Volevano uccidere il giudice della strage di Capaci come avevano fatto con Falcone: con il tritolo

Un pentito svela il piano per eliminare il capo dei gip di Caltanissetta, Ottavio Sferlazza

28 ottobre 2005

Un disegno criminale sconvolgente e con una forte componente simbolica: uccidere il giudice della strage di Capaci come avevano fatto con Falcone, con il tritolo.
Due affiliati al clan Rinzivillo di Gela (CL) sono stati arrestati dopo le confidenze di un pentito. Si tratta di Paolo Palmeri, 38 anni, titolare di un'impresa di autotrasporti con precedenti per estorsione, traffico di cocaina, eroina e marijuana, ritenuto il reggente della cosca gelese, e Salvatore Azzarello, 29 anni.
L'avrebbero fatto saltare mentre rientrava a casa in macchina. Era il capo dei gip di Caltanissetta, Ottavio Sferlazza, l'ultimo obiettivo della malavita organizzata in Sicilia.
Era stato il presidente della Corte di Assise di Caltanissetta in uno dei processi per la strage di Capaci, quella in cui ha perso la vita il giudice Falcone.
Lo avevano già minacciato e per questo viaggiava con la scorta, ma dopo le dichiarazioni del pentito le misure per proteggere Ottavio Sferlazza sono state rafforzate.

Il piano è stato sventato grazie ad un commerciante finito nelle grinfie di Cosa nostra, che negli anni ha perso tutta la sua proprietà, vittima delle estorsioni. I boss lo avevano praticamente trasformato in un 'mafioso' a loro 'servizio', e gli avevano affidato l'uccisione del giudice Sferlazza. Ma lui si è opposto e, prima di spiegare il proprio 'no' alle cosche, ha raccontato tutto alle forze dell'ordine per paura di essere ucciso.
Nei giorni scorsi, l'ex commerciante si è quindi presentato agli investigatori, raccontando per filo e per segno il progetto di morte per il giudice con tanto di tritolo. L'esplosivo era già pronto e l'attentato doveva essere compiuto già in questi giorni.
''Era pronto un progetto di attentato -ha confermato questa mattina il procuratore aggiunto di Caltanissetta, Renato Natale - era nell'ultima fase di elaborazione''. Da qui la necessità del fermo d'urgenza, eseguito ieri sera.

Per Azzarelli e Palmeri non c'è ancora una condanna definitiva. Il padre di Azzarelli, Benedetto, venne ucciso quando il figlio era ancora bambino, con due colpi di fucile sull'uscio di casa. E lui, ad appena 14 anni, iniziò la sua carriera criminale. Prima piccoli furti, poi l'incendio di auto, quindi estorsioni e traffico di droga. Paolo Palmeri, invece, ha un curriculum criminale meno 'ricco'. Sul suo conto c'è solo una condanna a cinque anni, non ancora definitiva. In passato venne coinvolto in un'operazione di riciclaggio e traffico di droga con il Nord.

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28 ottobre 2005

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