La rivoluzione delle superiori

Via il latino dallo scientifico, dal classico scompaiono geografia e chimica

11 dicembre 2001
Rivoluzione nella scuola.
Nei licei italiani le materie passeranno da 14 a 8. Nei licei classici, in particolare, spariranno chimica, geografia astronomica e matematica.

Nei licei scientifici sarà abolito il latino.
E arriveranno soprattutto molte materie nuove: al classico si studieranno l'economia e le scienze sociali, allo scientifico l'informatica e le nuove tecnologie, sarà potenziato lo studio delle materie scientifiche e soprattutto l'utilizzo dei laboratori.

L'asse formativo del classico resterà umanistico e - dicono al Ministero dell'Istruzione - di fatto sarà potenziato perché si inizierà a studiare filosofia e storia dell'arte sin dal primo anno e non dal terzo come ora. L'asse formativo dello scientifico ruoterà invece attorno a matematica, fisica e informatica.

Negli istituti commerciali i pilastri saranno il diritto e l'economia, e per diventare ragionieri gli studenti faranno molti stage nelle aziende. Le lingue straniere passeranno per tutte le scuole da una a due, la prima sarà obbligatoria e sarà senz'altro l'inglese, la seconda sarà decisa autonomamente dalle singole scuole. Addio anche all'educazione fisica ovunque alle superiori.

Questo il succo della rivoluzione che il ministro Moratti sta elaborando insieme al gruppo di lavoro di Giuseppe Bertagna.
Sarà la più importante innovazione dalla riforma Gentile a oggi, sostengono al ministero, una spallata ad una scuola vetero-umanistica sopravvissuta fino ai giorni nostri e ormai incapace di offrire agli studenti qualcosa di spendibile nel mercato del lavoro e delle conoscenze. Le ore di insegnamento passeranno dalle attuali 1300 all'anno a 900, saranno tutte obbligatorie e resteranno comunque superiori alla media europea che è di 836. Il che vuol dire che, settimanalmente, si passerà dalle attuali 39 ore di lezione a 25, più 10 di offerta aggiuntiva a disposizione delle scuole.

Cambieranno anche i programmi, che saranno ridotti e che non avranno più una informazione storicistica. Gli insegnanti dovranno limitarsi a fissare degli obiettivi formativi non più rigidamente stabiliti dal Ministero e fare in modo che gli studenti arrivino a saper fare delle cose. Punto e basta. Addio ingolfamento dei curriculum e addio anche alla bignamizzazione degli studi, risposta necessaria - dicono all'Istruzione - alla nebulosa delle materie e dei programmi attuali.

Addio anche alle ripetizioni dei programmi, per cui gli egiziani e gli assiro-babilonesi si studieranno una volta sola e non tre volte come avviene attualmente. La rivoluzione della Moratti attribuisce infatti un ruolo estremamente importante all'autonomia degli Istituti, per cui quelle materie (per esempio la matermatica ai classici o il latino agli scientifici) uscite dai piani di studio potranno essere recuperate eventualmente nelle 10 ore supplementari, che affiancheranno le 25 del modulo base e che faranno parte dei Piani di offerta formativa da concordare con le famiglie e con gli enti locali, in modo da rendere le materie studiate aderenti alle esigenze del territorio e delle famiglie.

Le scuole italiane infatti si faranno concorrenza tra loro come delle aziende, dovranno cercare di rendere il più attraente possibile il proprio Piano di offerta formativa con delle vere e proprie operazioni di marketing. Questa rivoluzione coinvolgerà naturalmente anche i docenti, i quali temono una riduzione del numero di cattedre. Al Ministero confermano che una riduzione del numero di cattedre ci sarà e tra 10 anni gli insegnanti italiani saranno 600 mila ovvero circa 200 mila in meno.

Si agirà attraverso una riduzione del turn-over, e a rimetterci probabilmente saranno i precari che troveranno un posto al sole con qualche anno di ritardo. Al Ministero garantiscono che sarà un'operazione indolore. Per i docenti assunti quest'anno, circa 60 mila la Moratti ha in serbo una importante novità che riguarda la loro formazione e  che per ora resta top secret.

Oggi (11 dicembre) sarà diramata un'ordinanza ministeriale e se ne saprà qualcosa. Per i sindacati però questa rivoluzione dovrà passare anche il loro esame. "Il lavoro del gruppo coordinato dal professor Bertagna non è il piano del Governo" sottolinea Massimo Di Menna segretario della Uil Scuola. "Questa rivoluzione delle materie dovrà essere sottoposta al vaglio dei sindacati e il Ministro Moratti ci ha garantito che, come nel caso della Finanziaria, il Governo procederà alla riforma solo dopo il confronto con le organizzazioni sindacali".

ECCO LE MATERIE CHE SI STUDIERANNO NEI LICEI

Liceo classico: Italiano, Latino, Greco, Storia, Filosofia, Storia dell'Arte Inglese e un altra lingua straniera facoltativa.

Liceo Scientifico: Italiano, Storia, Filosofia, Matematica, Fisica, Scienze naturali, Chimica, Informatica, Inglese più un'altra lingua straniera facoltativa.

Fonte: ilnuovo.it

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

11 dicembre 2001

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia