Nuovi spiragli sul fronte israelo-palestinese mentre Al Qaida offre il suo appoggio ai mujaheddin Hamas

26 giugno 2007

Il braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam, ha diffuso ieri un messaggio audio attribuito al caporale israeliano Gilad Shalit, rapito un anno fa nella Striscia di Gaza. La registrazione è stata divulgata poco prima del vertice a quattro di Sharm el Sheikh sulla crisi palestinese, cui hanno partecipato il presidente egiziano Hosni Mubarak, re Abdallah II di Giordania, il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen.
''Mi dispiace che il governo israeliano non abbia mostrato maggiore interesse - dice Shalit in ebraico - dovrebbero accogliere le richieste dei miei rapitori in modo che io possa essere rilasciato''. ''Ho bisogno di cure'' dice ancora il giovane soldato, ''dopo un anno di prigione, la mia salute si è deteriorata ed ho bisogno di lunghe cure in ospedale''.
''Madre, fratello, sorelle, fratelli e amici miei nell'esercito israeliano, vi invio i miei saluti dalla cella, mi mancate''
, si legge poi in un testo in arabo sul sito internet del gruppo.
E' il primo messaggio diretto del caporale, sequestrato il 25 giugno 2006 a Gaza da gruppi armati palestinesi tra cui Hamas.

Notizia che è arrivata anche in Egitto, durante quello che è stato il primo faccia a faccia tra Abu Mazen e Olmert dopo la violenta conquista della Striscia di Gaza da parte delle milizie di Hamas.
Incontro nel quale il premier israeliano Olmert  ha annunciato  impegni concreti, come la liberazione di 250 detenuti palestinesi membri della formazione integralista Fatah ''purché non siano colpevoli di omicidio e s'impegnino a non essere più coinvolti in fatti di terrorismo'', e lo scongelamento ''in linea di principio'' di 600 milioni di dollari di fondi palestinesi.
''Un segno di buon volontà e di apertura'' ha detto Olmert. In effetti le due decisioni hanno un sapore e un significato che forse va anche oltre la semplice buona volontà, soprattutto rispetto alle previsioni assai scettiche della vigilia per cui questo vertice avrebbe registrato solo un nulla di fatto.
Gli osservatori erano scettici sul fatto che l'incontro potesse servire realmente a rafforzare Abu Mazen. Il leader palestinese chiedeva la revoca dell'embargo, imposto dall'occidente dopo la vittoria del movimento islamico nelle elezioni legislative palestinesi di sedici mesi fa e ''atti concreti'' per fare avanzare il processo di pace, in stallo dal 2000. L'atto ''concreto'' è arrivato con l'annuncio della liberazione dei detenuti palestinesi. E lo scongelamento dei fondi palestinesi.

Uno ''scambio di messaggi'' c'è stato anche tra Hamas e il vice di Osama bin Laden e numero due di Al Qaida, Ayman al Zawahri, che su Internet oggi ha manifestato il suo appoggio nei confronti del movimento palestinese fino a qualche settimana fa a capo del governo, ''malgrado tutti gli errori della dirigenza''. Zawahri, che a febbraio in occasione dell'accordo per un governo di unità nazionale con Fatah aveva condannato Hamas come ''traditore'', ha chiesto ai dirigenti del movimento di correggere la linea politica.
Il numero due di Al Qaida ha atteso l'apertura del summit per invocare la mobilitazione in favore di Hamas e consigliare il movimento palestinese. Hamas si è ben guardata dall'accettare un abbraccio che potrebbe essere mortale. Condoleezza Rice li ha subito bacchettati: ''Gli estremisti si legano agli estremisti''. Per il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ''il movimento ha il suo programma, a prescindere da quello che dice questo o quel gruppo''. E' chiaro che gli islamici di Gaza diffidano della Jihad globale ma ora che sono sotto tiro potrebbero incassare qualche forma di solidarietà. Ne è conscio anche Al Zawahiri che ha suggerito il percorso:
1) Adottate la legge islamica; 2) Unitevi ai mujaheddin nel mondo per far fronte all'imminente attacco di Egitto e Arabia Saudita; 3) I musulmani raccolgano armi e denaro per Hamas; 4) Facilitate i traffici di equipaggiamento militare verso Gaza; 5) Siamo pronti ad attaccare i crociati e i sionisti ovunque nel mondo.
L'ideologo, dunque, invita a fare fronte. Significativo il titolo dell'audio: ''A quaranta anni dalla caduta di Gerusalemme''. Sul finale il leader si rivolge ai beduini del Sinai, chiedendo loro di ribellarsi alle autorità egiziane. E' proprio tra i clan del deserto che i qaedisti sono riusciti a creare una colonna, responsabile di attacchi contro i turisti sul Mar Rosso. Una realtà che avrebbe solidi rapporti con componenti radicali di Gaza e avrebbe favorito traffici di armi attraverso i tunnel al confine.

L'autenticità del proclama non ha finora trovato riscontri da parte di fonti indipendenti, ma il sito tramite il quale è stato diffuso è comunemente utilizzato dai gruppi della galassia del fondamentalismo islamico, compresa l'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden.

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26 giugno 2007

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