Lipari, cuore pulsante delle Eolie

Nell'isola più grande delle Eolie, come leggenda vuole, visse il Dio dei venti

14 luglio 2017
lipari-cuore-pulsante-delle-eolie

A nord della costa sicula, immerse nell'incanto del Mar Tirreno, le Isole Eolie sono un arcipelago di origine vulcanica comprendente ben due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano e le isole di Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Dattilo, Lisca Bianca e Salina. Le isole, per la loro bellezza e i fenomeni vulcanici che vi hanno luogo, sono state nominate dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità anche se la nomina ultimamente rischia di essere revocata perchè è in progetto la costruzione di un grande porto turistico a Lipari.
Il termine Eolie deriva dal nome del dio Eolo, Dio dei venti, che secondo la mitologia greca visse a Lipari dove riusciva a prevedere le condizioni del tempo osservando la forma delle nubi sbuffate dal vicino vulcano dello Stromboli.
Le isole Eolie sono la parte emersa di antichissimi vulcani: la loro composizione geologica si evince dalle sorgenti termali e da crateri tuttora attivi come, appunto, quello di Stromboli. L'arcipelago offre al turista una natura incontaminata, paesaggi mozzafiato, fondali di inestimabile bellezza ed un mare cristallino che attira ogni anno migliaia di turisti.

Con circa 37 kmq di superficie l'isola di Lipari è la più grande dell'arcipelago eoliano, e con i suoi 12mila abitanti che popolano le sue frazioni Canneto, Acquacalda, Quattropani e Pianoconte, il suo cuore pulsante. Tranne Salina tutte le altre isole Eolie dipendono amministrativamente da Lipari, tanto da essere chiamate pure 'Isole Lipari'. L'isola, che dista circa 42 miglia marine dalle coste siciliane, ha una morfologia vulcanica con la costa nord-orientale ricoperta da ampie distese bianche di pomice che si alternano a scure colate di ossidiana. Proprio in questi luoghi sorge l'unico insediamento industriale delle Eolie nel quale si estrae ancora oggi la pietra pomice, anche se l'economia si basa maggiormente sull'attività turistica e la pesca.

Le tappe del nostro itinerario

TappaFrazione Canneto


ph. Laurent Gébeau

Il territorio, piuttosto montuoso, raggiunge la sua massima altitudine con il monte Chirica (602 m), mentre la cittadina di Lipari si estende ai piedi dell'imponente rocca del Castello, l'unica acropoli greca, e lungo le insenature, a Nord e a Sud, delle frazioni Marina Corta e di Marina Lunga. L'isola è il luogo ideale per trascorrere una vacanza all'insegna del relax e per effettuare escursioni nelle altre isole dell'arcipelago e magari ritornare in giornata. La prima cosa da fare appena giunti a Lipari è  il giro dell'isola, cominciando dalla sua frazione Canneto, situata in un'insenatura delimitata a sud est dal Monte Rosa e a Nord dal Monte Pilato. Da qui, percorrendo la strada che conduce alla chiesetta di Pirrera, si raggiungono Forgia Vecchia, le Rocche Rosse e il Campo Bianco, famose per le colate di ossidiana le prime due e per le distese di pomice l'ultima. Continuando lungo la strada che porta ad Acquacalda si arriva a Porticello, con i suoi giacimenti di pomice bianca e, superato il promontorio di Punta Castagna, si incontra Acquacalda con la sua bellissima spiaggia sovrastata dalle cave di pomice. Salendo per la montagna, si può raggiungere il paese di Quattropani, dal cui promontorio di può ammirare Salina in tutta la sua bellezza. E ancora più avanti il borgo di Pianoconte con le sue caratteristiche casette bianche e a circa 15 minuti di cammino le Terme di S. Calogero, note sin dall'antichità per le loro virtù terapeutiche. Ritornando sulla strada principale si giunge al suggestivo Belvedere di Quattrocchi da cui si gode di un panorama mozzafiato che si apre sulle coste alte, sui Faraglioni e sull'isola di Vulcano. Sulla strada di ritorno un sentiero, che si inerpica tra i vigneti del Monte Guardia, conduce all'Osservatorio Geofisico Internazionale.

