Il presidente della Camera, Casini, a Palermo per ricordare il sacrificio di Borsellino

''Tutti insieme dobbiamo contrastare la mafia senza veleni e strumentalizzazioni''

19 luglio 2003
«La magistratura italiana è un presidio insostituibile di garanzia democratica», dice il presidente della Camera Pierferdinando Casini chiudendo l’incontro di ieri pomeriggio al centro Borsellino. Casini sale sul palco e ringrazia i bambini che hanno cantato e ballato («il loro entusiasmo è un richiamo alle nostre responsabilità») e il presidente della Regione Cuffaro «che mi ha invitato dandomi la possibilità di vedere questa realtà straordinaria».

Un pensiero alla moglie di Borsellino («è proprio vero che accanto ai grandi uomini ci sono grandi donne») prima di lanciarsi in un ricordo commosso e affettuoso del magistrato e degli uomini della scorta («oscuri e preziosi servitori dello Stato», si chiamavano Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina) uccisi in via D’Amelio. «Borsellino era consapevole che nel contesto in cui lavorava c’era il rischio che la dignità umana venisse cancellata, annullata, ma ha sempre continuato a lavorare con serietà e rigore».

Parole affettuose per la Sicilia, «di cui seguo passo passo il cammino e lo sviluppo. I siciliani stanno mettendo in campo le loro risorse migliori, si vedono concreti segnali di speranza e di riscatto. Anche le imprese economiche stanno cercando di recuperare il terreno perduto». I siciliani — una parola che ripete spesso durante il suo discorso — «sono oggi consapevoli che il progresso e il futuro passa dalle loro mani».
Non è più tempo, aggiunge il presidente della Camera, «di facili scorciatoie», concetto rivolto soprattutto ai giovani «che sono i primi a subire le conseguenze del ritardo economico in quanto esposti alle lusinghe della criminalità organizzata». «Non so se il sogno diventerà realtà — chiude —, ma tutti insieme dobbiamo seguire la strada che Borsellino ci ha indicato: lottare contro la mafia senza veleni e senza strumentalizzazioni». Infine il ringraziamento «a Lo Porto, Musotto, Vizzini e tutta l’assemblea siciliana che ha grandi tradizioni».

Cuffaro è in prima fila («la mafia si batte anche creando posti di lavoro») e alla fine della serata viene contestato da un gruppo di studenti aderenti alla Sinistra giovanile e all’Udu (Unione degli Universitari) che erano pronti a esporre uno striscione — «Cuffaro, ma con quale coraggio?», in riferimento al recente avviso di garanzia ricevuto dal presidente della Regione — preventivamente sequestrato dagli uomini della Digos.
Il procuratore Piero Grasso non c’è e giustifica la sua assenza con «problemi familiari», mentre il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio fa arrivare una lettera in cui si legge che «questa commemorazione, ancora una volta, avrà un significato importante per il Paese» e che «bisogna puntare sui giovani».

Parlando a Taranto, il presidente della commissione antimafia Roberto Centaro dice che non bisogna «attaccare coloro che fanno antimafia perché non bisogna fare dei bersagli in questa materia, né bisogna instillare veleni all’interno degli uffici giudiziari. La lotta alla mafia deve essere patrimonio di tutti e non può essere colorata politicamente».
Nel ricordo di Gianni Tinebra, ex procuratore a Caltanissetta e oggi direttore del Dap, c’è l’amicizia per l’uomo e l’ammirazione «per il magistrato attento e rigoroso, esempio per colleghi e cittadini». 

di Francesco Massaro, Giornale di Sicilia

 

Gli appuntamenti di oggi a Palermo per commemorare il giudice Paolo Borsellino

8,30. Deposizione di una corona di fiori nell’atrio della questura.
9,00. Il presidente della Provincia Francesco Musotto e il presidente del Consiglio provinciale Maurizio Gambino depongono una corona di fiori in via D’Amelio.
9,00. A Casa Professa messa in ricordo dei caduti organizzata dalla Questura
10,00. Il presidente della commissione Antimafia Roberto Centaro depone una corona di fiori in via D’Amelio.
12,30. Ancora in via D’Amelio il questore Francesco Cirillo deporrà una corona di fiori.
16,30. Commemorazione di Paolo Borsellino e degli agenti a cura dell’associazione Libera in via D’Amelio.
17,30. Ancora in via D’Amelio lettura di brani di Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto e uno spettacolo di danza.
18,00. In via D’Amelio dibattito organizzato dall’associazione Libera dal titolo ''Stragi anni 90: fu solo mafia?''
19,00. Parrocchia Sant’Ernesto: liturgia eucaristica con il coro e l’orchestra del centro Paolo Borsellino.
20,30. Palazzo Steri: presentazione del libro ''Giustizia e verità, gli scritti inediti del giudice Paolo Borsellino''.
20,30. Parte da piazza Vittorio Veneto la fiaccolata organizzata da Azione giovani.

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19 luglio 2003

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