Nel mare mitologico di Aci Trezza

Alcuni magici itinerari alla scoperta degli splendidi fondali della Sicilia orientale

01 agosto 2017
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Sulla magica Riviera dei Ciclopi sorge Aci Trezza, antico borgo marinaro che si specchia sulle acque cristalline del mare. Il nome Riviera dei Ciclopi si rifà ad un episodio cantato dal mitico Omero nell'Odissea in cui Ulisse, per sfuggire al terribile Ciclope Polifemo che lo aveva catturato insieme ai suoi compagni, acceca il gigante nel suo unico occhio con un dardo infuocato. L'eroe poi fugge con i suoi compagni, aggrappato al ventre di una pecora del ciclope. Polifemo, travolto dal dolore e dalla rabbia scaglia contro la nave di Ulisse in fuga tre massi, che tutt'ora si trovano di fronte ad Aci Trezza a testimoniare l'episodio e che prendono il nome di Faraglioni. In realtà si tratta di masse laviche nere e appuntite che emergono dalle acque. L'Isola Lachea, il più grande di questi scogli, è oggi sede di una stazione biologica dell'Università di Catania e riserva naturale. Il porticciolo di Aci Trezza, invaso dal sole e punteggiato di barche variopinte tirate in secca, sembra ancora popolato dai personaggi de 'I Malavoglia'. Qui infatti, lo scrittore catanese Giovanni Verga si ispirò per scrivere il suo capolavoro, che narra le vicende sfortunate di una famiglia di pescatori che lottano contro il destino avverso per risollevare le loro sorti. Sempre ad Aci Trezza il regista Luchino Visconti decise di girare 'La terra trema' (1948), rispettando l'ambientazione del romanzo verghiano da cui il film è stato liberamente tratto.

Le tappe del nostro itinerario

TappaLa Riviera dei Ciclopi

E' una delle aree più belle della Sicilia orientale che si estende per tutto l'arcipelago delle Isole dei Ciclopi e che comprende l'Isola Lachea, la Longa, il Faraglione grande, quello di mezzo, il Faraglione piccolo e gli scogli 'du Zu Ianu'. L'area Marina Protetta è stata istituita con decreto interministeriale il 7 dicembre 1989 per tutelare le bellezze paesaggistiche e gli organismi marini che popolano la zona. L'Area protetta è costituita da tre zone: la A di riserva integrale dove è consentita la balneazione in apposite aree e si può effettuare la visita guidata dell'Isola di Lachea. La zona B di riserva generale e la zona C di riserva parziale. In queste ultime due si può liberamente navigare, ancorare la barca, fare il bagno e pescare con lenza a mano, mentre l'immersione è regolamentata. Ci sono anche alcune scuole di immersione per consentire agli amanti dei fondali di visitare un ambiente marino di incomparabile bellezza. La Riviera dei Ciclopi è meta ogni anno di migliaia di turisti cui viene offerta la possibilità di salpare per minicrociere giornaliere sottocosta. In primavera e autunno numerose specie di volatili colonizzano gli scogli. L'area  durante il periodo invernale invece, si trasforma in un luogo di sosta di varie specie di uccelli migratori. Sulle pareti scoscese dei faraglioni, soprattutto quello 'd'aceddi' (degli uccelli) hanno trovato il loro habitat ideale i gabbiani reali. L'ambiente marino è molto vario con fondali rocciosi, sabbiosi e fangosi ricchi di specie sia vegetali che animali. Di grande effetto le vaste estensioni di praterie di Posidonia oceanica, mentre sui fondali duri e rocciosi si può osservare la Gorgonia dai colori rosso e giallo. Il mare in questa zona è molto pescoso e ospita crostacei, molluschi, squisiti ricci, lo 'Sphaerechinus granularis', comunemente conosciuto con il nome di 'Rizza caruseddu' con aculei di colore rosso scuro e i simpatici cavallucci marini. Sui fondali è possibile incontrare anche le colorate stelle marine che vivono tra 10 e oltre 200 metri di profondità e sulle rocce i polpi che si mimetizzano con l'ambiente cambiando colore. Tra conchiglie, gorgonie e coralli di vario genere si distingue anche la Pinna nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo che può raggiungere anche 70-80 cm di lunghezza. Tra i pesci nuotano in queste acque le occhiate, orate, dentici, saraghi, salpe, ope, ajole, cernie e murene. La Riviera dei Ciclopi e soprattutto la baia di Acitrezza è nota per i numerosi ritrovamenti archeologici che fanno ipotizzare la presenza di un antico ancoraggio. Numerosi i ceppi di ancore in piombo rinvenuti tra il 1960 e il 1965 e i  frammenti di anfore databili dal I al VII secolo d.C. Tra i ritrovamenti più recenti (nel  2003) un antico portale in pietra lavica rinvenuto nei fondali antistanti l'Isola Lachea.

