Oggi sciopero della spesa!

Ad incrociare le braccia non saranno i lavoratori ma i consumatori contro il carovita

16 settembre 2003
Niente cappuccino e cornetto al bar, niente serata in pizzeria, rimandato anche il cinema. Ad incrociare le braccia questa volta non saranno i lavoratori, ma i consumatori che per oggi hanno proclamato un'intera giornata di sciopero della spesa per protestare contro il carovita degli ultimi mesi. Stufa delle continue stangate sui prezzi, l'Intesa dei consumatori, appoggiata anche dai sindacati ma non da tutte le altre associazioni del consumerismo, hanno deciso di dare battaglia ai rincari con la migliore arma a disposizione dei cittadini, l'astensione dai consumi. Il consiglio rivolto alle famiglie è quindi di limitare gli acquisti allo stretto indispensabile, mentre l'invito indirizzato al governo è di intervenire direttamente per porre un freno ai rincari e per ''cambiare radicalmente rotta'' alla politica economica, rilanciando i consumi e accelerando la modernizzazione dei servizi per cui si pagano ancora tariffe troppo salate (gas, acqua, luce).

L'obiettivo, spiegano i rappresentanti dell'Intesa, è quello di ''salvare il portafoglio almeno per un giorno'', ma anche di testimoniare ''la generale insofferenza'' delle famiglie per il carovita. Di dare un segnale insomma dell'insoddisfazione dei cittadini e anche del loro potere (secondo i calcoli dell'Unione nazionale consumatori in un solo giorno di sciopero il danno ai commercianti potrebbe arrivare a 300 milioni di euro). In due anni i redditi degli italiani sono stati infatti falcidiati, secondo le stime dell'Intesa, di circa 2.800 euro, tra rincari dei generi alimentari, dell'rc auto, dei servizi bancari e dei prodotti di più largo consumo.

La parola d'ordine lanciata dai consumatori per la giornata di oggi è dunque ''non comprare'': dal caffè al quotidiano, dal pranzo al capo di abbigliamento. Ma le associazioni, che hanno già organizzato manifestazioni nelle principali città italiane, consigliano anche di non effettuare operazioni in banca (i servizi bancari sono tra i principali incriminati del carovita) e di astenersi dall'acquisto di titoli azionari ''per dare una risposta alle speculazioni borsistiche che hanno danneggiato i piccoli risparmiatori''.

Allo sciopero hanno aderito i produttori agricoli (Cia e Coldiretti), i Verdi, che parteciperanno al presidio organizzato dall'Intesa davanti al Parlamento a piazza Montecitorio, e le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil, Confsal, Fabi) che accusano il governo di essere il principale responsabile dell' inflazione.

La Confesercenti giudica lo sciopero ''inutile ed ingiustificato, basato su dati non veri e continue colpevolizzazioni a carico soprattutto dei commercianti'', oltre che ''controproducente'' perchè induce ad un'ulteriore contrazione dei consumi. Esplicito anche il parere del ministro del Welfare Roberto Maroni che oggi andrà ''sicuramente'' e regolarmente a fare acquisti nei negozi.

La Cisl Sicilia fa un appello ''ai 360.000 lavoratori siciliani iscritti e a tutti i cittadini'' affinché partecipino tutti  ''allo sciopero nazionale della spesa''. A lanciarlo, il vertice regionale del sindacato di piazza Castelnuovo a Palermo, che sollecita il Governo della Regione a farsi ''parte attiva'' sull’esecutivo nazionale ''al fine della messa a puntodi una nuova e congrua politica dei redditi, a partire già dalla prossima Finanziaria''. ''Con l’avvio dell’euro, che pure abbiamo rivendicato e atteso - precisa Paolo Mezzio, segretario generale Cisl – il livello dei prezzi è lievitato oltremisura anche a causa dell’eguaglianza invalsa di fatto nelle relazioni commerciali tra un euro e le vecchie mille lire''.  ''Noi ci auguriamo – auspica Mezzio – che il governo della regione si affianchi al sindacato facendosi interprete presso il governo nazionale del malessere che la situazione ingenera nel mondo del lavoro, tra i giovani e i pensionati, e in generale tra le fasce più deboli della società''.

A Messina le associazioni dei consumatori motivano il terzo sciopero della spesa  con una chiara nota: ''Per dire basta alla rapina che da tempo si commette ai danni delle famiglie e per spingere il Governo ad intervenire perché sia bloccata la spirale degli aumenti dei prezzi''.
Ed i recenti controlli disposti dalla polizia annonaria, nei mercati e nei supermercati, hanno confermato una ingiustificata impennata che continua a gravare sulle tasche dei messinesi. L'invito delle organizzazioni a tutela del consumatore è quello di aderire alla giornata di protesta, per dare un forte segnale di malessere.

Nei giorni scorsi la segreteria messinese della ''Federconsumatori'', aveva annunciato iniziative per sollecitare i cittadini ad aderire allo sciopero. È stata diramata una vera guida sugli acquisti e le spese che possono essere evitati. Si parte con il settore della ristorazione, dove si sono registrati aumenti fino al 50%. Bisogna evitare: "di chiedere caffè, cappuccino e brioche al bar; gelati birra ed altre bevande; non andare a cena al ristorante; non acquistare scarpe e capi di abbigliamento". "I beni essenziali – prosegue la guida – potranno essere acquistati il giorno prima, così come i biglietti dell'autobus; fare il pieno se è possibile prima o dopo lo sciopero".

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16 settembre 2003

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