Per il pg di Caltanissetta dai media il marchio indelebile dell'infamia

15 gennaio 2002
"In gran parte della Sicilia la mafia ha perso quel consenso di larghi strati della popolazione che un tempo aveva.
Ciò è un fatto di straordinaria rilevanza che non pare essersi verificato altrove, e tuttavia, nonostante gli sforzi fatti nel tentativo di relegare la criminalità organizzata in un angolo, sembra che il marchio indelebile dell'infamia non possa essere definitivamente allontanato da questa Isola".

Una relazione in controtendenza quella del pg della Corte d'appello di Caltanissetta, all'apertura dell'anno giudiziario. Nessun atto d'accusa contro la politica giudiziaria del governo, semmai una stigmatizzazione della "sovraesposizione mediatica".

"Vi è da chiedersi, ha detto il pg, se l'attenzione degli organi di informazione non abbia prodotto conseguenze negative anche sugli investimenti dei grandi gruppi economici distogliendoli dalla Sicilia".
Secondo il pg, "non è con l'antimafia di maniera che si mantiene l'attenzione per la vera lotta a questa forma di criminalità".

Per il pg, che ha dedicato parte della sua relazione alla "dirompente" situazione venutasi a creare a seguito dei contrasti fra i poteri dello Stato e alla negativa incidenza delle polemiche sugli assetti del sistema giudiziario,"l'azione di contrasto contro la criminalità deve essere svolta da uffici più efficienti". 

Fonte: La Repubblica

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15 gennaio 2002

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