Marettimo, una montagna in mezzo al Mediterraneo

Ricchi fondali, grotte e panorami mozzafiato nella Itaca dello scrittore Samuel Butler

14 luglio 2017
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All'interno della Riserva Naturale delle isole Egadi, immersa nelle acque turchine del Mar Mediterraneo, Marettimo si presenta come la più bella isola dell'arcipelago egadiano, tanto che le guide turistiche internazionali l'hanno definita, a ragion veduta, la 'perla del Mediterraneo'. Proprio per il blu intenso delle sue acque incontaminate, per i fondali ricchi di vita e di colori, per l'enorme quantità di grotte naturali marine o a mezza costa (circa 400), l'isola può essere considerata un autentico paradiso terrestre. Il suo mare limpido e cristallino rappresenta la felicità dei turisti che, durante la stagione estiva, arrivano qui per fare il bagno e prendere la tintarella o fare gite in barca. Il mare e la pesca rivestono ancora oggi un ruolo molto importante per l'economia, tanto che si dice che le barche di Marettimo siano le più belle dell'arcipelago e che sin dall'infanzia i ragazzini crescano a 'pane e remi'.
L'isola che si estende per circa 12 kmq è la più alta e montuosa dell'arcipelago con il Monte Falcone, che raggiunge i 686 metri, e con i suoi tre piccoli promontori che ne segnano i confini: a nord-est Punta Troia, a nord-ovest Punta Mugnone e a sud-est Punta Bassana. L'isola ha l'aspetto di una vera e propria montagna in mezzo al Mediterraneo, un'oasi di quiete e di silenzio fuori dai circuiti del turismo di massa, ma ricca di proposte esclusive dove non circolano auto, c'è solo qualche piccolo esercizio commerciale, una chiesa, qualche locanda e una biblioteca storico-naturalistica molto fornita.

A Marettimo, più che di turismo sarebbe opportuno parlare di 'villeggiatura tradizionale', cioè di gente che torna sull'isola ogni anno, carpendo agli abitanti usi e costumi, scoprendo l'arte della pesca attraverso la pesca turismo, l'agricoltura, la bellezza delle grotte naturali ed una sensibilità popolare tutta particolare. Il villaggio di Marettimo, costruito secondo le tradizionali forme architettoniche mediterranee, è disteso sull'unico lembo di terra pianeggiante dell'isola e dista da Trapani circa 21 miglia, da Capo Bon in Tunisia circa 70. Il villaggio è collegato con Trapani attraverso aliscafo (un'ora di navigazione) o traghetto (circa tre ore), anche se quando si alza il vento, soprattutto in inverno, si può rimanere isolati per qualche giorno. In questi casi il silenzio che avvolge questi luoghi è rotto solo dai versi dei gabbiani, dal sibilo del vento e dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli.

Periplo dell'isola - Senza dubbio è emozionante fare il periplo dell'isola in barca e ammirare le dolomitiche pareti del versante occidentale, raggiungere le numerose grotte a pelo d'acqua che si aprono splendide e dai colori ineguagliabili.
L'isola ha due porti principali: 'scalo nuovo', sovrastato dalla montagna e lo 'scalo vecchio' sul lato opposto dell'isola, il vero porticciolo utilizzato dai pescatori. Partendo da qui e puntando verso Punta Troia si può ammirare lo scoglio del Cammello, poco distante dall'omonima grotta dove il mare è limpido e dal colore verde con tendenza al celeste chiaro. L'ora ideale per visitare l'insenatura è mezzogiorno quando il sole la illumina in tutta la sua bellezza rivelandone anche gli angoli più bui. Poco più avanti si trova la Cala Manione (sul cui fondale sono state trovate anfore preromane) e costeggiandola si arriva sotto al famoso castello, costruito dagli spagnoli nel XVII sec., che si trova sull'altopiano dello scosceso promontorio di Punta Troia. Doppiata questa punta ci si imbatte nella grotta del 'Tuono', così chiamata perchè quando c'è cattivo tempo e le onde si infrangono con forza sulla costa, si sente un rimbombo a guisa di tuono. S'incontra poi la grotta della 'Pipa', stretta all'inizio e poi squadrata.
Superata Punta Mugnone è possibile ammirare una cava di marmo rosa che ci prepara allo straordinario spettacolo di Cala Bianca. Da qui si apre uno spettacolo fantastico che ha come protagonista assoluta la costa occidentale dell'isola, con le sue rocce altissime dolomitiche, che si specchiano sul mare turchino, le splendide grotte come quella bellissima della 'Perciata', ricca di stalattiti, stalagmiti e depositi calcarei, la grotta del 'Presepe' dove l'erosione ha creato figure che ricordano i personaggi della natività e infine la grotta della 'Bombarda' che prende il nome dai boati che vi produce il moto ondoso.
Dopo Punta Libeccio si trova la secca del 'Cretazzo', luogo d'immersione ideale per gli appassionati di fotografia subacquea per la rigogliosa flora e l'abbondante fauna costituita per lo più da murene, gronchi, cernie, ricciole, saraghi e tanti altri tipi di pesci. Seguendo ancora la costa si arriva a Punta Bassana, altro tratto di mare ideale per programmare un'immersione poichè il fondale è ricco di posidonie, spugne, aragoste, dentici, e altro. Continuando si giunge a Cala Marino e da lì si fa ritorno al paese.

