Il disastro dell'Atr 72: l'inchiesta si allarga

Nuovi indagati nell'inchiesta sull'incidente aereo avvenuto il 6 agosto scorso al largo di Palermo

03 settembre 2005

La ricerca della verità sulle cause della tragedia dell'Atr 72 della compagnia aerea tunisina Tuninter, ammarato al largo delle coste palermitane il 6 agosto scorso, e dove hanno perso la vita 16 persone, continua a raccogliere importanti elementi che fanno sperare in una breve risoluzione dell'inchiesta, portata avanti dalla Procura di Palermo e da quella di Bari.
Nuovi accertamenti sono stati disposti dal pm di Palermo, Marzia Sabella. L'indagine si sta infatti aprendo a ventaglio con l'emissione di altri avvisi di garanzia, dopo quelli nei confronti del pilota e il copilota dell'aereo, di altre due persone di Bari responsabili del rifornimento del carburante all'aeroporto e del direttore tecnico dell'Avio Spa, l'azienda che ha effettuato la manutenzione straordinaria ai motori dell'Atr.

L'inchiesta per ''disastro plurimo colposo'' e ''omicidio colposo'' si sta dunque allargando. Altre indagini, per esempio, riguardano il personale della torre di controllo di Roma che ha effettuato le ultime comunicazioni con il comandante dell'aereo. Accertamenti che devono essere compiuti prima dell'apertura delle due scatole nere, ripescate questa settimana dalla nave cipriota Edt Ares e dalla nave idrografica della marina militare ''Magnaghi''.
L'ultimo avviso di garanzia emesso riguarda Mario De Giorgi, 50 anni, responsabile all'epoca in cui l'Atr 72 ha effettuato la manutenzione straordinaria ai motori, di Fiat Avio, successivamente diventata Avio SpA. L'iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta ''a garanzia'' del tecnico ed è stata fatta prima dell'apertura delle scatole nere, in modo da far partecipare i difensori di De Giorgi all'esame dei periti nominati dalla procura.

Secondo una delle ipotesi avanzate, il disastro aereo sarebbe stato causato dal blocco di uno dei due motori. Il nome di De Giorgi si aggiunge nel registro degli indagati a quelli di Alì Kebaier, il copilota dell'aereo, il pilota, Chafik Garbi, il titolare del deposito Eni di carburante dell'aeroporto di Bari Palese, Ettore Fumagalli, e l'autista dell'autobotte che ha rifornito l'aereo, Alessandro Perfetto.
Sia il comandante che il copilota, mentre erano ricoverati nell'ospedale Civico di Palermo, in alcune brevi dichiarazioni avevano sostenuto di avere compiuto regolarmente tutte le procedure previste dai protocolli di sicurezza e avevano escluso con decisione l'ipotesi di un errore umano. Secondo il procuratore di Palermo, Pietro Grasso, le iscrizioni servono ''a salvaguardare'' persone che potrebbero essere coinvolte nell'indagine sul disastro, ''in modo da permettere a tutti gli eventuali responsabili di difendersi''.

Intanto, si è scoperto, dall'esame della documentazione, anche fotografica, in possesso dei difensori degli indagati, che l'Atr 72 non si sarebbe spezzato in tre tronconi al momento dell'ammaraggio, come sempre fin qui sostenuto, ma era ancora integro anche dopo l'impatto con l'acqua e si sarebbe spezzato solo successivamente.
Tale prova è dimostrazione da una foto che è stata diffusa dagli avvocati Davide Romano e Nicola Persico per conto del segretario nazionale della Uiltrasporti piloti, costituitasi parte civile, Marco Veneziani.
Nella foto si vede l'Atr intero ripreso da dietro, e intorno numerosi rottami. L' immagine, concessa gratuitamente all'Agenzia Ansa, è stata scattata a bordo di uno dei primi velivoli dei soccorritori giunti nel tratto di mare dove il volo Bari-Djerba, con a bordo 39 persone, aveva tentato un ammaraggio di fortuna dopo lo spegnimento dei due motori per cause in corso di accertamento.
Gli avvocati sostengono che l'Atr 72, dopo l'ammaraggio ''presentava estremi di integrità che farebbero cadere l'ipotesi che lo stesso si sarebbe spezzato in tre tronconi nell'immediatezza dell'impatto con l'acqua''.

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03 settembre 2005

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