Se l'area dello Stretto di Messina diventasse patrimonio dell'umanità

ci si guarderebbe dal pensare ad un'opera come il Ponte?

08 agosto 2003
Dalla società ''Stretto di Messina Spa'' arriva la notizia che entro l'anno, oltre alle gare per la scelta del general contractor, saranno avviate le procedure per la selezione, a livello internazionale, dei soggetti che realizzeranno il Sistema di monitoraggio ambientale ed il monitoraggio delle ricadute socio-economico su scala locale e nazionale.

L'attività di monitoraggio inizierà nella fase di elaborazione della progettazione definitiva, anche al fine di armonizzare efficacemente l'adozione delle innovazioni tecnologiche a minor impatto ambientale e si estenderà a tutta la fase di costruzione nonché di gestione dell'opera. Il monitoraggio sarà effettuato in modo organico ed unitario da personale con diversi livelli di professionalità nei molteplici settori di specializzazione.

Ma i toni delle polemiche fra maggioranza e opposizione all’interno dell’amministrazione comunale di Messina rimangono alti. Infatti, nonostante ci sia stata la decisione , riferita dal sindaco Buzzanca, di ritirare la delibera sul progetto preliminare dell'infrastruttura viaria, i capigruppo dell'opposizione hanno firmato, in questi giorni, e presentato in aula due ordini del giorno volti a far assumere al primo cittadino impegni pesanti e ben precisi.

Nel primo si rimprovera l’improvvisa decisione del Cipe di dare parere favorevole alla fattibilità economica dell'infrastruttura, anticipando la seduta e prima ancora che il consiglio comunale si esprimesse sul progetto preliminare.

L'altro punta ancora più in alto sperando nell'intervento dell'Unesco. I consiglieri invitano infatti il sindaco a inoltrare all'ente sovranazionale "richiesta formale perché l'area dello Stretto venga dichiarata patrimonio dell'umanità". Messina e Villa S. Giovanni dunque come i centri storici di Praga, Toledo, Firenze, come l'antica Dubrovnik o Versailles, l'Acropoli ateniese o Mont Saint-Michel e, in Sicilia, l'area archeologica di Agrigento e la Villa del Casale di Piazza Armerina.

E le ragioni "di merito" sono contenute nella dettagliata relazione allegata all'ordine del giorno per illustrare dal punto di vista scientifico-naturalistico, l'unicità dell'ecosistema-Stretto. Sul quale, sperano i consiglieri, una volta dichiarato "patrimonio dell'umanità" ci si guarderebbe bene dal pensare ad un'opera come il Ponte.

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08 agosto 2003

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