Itinerari montani - Per coloro che amano passeggiare all'aria aperta Marettimo offre varie possibilità per fare trekking. Le escursioni in montagna ad esempio, consentono di vivere il contatto diretto con la natura e di conoscere tutte le specie endemiche rare presenti sull'isola.
Tra i possibili itinerari suggeriamo:
- Dal paese al castello di Punta Troia (1 ora e 30 m. - Livello di difficoltà: medio)
- Dal paese alla Case Romane (1/2 ore circa)
- Dalle Case Romane al Pizzo Falcone (2 ore circa livello - Livello di difficoltà: impegnativo)
- Dal Paese a Cala Bianca (4 ore circa - Livello di difficoltà - adatto ai camminatori esperti)
- Da Punta Troia a Punta Bassana (7 ore circa)
- Dal Paese al faro di Punta Libeccio (1ora e 30 m. - Livello di difficoltà - livello facile)

Flora e Fauna - A differenza di Levanzo e Favignana, Marettimo si staccò dalla terraferma milioni di anni fa, rimanendo completamente isolata sin dall'era Quaternaria, e provocando quindi, un ritardo di almeno 6000 anni nella comparsa dei primi insediamenti umani rispetto alle altre Egadi. Tutto ciò influenzò notevolmente l'evoluzione della flora e della fauna, consentendo il protrarsi sino ai nostri giorni di forme di vita animale e vegetale inesistenti nel resto dell'arcipelago egadiano e in Sicilia. E' il caso di piante endemiche come la Scabiosa Limonifolia, la Daphne Oleifolia e l'Erodium Maritimum, Brassica Macrocarpa (Cavolo delle Egadi) e il Seseli Bocconi, pianta arbustiva che cresce sulle rupi, mute testimoni di trasformazioni geologiche avvenute circa 20 milioni di anni fa. La particolarità dell'isola inoltre, è da attribuire alla sua montuosità, con le rocce calcaree che anticamente si sovrapposero a quelle dolomitiche e all'abbondanza di sorgenti d'acqua. Tutti questi fattori hanno permesso la conservazione e catalogazione di circa 600 specie botaniche, alcune molto rare. Tra le specie di erbe aromatiche che crescono in modo spontaneo ricordiamo il timo da cui forse l'isola prese il nome, il lauro, la ruta, il rosmarino, l'origano, il pino e tante altre specie che contribuiscono ad odorare e rendere salubre l'aria.
L'isola di Marettimo inoltre, è un punto strategico per le migrazioni di rapaci e altri uccelli migratori che qui sostano per riposarsi e poi rimettersi in viaggio. L'isola dunque, è il luogo ideale per gli appassionati di Bird Watching che, sul Monte Falcone e in altri punti, hanno la possibilità di ammirare molti uccelli e rapaci migratori come l'aquila del Bonelli, il falco pellegrino, il corvo, il gheppio e il barbagianni o il passero solitario. Sulla spiaggia ha trovato il suo habitat ideale il gabbiano, il martin Pescatore e il marangone bianco. Nell'isola inoltre, sono presenti mammiferi come mufloni, cervi e conigli selvatici.

Pillole di storia - Secondo lo storico Polibio i greci chiamarono l'isola Hiera Nèsos cioè 'isola sacra' e proprio la sacralità di cui fu circondata contribuì per secoli al suo isolamento. Il suo nome attuale però deriva dall'arabo 'Gazirat Malitimah' o dal latino 'Maritima', mentre alcuni studiosi suggeriscono che l'origine del nome sia da ricercare nell'abbondante presenza del timo selvatico. Come abbiamo già detto, l'isola si staccò dalla terraferma circa 600.000 anni fa, infatti i suoi fondali sono generalmente più alti rispetto a quelli di Favignana e Levanzo e la presenza umana in questi luoghi è stata registrata in epoca più recente. Marettimo ha subito numerose dominazioni che hanno lasciato segni tangibili nell'architettura dei suoi edifici e nel suo stesso nome. Durante la I Guerra Punica, il 20 marzo del 241 a.C. nelle acque dell'isola si svolse un'importante battaglia tra la flotta Romana guidata da Lutazio Catullo e quella Cartaginese guidata da Amilcare Barca. Cartagine, dopo oltre vent'anni di scontri navali e terrestri, avendo subito alle isole Egadi una sconfitta pesante in termini di uomini e soprattutto di navi, con le finanze esauste, dovette chiedere la pace a Roma. Nel 1601 i Normanni sconfissero i Saraceni e Marettimo, che insieme alle altre due isole Egadi, dovette sottostare al loro dominio. Ruggero d'Altavilla, volendo fortificare l'isola trasformò una Torre Saracena già esistente, nell'espugnabile 'Castello di Punta Troia'. Un tempo nella cala del promontorio dove sorge il castello (lo Scalo Maestro) attraccavano le imbarcazioni per ripararsi dal vento di scirocco. Nel 1897 uscì in Inghilterra un libro che mise in subbuglio il mondo scientifico europeo: 'The Authoress of the Odyssey' cioè l'Autrice dell'Odissea, del noto scrittore inglese Samuel Butler. Dopo aver studiato a fondo l'Odissea, Butler pervenne alla convinzione che, in realtà, il poema epico non fosse stato scritto da Omero, ma da una donna trapanese intorno al 1000 a.C. e che il racconto epico fosse ambientato a Trapani. Butler sostenne inoltre, che la posizione geografica di Marettimo corrispondeva perfettamente con quella di Itaca, la patria del mitico Ulisse.

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