suoi rapporti con capimafia del calibro di Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, boss ricercato da oltre 20 anni, Sgroi l'ha avuto leggendo i giornali.
La pubblicazione di un ''pizzino'' in cui i padrini parlavano degli interessi delle cosche sulla grande distribuzione l'ha messo in allarme. Così l'imprenditore ha deciso di correre al riparo, ha infilato in un sacchetto 450mila euro in contanti, è salito su un aereo ed è volato a Milano dove ha consegnato il denaro a un cittadino polacco che avrebbe dovuto mettere la somma al sicuro. Sgroi, però, non sapeva di essere intercettato. A Milano ha trovato ad attenderlo la Finanza che gli ha sequestrato i soldi.

Sul decreto emesso dalla procura dovrà ora pronunciarsi, in sede di convalida, il gip Silvana Saguto. Ma l'inchiesta condotta dal pm della Dda Nico Gozzo non riguarda solo il riciclaggio. C'è il sospetto che l'imprenditore abbia potuto contare sull'aiuto di funzionari compiacenti all'aeroporto di Palermo che avrebbero chiuso un occhio consentendogli di viaggiare indisturbato col denaro.
Dei rapporti tra Sgroi e i boss ha parlato anche il pentito Nino Giuffrè che ha raccontato di interessi comuni tra l'imprenditore palermitano e Palazzolo. Infine in un'intercettazione telefonica, depositata al processo al boss latitante in Sudafrica, emergerebbe l'interesse di Provenzano sulla Sisa. [La Sicilia]

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30 ottobre 2006

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