Le feste a Lampedusa...

Nelle isole Pelagie dal giorno di Natale sono sbarcate oltre 2mila immigrati

29 dicembre 2008

Non si ferma l'ondata di sbarchi di immigrati clandestini a Lampedusa iniziata il giorno di Natale.
Un nuovo barcone con a bordo almeno 150 clandestini è stato avvistato dalla Guardia costiera a circa un'ottantina di miglia da Lampedusa. L'imbarcazione è stata individuata stamane dopo che uno dei passeggeri ha telefonato a un parente in Italia con satellitare. La barca sta procedendo lentamente sia per il sovraccarico che per il peggioramento delle condizioni del mare a forza 3-4.
Ieri sera, poco dopo le 21, sulla vicina piccola isola di Linosa sono arrivati 331 extracomunitari, di cui 171 già trasferiti a Lampedusa. Secondo le testimonianze il barcone in legno di circa 25 metri è andato a schiantarsi sugli scogli a punta Faraglioni. Alcuni migranti si sono gettati in acqua, ma sono stati recuperati.

Nelle isole Pelagie dal giorno di Natale sono sbarcate oltre 2mila persone.
Il Centro di prima accoglienza dell'isola, dove gli operatori lavorano senza sosta per dare i primi aiuti agli extracomunitari, è già al collasso da diversi giorni, con 1560 persone: il doppio della sua capienza massima. Ieri mattina sono stati disposti ed effettuati i primi 540 trasferimenti nei centri attrezzati di Brindisi e Crotone e Pian del Lago, a Caltanissetta.

Scoppia la polemica politica - La preoccupante situazione che in questi giorni ha particolarmente gravato su Lampedusa, ha indotto il ministro dell'Interno Roberto Maroni a telefonare nei giorni scorsi al collega degli Esteri Franco Frattini chiedendogli di "intervenire ufficialmente nei confronti delle autorità libiche in relazione all'ondata di sbarchi che si sono susseguiti negli ultimi giorni a Lampedusa". Della telefonata è stato informato anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Frattini, ha poi informato la Farnesina, "ha chiesto alle autorità libiche di intensificare le operazioni di controllo, prevenzione e dissuasione nei confronti delle imbarcazioni di clandestini che partono dalla Libia. In questo senso il ministro degli Esteri ha anche rinnovato un forte appello a Tripoli affinché cooperi attivamente e proficuamente su questo delicato fenomeno con le competenti autorità italiane. Specifiche istruzioni sono state anche impartite dal ministro Frattini all'Ambasciatore italiano a Tripoli, affinchè si faccia interprete personalmente presso le Autorità libiche di questa sentita esigenza di collaborazione fra i due Paesi e delle forti preoccupazioni italiane". Fonti della Farnesina hanno inoltre riferito di primi, positivi riscontri pervenuti dalle autorità di Tripoli, tramite l'ambasciatore libico a Roma, che si sono dette disponibili ad avviare, a partire dall'inizio del mese di gennaio, i primi pattugliamenti congiunti delle coste libiche, come previsto dall'accordo bilaterale del dicembre 2007, al fine di contrastare questo nuovo ed intenso flusso di immigrati che tentano di entrare illegalmente in Italia.


[Foto di Franco Assenza]

Parole forti sono arrivate dal leghista, Mario Borghezio: "Gli sbarchi dei poveri disgraziati a Lampedusa hanno un regista non poi tanto occulto. Il colonnello Gheddafi, ex finanziatore del terrorismo internazionale, ha una storia politica e personale che lo rende totalmente inaffidabile. Come avevo facilmente previsto - ha spiegato l'esponente del Carroccio - si sta comportando con il nostro paese come il peggiore dei ricattatori: sarebbe ora di trarne le debite conseguenze".
E se non sono pochi gli esponenti del Pdl ad accusare la Libia di non rispettare gli accordi stretti con l'Italia, il ministro della Difesa, Ignazio La Russo, in un intevista al Corriere della Sera ha detto che: "La linea dura con la Libia non serve a niente". Il ministro La Russa ha invitato tutti i suoi colleghi ad "avere pazienza", perché si dice sicuro che "Gheddafi rispetterà gli accordi: solo che i suoi sono tempi libici, un po' levantini".
La Russa ha ricordato che l'Italia per prima "è in difetto", visto che il Parlamento non ha ancora reso definitivo l'accordo bilaterale siglato lo scorso agosto con Gheddafi, con il quale, ha aggiunto, "è necessario imbastire una trattativa lenta, continua". In ogni caso, il titolare della Difesa è certo che "tutto andrà bene appena il Parlamento avrà fatto il suo lavoro". Certo, "si può capire che qualcuno sia deluso", perché si aspettava "risultati immediati - ha infine concluso La Russa -. Io non dispero, perché credo che questa sia una fase transitoria. E l'Italia per parte sua, deve cercare di entrare nella mentalità libica per capire gli episodi di questi giorni".

Dall'opposizione la polemica non è contro la Libia ma contro l'operato del governo italiano. Marco Minniti, ministro ombra degli Interni del Pd ha detto: "Quanto sta avvenendo in questi giorni a Lampedusa è la testimonianza più chiara ed evidente di come la strategia 'della faccia feroce' del governo sull'immigrazione clandestina sia miseramente fallita. Dopo otto mesi di proclami ed annunci gli sbarchi, e siamo in pieno inverno, non si arrestano. Il trend del 2006 e 2007 che aveva visto una progressiva e significativa diminuzione degli sbarchi è clamorosamente rovesciato. Siamo a più del doppio degli sbarchi rispetto all'anno precedente e ci si avvia verso la fine dell'anno a cifre assolutamente senza precedenti. Il rimpallo di responsabilità tra ministri e le imbarazzate proteste costituiscono, altresì, un clamoroso autogol. Un governo che firma un onerosissimo trattato bilaterale che autodefinisce come storico e poi ne denuncia il mancato rispetto confessa, insieme, la sua impotenza e la sua poca credibilità. Mai come in questo caso si può dire che la macchina della propaganda si è scontrata con la dura realtà dei fatti".

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it, Repubblica.it, Corriere.it]

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29 dicembre 2008

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