TappaCattedrale di San Bartolomeo

L'insediamento umano nell'isola risale a tempi antichissimi, addirittura al Neolitico (3500-2000 a.C.), all'Età del bronzo ed Ellenistica, quando nella zona dell'Acropoli, detta il 'Castello' c'era una cittadella. Del castello rimangono oggi una torre facente parte delle fortificazioni greche del IV-III secolo a. C.,  torri medioevali del secolo XIII e le cortine murarie di epoca spagnola. Si accede all'interno della cittadella dal lato sud di Piazza Mazzini, passando dalla porta più antica e attraversando una torre di epoca normanna. Superato un passaggio sostenuto da arcate ogivali incontriamo sul nostro cammino la Chiesa di Santa Caterina, ormai chiusa al culto, l'abside della chiesa cinquecentesca dell'Addolorata, con ricchi altari lignei, stucchi dorati in stile barocco e una tela del '600 raffigurante la crocifissione, infine la Chiesa dell'Immacolata. Proseguendo sulla sinistra, ci troviamo davanti la Cattedrale di San Bartolo, patrono delle Eolie, fatta costruire da Ruggero I il Normanno. Tracce normanne sono ancora presenti nelle volte a crociera ogivale all'esterno, mentre gli interni rifatti conservano la statua argentea di San Bartolomeo ed una tavola del '600 raffigurante la Madonna del Rosario. Più avanti si trova la Chiesa della Madonna delle Grazie, chiusa al culto, che raccoglie pregiati affreschi di Alessio Cotrone, il palazzo arcivescovile del 1753, oggi adibito a Museo archeologico che testimonia oltre 5000 anni di civiltà delle Eolie. Si tratta di uno dei musei più importanti del Mediterraneo che custodisce corredi funerari, vasi, cippi, steli tombali e sarcofagi in pietra che testimoniano l'evoluzione del culto dei defunti. A questi si aggiungono ceramiche di tipi e fogge varie, maschere teatrali e statue fittili.

TappaPunta Castagna

Partendo da marina corta o da Pignataro e puntando a nord, si doppia il promontorio di Monte Rosa e si costeggia la lunga spiaggia di Canneto percorrendola sino alla punta. A pochi metri dalla riva si può ormeggiare la barca nell'enorme boa metallica che serve proprio per l'attracco delle navi. Immergendosi lungo l'enorme catena di ormeggio della boa si può raggiungere un fondale sabbioso a profondità di circa 10 metri dove il panorama si fa spettacolare per il contrasto tra il blu intenso del mare con il biancore della polvere vulcanica. Qui si può scendere a grandi profondità e trovare sempre lo stesso panorama a 30 come a 60 metri, lo stesso colore dell'acqua, le stesse valli dalle pareti altissime, le stesse pareti a strapiombo. La profondità ideale è a circa 40 metri dove si possono ammirare i ventagli di  Paramuricee e di fittissimi banchi di Anthias, mentre risalendo un po', intorno ai  37 metri circa, si trova una spaccatura verticale ricca di gamberi.
 

TappaLa Pietra del Bagno


ph. Borgil

Si tratta di un grande scoglio che si trova a poche decine di metri dalla costa occidentale di Lipari e si affaccia sul lato meridionale di Salina. Il luogo offre diverse possibilità d'immersione agli appassionati del mondo subacqueo. Le pareti dello scoglio si inabissano sino a circa 30 metri e poi continuano a scendere con una spettacolare franata di massi, sino a quote superiori ai 40 metri. Sul lato meridionale dello scoglio, a circa 20 metri di profondità, si innalzano dei giganteschi massi coloratissimi e invasi dalla luce del sole, che attraversando l'acqua cristallina riesce a giungere sino a queste profondità.

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