Triste e solitario y Final per il C.S.O.A. Montagnola di Bagheria (Pa)

Istruzioni su come si infrange un sogno

29 maggio 2003

Riceviamo e pubblichiamo
la II parte del resoconto
sull'occupazione
di un edificio a Bagheria (PA)
da parte di
"Giovani Disobbedienti"


Nella Ia parte avevamo lasciato un gruppo di ragazzi di Bagheria (un grosso centro urbano del Palermitano), con l'augurio di poter ripetere o proseguire l'atto di rivendicazione giovanile che si può manifestare nell'occupazione, visto che, dall'oggi al domani, il presunto proprietario dell'edificio occupato (l'unico ereditiere, nipote del proprietario dello stabile -il fù padre Armando Trigona-, sito, appunto, in zona Montagnola) scortato dalla polizia si faceva vivo, dopo tanti anni vissuti nel profondo Nord, lavorando e coltivando il sogno di poter un giorno ritornare nella sua terra e costruire una clinica "dinonsochecosa", rivendicando a sua volta l'ereditata proprietà. Ma mostrandosi comprensivo e gentile aveva lasciato ai ragazzi quindici giorni di tempo per sgomberare, passati i quali avrebbe ''compresivo e gentile'' sporto denuncia.

Trattandosi quindi di privata proprietà, i ragazzi si sono trovati impossibilitati nell'intentare qualsiasi azione potesse interessare il posto conteso, ma avendo saggiato la possibile realizzazione di quello che sembrava un sogno in una cittadina di provincia, che nell'immaginario oramai comune, risponde allo stereotipo di paese con la mentalità clientelare e mafiosa, da educati "disobbedienti" avevano chiesto consigli e pareri al sindaco di Bagheria.

Anch'esso, dimostratosi "comprensivo e gentile", aveva ascoltato i ragazzi e, sbigottito, aveva informato gli stessi che alcun avviso di concessione edilizia, riguardante gli edifici della Montagnola era passato dalle sue mani, e che per quanto lo riguardava i ragazzi sarebbero potuti rimanere nel posto, in attesa che il comune si fosse adoperato per far pervenire loro una dettagliata lista dei beni confiscati alla mafia che avrebbero potuto occupare con maggiore tranquillità e senza incorrere a problemi di sorta. (Sottolineiamo che il colloquio con il sindaco i ragazzi lo hanno avuto prima delle avvenute elezioni. Ndr.)

Quindi, le narrate peripezie burocratiche e le battaglie legali che avevano di diritto assegnato l'eredità al presunto proprietario, erano tutte millanterie?

Sembrerebbe di si.
Ma l'inquietante, torbida storia (purtroppo tanto comune dalle nostre parti) non finisce qui.
Infatti il "comprensivo e gentile" sindaco, dopo una "tempestiva visita" ha negato qualsiasi discussione avuta con i ragazzi della Montagnola.
I ragazzi, sempre più raggirati e confusi hanno protratto le loro pacifiche intenzioni, non escludendo la possibilità di attenzionare qualche altro posto.

Purtroppo nella notte tra il 28 e 29 maggio qualcuno ha ben pensato di porre un ennesimo "Triste e solitario final" alla storia, che poteva tradursi in tragedia. Infatti un gruppo di "Soliti Ignoti" hanno incendiato i locali con tutto quello che c'era all'interno. Nel posto fortunatamente non si trovava nessuno degli occupanti, e ad andare in fumo sono stati i lavori di recupero e, tristemente, la vita di "Antrace", uno dei cani che avevano trovato rifugio nel giardino dell'edificio, che è stato prima seviziato e poi messo al rogo.            

Un messaggio chiaro, rivolto a chi ha avuto la presunzione di schierarsi contro la tenace, disfattista mentalità di una città ancora asservita al clientelismo e agli atteggiamenti mafiosi.

Disgusto, rabbia e vergogna, gli unici sentimenti che rimangono.

F.M.

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29 maggio 2003

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