Prima sentenza definitiva del processo ''Talpe alla Dda''. Confermata la condanna a Salvatore Aragona

28 ottobre 2006

Ieri, venerdì 10 ottobre, la Cassazione ha confermato la sentenza del giudice dell'udienza preliminare di Palermo, Piergiorgio Morosini, che aveva condannato a sei mesi (in continuazione con una precedente condanna), con il patteggiamento e la pena sospesa, il medico Salvatore Aragona, accusato di associazione mafiosa. La decisione del gup, che risale al 2004, era stata impugnata per violazione di legge dal sostituto procuratore generale, Raimondi Cerami: il magistrato aveva ritenuto eccessivo lo sconto di pena nei confronti di Aragona, al quale il gup aveva riconosciuto l'attenuante speciale per i collaboratori di giustizia. La Suprema Corte ha invece ritenuto pienamente legittima la decisione.

Diventa così definitiva la sentenza, la prima nell'inchiesta delle cosiddette ''Talpe alla Dda'', riguardante il medico che si è autoaccusato di avere fatto da tramite, assieme all'ex assessore alla Salute del Comune di Palermo, Domenico Miceli, tra il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, e il boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro.
Nella motivazione della sentenza del gup si parla di una stretta connessione tra ambienti politico-istituzionali e settori mafiosi, interessati entrambi ad avere notizie riservate su indagini.
La sentenza potrà essere utilizzata adesso dai pm Nino Di Matteo e Gaetano Paci nel processo contro Miceli, imputato di concorso in associazione mafiosa, ormai alle battute finali, e in quello contro Cuffaro, che risponde di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio aggravati.

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28 ottobre 2006

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