Sulle foreste del Mediterraneo che vanno in fumo

Più di 50 mila gli incendi che ogni anno inceneriscono la flora mediterranea

18 agosto 2003
Ogni anno più di 50mila incendi distruggono all'incirca 600-800 mila ettari dei paesi dell'area del mediterraneo, ovvero l'1,3-1,7% del totale delle foreste mediterranee, pari a un'area di dimensioni dell'isola di Creta o della Corsica.

Il bilancio è del Wwf, che lancia l'allarme: ''il risultato di questo drammatico intensificarsi di incendi è la ridotta capacita' dell'ecosistema del Mediterraneo di rigenerarsi. Aree di enormi proporzioni sono ormai affette da perdita di biodiversità, erosione del suolo e scarsità d'acqua che porta alla progressiva desertificazione''. Secondo l'associazione ambientalista infatti ''i cambiamenti climatici stanno provocando lunghi periodi di siccità ed eventi meteorologici estremi (alte temperature, aria molto secca, venti molto forti e improvvisi temporali, intensi ma di breve durata) che incrementano il numero degli incendi delle foreste''.

Per quanto riguarda l'Italia il Wwf ricorda che ''dal 1970 al 2000, il 12% del territorio è stato distrutto da incendi con la perdita del 19% di foreste, mentre nel 2002 ben 28.261 ettari sono andati in fumo''. La situazione non è diversa nel resto del bacino del mediterraneo: ''in Spagna in soli 10 anni è andata a fuoco una porzione di foresta pari alla Sicilia, in Turchia nel 1999 i danni provocati dagli incendi sono stati pari a 10 milioni di dollari, in Grecia nell'agosto del2000 l'isola di Samo perse l'intera pineta, unica fonte di guadagno alternativa al turismo''.

Eppure, assicura l'associazione ambientalista, qualcosa si può fare: ''In Sardegna -spiega- la sezione locale di Santa Teresa di Gallura dimostra, ogni giorno, come sia possibile con dedizione e abnegazione combattere e vincere la lotta agli incendi. Si tratta di un percorso educativo che parte dalle scuole, dove vengono insegnate le tecniche anti-incendio, e termina con il presidio e pattugliamento, anche notturno, della zona considerata a rischio''.

''L'impegno del Wwf da solo non basta -conclude l'associazione- serve l'aiuto delle istituzioni ed è per questo che il Wwf si appella al ministro dell'Interno affinché i comuni aggiornino i loro catasti e registrino le aree bruciate. Questa mancata osservanza della legge ha fatto si che la proibizione a costruire su aree bruciate non sia rispettata, dando luogo a speculazioni edilizie su larga scala''.

Fonte: Ansa Ambiente

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18 agosto 2003

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