La marijuana ha bisogno di acqua: un paese rimane a secco

E' successo a Grisì, una frazione di Monreale

31 agosto 2001

In Sicilia, terra di siccità, quella che in altre regioni è un'esigenza da soddisfare diventa un problema da risolvere: la sete.

E non solo quella delle persone, ma anche quella delle povere piante di orti e frutteti.

Ma in Sicilia non si coltivano soltanto pesche e zucchine, ma anche l' "erba".

E anche la marijuana, come tutte le piante, ha bisogno d'acqua…

Così chi "cura" le piantagioni di "erba" della zona di Partinico si è subito dato da fare.

E così si è scoperto che l'acqua sottratta attraverso gli allacciamenti abusivi scoperti lungo la condotta idrica di Grisì, frazione di Monreale, è destinata a irrigare i campi di marijuana di Partinico.

Il dato è emerso nel corso di una riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto per affrontare il problema dell'emergenza idrica che ormai da parecchi giorni affligge Grisì (una frazione di Monreale).

I tecnici hanno rilevato che la pressione dell'acqua che scorre lungo la rete idrica diminuisce visibilmente in prossimità delle campagne di Partinico, da ciò si è dedotto che vada poi ad irrigare i campi di marijuana della zona.

Il sindaco di Monreale ha chiesto quindi l'intervento dell'Eas, l'ente acquedotti, perché individui con precisione dove sono localizzate le prese abusive.

Nel frattempo carabinieri e vigili urbani continuano a controllare la zona circostante la rete idrica per evitare il ripetersi di manomissioni e le autobotti, grazie all'intervento della Provincia, continuano ad approvvigionare d'acqua gli abitanti di Grisì che per colpa della marijuana sono rimasti a secco.

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31 agosto 2001

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