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Millennio di barbarie

Continua la scellerata efferatezza di Al Qaeda, continuano gli attacchi Usa mirati, ma che uccidono i civili

23 giugno 2004

Il 2004, il culmine dell'uomo contemporaneo? L'inizio di una rovinosa caduta verso un era di lupi e barbarie? Ecco il nuovo millennio, il tempo della guerra fra i popoli, il tempo in cui l'imposizione della morte è l'unica regola. Ecco il 2004, anno di invasioni barbariche fatte con aerei super tecnologici e uomini che vengono quotidianamente sgozzati.
Ecco il 2004, l'anno della tortura impunita, della guerra preventiva, del terrore internazionale che minaccia e attua le sue minacce, l'anno in cui l'orgoglio, l'arroganza, l'assurda sete di potere sta mietendo vittime peggio che un olocausto.
Ecco cosa avviene ogni giorno nel 2004, l'anno dello scontro tra oriente e occidente.

Kim Sun Il aveva  33 anni. Era un cultore della lingua araba. Fervido cristiano, alternava il suo lavoro di interprete in Iraq con un'opera di evangelizzazione. In Iraq come interprete c'era stato già nel 2003 e come interprete lavorava  presso la Gana General Trading, una società sudcoreana con 12 impiegati che fornisce viveri e altri prodotti di prima necessità alle forze americane.
Kim Sun Il era nato nel 1970 a Pusan, città portuale merdionale della Corea del Sud. Si era laureato in lingua araba presso la migliore scuola di lingue del suo paese, la Hankuk University of Foreign Studies nel febbraio 2003.
Sapeva parlare anche l'inglese e aveva studiato teologia nella sua città.
In Iraq era ritornato poche settimane fa. Contava di tornare a casa il mese prossimo per il settantesimo compleanno del padre.
Giovedì 17 giugno Kim Sun è stato rapito dagli uomini della Jamaat al-Tawhid wal Jihad, gruppo che fa capo ad Abu Masab al-Zarqawi, considerato uomo di Bin Laden in Iraq.
Il giorno dopo tutto il mondo lo ha visto prostrato in ginocchio ai piedi dei suoi sequestratori. Piangeva e supplicava: "Soldati sudcoreani, andate via. Non voglio morire. La vostra missione è importante ma anche la mia vita è importante. Voglio vivere, non voglio morire".

Per il suo rilascio, il gruppo di al Zarqawi aveva chiesto alla Corea del Sud di ritirare il suo contingente di 660 militari, acquartierato nel sud del paese, a trenta chilometri da Nassiriya e solo 24 ore di tempo.
La risposta del governo di Seul a questo ricatto e arrivata subitanea e netta: "Resteremo in Iraq e invieremo ad agosto altri 3000 uomini. Saranno destinati ad Erbil, nella zona curda del paese".

Kim Sun Il ieri, dopo una proroga di un intero giorno, è stato sgozzato. "Vi abbiamo avvertito. Ora avete il risultato di quello che non avete fatto". Queste le parole dei sequestratori nel video, prima dell'esecuzione. "Cessate le vostre bugie, la vostra presenza non è per gli iracheni ma per la maledetta America", proclama un uomo con il volto coperto in piedi dietro l'ostaggio.
La notizia è stata data dall'emittente satellitare del Qatar, Al Jazeera, che ha ricevuto una videocassetta che documenta l'esecuzione e ne ha trasmesso la parte iniziale. Il governo di Seul ha quindi confermato l'esecuzione, spiegando che il cadavere dell'uomo è stato ritrovato da militari statunitensi. Il cadavere di Kim Sun era carico di esplosivo e avrebbe potuto rappresentare una trappola mortale per i soldati americani che lo hanno recuperato. Insieme al corpo decapitato di Kim Sun Il, hanno aggiunto le fonti militari americane, è stata trovata anche la testa dell'uomo.
La Corea poi ha annunciato che il dispiegamento delle sue truppe in Iraq procederà nonostante l'uccisione dell'ostaggio. Nel contempo, tutti i civili sudcoreani presenti nel Paese, ad eccezione del personale essenziale, saranno evacuati.

Poco dopo la barbarie della nuova decapitazione, le Forze armate americane hanno lanciato un attacco aereo - che ha causato quattro morti - contro Falluja, la città dove Kim Sun Il era stato rapito. Secondo il generale Mark Kimmitt, vicecomandante delle operazioni del contingente Usa, il raid aveva come obiettivo - ed ha distrutto - un covo della rete di Abu Musab al Zarqawi, considerato il capo di Al Qaida in Iraq.
Testimoni e fonti ospedaliere hanno detto invece che nel bombardamento è stato colpito un garage e che le vittime sono quattro civili, mentre almeno sei persone sono rimaste ferite.

Intanto, mentre le minacce dei terroristi di Al Qaeda aumentano nei confronti dei militari italiani, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che consente la proroga della missione italiana in Iraq. Il decreto assicura la presenza italiana fino al 31 dicembre 2004.
Secondo varie intelligence occidentali, prima fra tutte quella inglese, 300 guerriglieri ceceni, legati ad Al Qaeda e addestrati in un campo di Bin Laden in Afghanistan, hanno già raggiunto l'Iraq. Avrebbero trovato ospitalità tra i miliziani di Suq Al Shuiuhk, uno dei villaggi più turbolenti dell'intera provincia di Dhi Qar, e sarebbero pronti a compiere un'azione eclatante contro gli "invasori" italiani, a pochi giorni dal passaggio di consegne tra l'Autorità provvisoria della coalizione ed il governo ad interim iracheno.

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23 giugno 2004
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