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Nelle spiagge d'Italia... sapore di sale... sentore di ''pizzo'' anche su sdraio e ombrelloni

Per un ''estate tranquilla'' il racket arriva a chiedere agli esercenti fino a 10 mila euro

04 giugno 2005

Sdraio, lettini e ombrelloni sono la ''nuova frontiera'' della criminalità organizzata. Per una ''estate tranquilla'' il racket arriva a chiedere agli esercenti anche 10 mila euro.
A fornire il dato a Italy Global Nation (Ign), il portale d'informazione del gruppo Adnkronos, è Lino Busà, responsabile di ''Sos Impresa'', l'organizzazione della Confesercenti che dal 1991 raccoglie le denunce degli imprenditori che si oppongono al racket e alla criminalità organizzata.

''Diecimila euro - precisa Busà - equivalgono alla protezione per i quattro mesi estivi. Ma la cifra può anche essere maggiore, perché il tariffario viene deciso in base a veri e propri ''studi di settore'' che tengono conto del giro di affari, della località, e così via''.
''Il fenomeno - aggiunge Busà, che è anche presidente della Federazione delle associazioni antiracket (Fia) - , è localizzato prevalentemente nelle quattro regioni meridionali con il maggior tasso di criminalità organizzata: Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Ma in questi ultimi anni sembra essersi esteso anche ad altre zone, quali il Lazio e la costiera adriatica, dove ha fatto la propria comparsa la mafia russa''.
Negli ultimi anni, inoltre, il ''pizzo'' è diventato più salato: ''Le organizzazioni che controllano il racket - spiega Busà - si sono adeguate all'euro: così le 100 mila lire di prima adesso sono diventate 100 euro. Una tassa che ovviamente si ripercuote anche sui prezzi finali al cliente, che alla fine è la vera vittima dell'estorsione''.

La geografia del pizzo da spiaggiaPlaya di Catania
''Noti e ormai acclarati da indagini giudiziarie - racconta Busà - i fatti relativi alla Playa di Catania, dove tutte le imprese balneari sono sottoposte a pizzo; stesso discorso per le imprese di Mondello, in provincia di Palermo; la malavita è attiva anche sul litorale della Campania, da Caserta ad Agropoli, mentre in Puglia, dopo gli arresti dell'Operazione Primavera, si ha notizia di una ripresa di illeciti tra Brindisi e Lecce, e nella zona del Gargano e di Manfredonia''.
Per quanto riguarda il litorale romano, ''nel corso di indagini recenti, sono emerse rivendicazioni di pizzo''.
E più a Nord? ''Nel caso dell'Emilia Romagna - prosegue Busà - ci sono dati certi sulla presenza di investimenti della mafia russa, mentre risultano sospette una serie di acquisizioni di locali commerciali a Piombino e sull'Isola d'Elba''. ''Si tratta di persone - spiega - che hanno molti contatti e molta liquidità, ma ancora non è noto di chi possa trattarsi. I colleghi della Confesercenti del Tirreno, però, stanno raccogliendo informazioni''.

MondelloSe in questa stagione il racket punta sul business del mare, non dimentica però le sue tradizionali attività. Così anche in città negozi e supermercati continuano a sborsare quattrini per non avere noie: ''Si va dai 100-150 euro fino ai 1000 per negozi con vetrine in centro, per arrivare ai 1500 per i supermercati'', afferma Busà, il quale sottolinea che in questo momento ''c'è una ripresa della pressione estorsiva, ma anche una maggiore attenzione nei confronti dei fenomeni malavitosi''. ''Nei momenti di crisi - conclude Busà -, certe situazioni diventano insopportabili, e quindi la denuncia in qualche modo è facilitata, o meglio aumentano i moti di ribellione''.

Fonte: La Sicilia

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04 giugno 2005
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