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Una guerra senza fine. Ad ottobre erano più di 100mila i morti iracheni dall'inizio della guerra

Dopo l'attacco che si sta attualmente consumando a Falluja, la cifra sarà destinata a lievitare crudelmente

09 novembre 2004

Sarebbero oltre 100mila gli iracheni morti dall'inizio della guerra, e si tratta di una stima definita prudenziale.
A fare le somme delle vite umane - molte delle quali erano donne e bambini - perdute durante il conflitto sono alcuni ricercatori della John Hopkins University di Baltimora in uno studio pubblicato sulla rivista Lancet.
Secondo l'équipe di esperti americani e iracheni che ha passato in rassegna 988 famiglie in 33 zone comparando il tasso mortalità nei 14 mesi e mezzo prima della guerra e nei 17,8 mesi dopo l'inizio dell'invasione, le cifre sarebbero state calcolate per difetto.

Guidati dalla Les Roberts della Scuola di igiene pubblica dell'ateneo americano i ricercatori hanno registrato circostanze e cause delle morti violente dal gennaio del 2002. Le conclusioni dello studio evidenziano che il rischio di morte è stato stimato come 2,5 volte superiore dopo l'inizio della guerra, rispetto ai mesi che hanno preceduto il conflitto. Questa cifra è stata inoltre accresciuta in particolare dai dati raccolti a Falluja, zona di scontri Ribelli iracheni a Fallujaparticolarmente violenti tra le forze della coalizione e la guerriglia irachena. Secondo gli studiosi due terzi delle morti registrate sono avvenute proprio attorno a quella città.

C'è da sottolineare che i dati di questa ricerca sono stati resi noti ad ottobre.

A Falluja è attualmente in atto quella che gli americani hanno definito la "battaglia finale".
Tutte le vie di accesso alla città sono state chiuse dall'esercito americano, il traffico è stato bloccato. Un alto numero di soldati statunitensi è riuscito a entrare nel centro della roccaforte sunnita.
Le truppe americane stanno però (come era prevedibile) incontrando una "fiera resistenza", come le stesse fonti militari Usa hanno detto, che hanno messo in piedi una strenua lotta.

Assalto americano a FallujaNella prima conferenza stampa al Pentagono dopo due mesi di silenzio - e la prima dopo la vittoria elettorale del presidente Bush - il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha spiegato i motivi dell'attacco a Falluja. Rumsfeld ha affermato che l'offensiva lanciata per la conquista della città sunnita "richiederà tempo". Gli Usa vogliono una "vittoria decisiva" sugli insorti di Falluja, ha detto, facendo capire che non c'è più alcuno spazio per un negoziato.
"Escludo che l'operazione si fermerà prima di essere conclusa", ha affermato il segretario alla Difesa, rispondendo alla domanda se potesse ripetersi quanto avvenne in primavera, quando l'attacco a Falluja venne lanciato e poi sospeso.
Il capo del Pentagono ha anche aggiunto che le operazioni a Falluja "prenderanno del tempo" e saranno difficili.  

- "Le vittime fantasma del conflitto iracheno" da la Repubblica

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09 novembre 2004
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