TappaSanta Maria la Scala

Il paesino sorge sotto la ripida scarpata della Timpa di Acireale, una ciclopica muraglia di pietra lavica ricca di vegetazione. In fondo al paese verso sinistra, si trova  una lunga spiaggia di ciottoli e scogli. Da qui è possibile immergersi dopo aver attraversato la foce di un ruscello. Il fondale è molto ricco e fino a 10 m circa vi sono le cosiddette 'casce' di cemento, dove hanno trovato l'habitat ideale gronghi, murene, saraghi, salpe e grossi branchi di cefali. Poco dopo inizia la scarpata conseguenza delle irregolari colate laviche. Lungo la quale il fondale declina da 10 m a circa 20/25 m. e l'ambiente si popola di polpi, pesce di passo, per non parlare degli infiniti colori dati dalla flora e dalla fauna invertebrata. Poi un pò di sabbia e ancora scarpate fino a circa 40 m, dove vive la regina del mare: la cernia.

TappaAci Castello

A circa 9 km da Catania su una rocca lavica a strapiombo sul mare, sorge Aci Castello un paesino cresciuto tutt'intorno ad uno splendido castello medievale. Nella zona nord del paese, lasciando la piazza in direzione Aci Trezza e incamminandosi verso il porticciolo, si trovano i cosiddetti muretti, una strada che costituisce una caratteristica passegiata a mare. 'I muretti' sono dotati di agevoli discese a mare dalle quali è possibile immergersi. Qui è possiamo definire due scenari: fino a  25 m di profondità è possibile ammirare scarpate laviche dove branchi di occhiate, cernie e murene nuotano veloci a mezz'acqua. Tra gli invertebrati non è raro incontrare il mollusco più grande del mediterraneo conosciuto come Pinna nobilis. Scendendo di profondità a circa 30 m si trovano solo distese di sabbia dato che  la pesca a strascico ha distrutto le praterie di posidonia che crescevano in questo ambiente.

TappaLido Bellatrix

Il lido Bellatrix è un'antica località balneare vicino Catania. Lasciando la macchina vicinissima al lido si passa attraverso un varco in un muretto dal quale parte una discesa a mare. Una piattaforma di lava permette di entrare comodamente in mare. Una volta entrati in acqua, procedendo verso sud est rispetto alla costa per circa 30-40 metri, ci si imbatte in una smisurata prateria di gorgonie, gialle ma anche blu, disposte su una scarpata dolcemente pendente che creano un paesaggio marino molto suggestivo.

TappaSanta Tecla

Delizioso paesino marittimo, nei pressi di Acireale, situato nella splendida Riviera dei Limoni a soli 2 km dalle Terme di Santa Venera, famose per le cure salsobromochiali. Santa Tecla offre la possibilità di belle escursioni sui fondali. Tra i 15 e i 25 metri è possibile visitare la grotta dei gamberi o il suggestivo anfiteatro naturale. Mentre per i più esperti c'è la possibilità di lasciarsi andare in cadute che superano abbondantemente i 60 metri

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